In un mondo in rapida trasformazione, dove equilibri economici e sociali che sembravano essere definitivamente consolidati sono invece ripetutamente messi in discussione, perché – secondo voi di Credit Suisse – le donne dal lato degli investimenti pagano il prezzo più alto delle crisi?

«Nell’ultimo anno, la geopolitica è tornata a essere un fattore chiave dell’economia globale. Il confronto tra Occidente e Russia sull’Ucraina ha innescato una crisi energetica e un’impennata dei prezzi dei prodotti alimentari. Lungi dal normalizzarsi, il commercio internazionale si è riorganizzato in base alle alleanze politiche, creando un mondo più multipolare. Questo ha portato a una nuova realtà economica, con un’inflazione elevata e un regime di politica monetaria che privilegia la stabilità dei prezzi rispetto alla crescita. Siccome le donne generalmente sono più avverse al rischio, tendono a investire meno e a tenere maggiore liquidità in conto. Quindi negli ultimi anni hanno beneficiato meno delle opportunità di crescita del patrimonio in seguito agli interessi pari a zero o negativi, per cui la quota in liquidità non generava praticamente reddito».

In che misura l’attuale inflazione rischia di erodere il valore degli investimenti e quali previsioni si possono fare per i prossimi mesi?

«I tassi d’interesse attuali rappresentano una buona notizia per chi mantiene un’alta quota di liquidità soprattutto in periodi di incertezza e ciò, secondo la nostra esperienza, vale in particolare per le donne che preferiscono tenere molta liquidità. D’altra parte, la liquidità può essere attrattiva a breve termine, ma non garantisce rendimenti a medio-lungo termine. Infatti, l’inflazione erode il potere d’acquisto del denaro. Per esempio, se calcoliamo un’inflazione del 5%, tra 15 anni con la stessa banconota potremmo acquistare solo metà dei beni o servizi rispetto a oggi».

Perché Credit Suisse ritiene essenziale sensibilizzare le donne sulla necessità di rivalutare i loro piani di investimento, tenendo conto delle esigenze e dei vincoli determinati anche dai cambiamenti del ciclo di vita?

«A volte alle donne manca un quadro di riferimento per iniziare a investire. L’investimento nel ciclo di vita può fornire un utile punto di partenza. Gli obiettivi di investimento e i parametri di rischio sono spesso diversi a seconda della fase del ciclo di vita di una donna. Ad esempio, le donne tra i venti e i trent’anni non hanno lo stesso reddito e gli stessi risparmi delle donne di quaranta o cinquant’anni. Il loro obiettivo principale potrebbe essere quello di accrescere la ricchezza piuttosto che di conservarla. Quindi il loro orizzonte di investimento è più lungo e la loro propensione ad assumere rischi di investimento potrebbe essere più elevata. Le donne in età più matura, invece, generalmente hanno orizzonti di investimento più brevi e un desiderio naturale di assumere rischi più moderati. È quindi importante valutare come allineare le strategie d’investimento e l’asset allocation alle principali esigenze e alle possibilità individuali nelle varie fasi della vita».

Quali linee guide andrebbero seguite da parte di una donna che sceglie di pianificare in modo equilibrato il proprio portafoglio?

«In Credit Suisse esistono cinque strategie d’investimento chiave che corrispondono a diversi profili di rischio dell’investitore e che spieghiamo nel corso di un processo di consulenza strutturato. La maggior parte delle investitrici di mezza età tende a identificarsi con la strategia equilibrata, ossia diversificata e bilanciata, con un profilo di rischio generalmente medio. Indicativamente con questa strategia circa metà del patrimonio potrebbe essere investita in azioni, un terzo in obbligazioni e il rimanente in investimenti alternativi e liquidità. Nel corso del tempo, tuttavia, questa strategia andrebbe rivista in base all’evoluzione delle esigenze».

Quale rapporto Credit Suisse consiglia di stabilire tra attività finanziarie non finanziarie, in particolare per quanto riguarda l’aggiunta diretta di beni immobili o oggetti da collezione come parte dei propri investimenti?

«Avere una casa o un appartamento proprio rappresenta spesso un sogno da realizzare per molte donne e va analizzato separatamente soprattutto in termini di sostenibilità a lungo termine dell’investimento. Oggetti da collezione come opere d’arte, gioielli, borse di lusso, orologi oppure vini e auto d’epoca possono essere interessanti perché potrebbero corrispondere agli interessi e alle passioni delle investitrici. Gioielli, orologi e borsette di Chanel generalmente conservano e aumentano il loro valore nel tempo e hanno una bassa volatilità. Vini, auto d’epoca e l’arte in generale hanno un rischio medio paragonabile alle obbligazioni, con una volatilità maggiore. L’arte contemporanea ha un rischio decisamente maggiore, con la possibilità di un rendimento superiore. Dunque, le attività non finanziarie possono rappresentare un interessante complemento agli investimenti finanziari, ma non li sostituiscono. Necessitano in ogni caso di conoscenze approfondite e spesso non sono liquidabili immediatamente».

In che modo andrebbe valutato l’impatto delle criptovalute nei portafogli, da parte di donne investitrici più propense al rischio?

«Sono soprattutto le generazioni più giovani che chiedono informazioni in merito alle criptovalute. È importante notare che gli indici azionari dei mercati emergenti più volatili hanno fluttuazioni medie annue di circa il 30%, mentre Bitcoin ha una volatilità media annua superiore al 200%. Quindi includerlo in un portafoglio equilibrato ne incrementa in maniera drammatica la volatilità. Per questo motivo non includiamo le criptovalute nei nostri portafogli gestiti».

L’obiettivo della sicurezza e dell’indipendenza finanziaria può essere garantito da attività a reddito fisso che possano offrire rendimenti interessanti fino alla scadenza?

«La nostra esperienza dimostra che proprio le donne spesso scelgono strategie di investimento a reddito con una preferenza per il reddito fisso. Negli anni passati, questa preferenza ha avuto come conseguenza che le donne sono rimaste indietro rispetto ai loro coetanei maschi in termini di accumulo di ricchezza, a causa dell’elevata prevalenza di strategie di investimento incentrate sul reddito fisso che ha generati rendimenti negativi o molto bassi. Non è l’unica ragione, ma una delle tante che spiega come mai i patrimoni delle donne crescono meno. Attualmente i rendimenti obbligazionari sono di nuovo a livelli tali che rappresentano una proposta di investimento interessante per qualsiasi tipo di investitore. Naturalmente, esistono molteplici possibilità di investimento diverse dalle obbligazioni e le donne dovrebbero cercare attivamente opportunità nell’intero universo di attività finanziarie (azioni e investimenti alternativi), in base alla strategia di investimento più adatta alle loro esigenze e al loro profilo di rischio».