Alla guida dell’Area Finanza, classe 1980, Glenda Brändli è la prima donna ai vertici dell’Istituto cantonale e guarda al futuro con tanta energia e determinazione, consapevole che BancaStato continuerà ad anticipare ed adattarsi ai cambiamenti del mercato rimanendo fedele alla sua storia, alle sue radici e alla sua clientela.
Direttrice Brändli, professionalmente parlando lei arriva dal mondo della revisione. Come è stato il passaggio tra le fila di una banca?
«Grazie alla mia esperienza precedente ho potuto relazionarmi con molte realtà bancarie diverse tra loro per dimensione, raggio di attività, mercato di riferimento e storia. È un mondo che dunque già conoscevo bene e che ho visto cambiare nell’arco degli ultimi venti anni, contraddistinti da profondi mutamenti del contesto di riferimento, complice anche una regolamentazione sempre più stringente. Ciononostante, è naturalmente diverso lavorare all’interno di una banca. Ora ne sono parte integrante e posso concorrere in maniera diretta non solo alla sua gestione, ma anche alla realizzazione di obiettivi strategici e alla formulazione di visioni e strategie future. È un aspetto, questo, che mi stimola molto, anche perché è ora possibile adottare una progettualità il cui orizzonte non è limitato al singolo mandato di prestazione ma può assumere un respiro di medio e lungo periodo».
Riassumendo, potrebbe spiegarci quali sono i compiti della sua Area?
«L’Area Finanza assolve in primo luogo tutti i compiti legati alla gestione finanziaria. Quest’ultima è suddivisa in due campi di attività principali: contabilità e mercati finanziari. Il dipartimento contabilità copre sia gli aspetti legati alla contabilità finanziaria – e qui per intenderci parliamo di conti economici, bilanci, rendiconti – sia quelli relativi alla contabilità analitica, che comprende processi, tecniche e strumenti con cui si raccolgono, rappresentano e analizzano i dati al fine di elaborare e supportare decisioni, nonché individuare i diversi contributi al raggiungimento del risultato economico e degli obiettivi della Banca. La seconda grande dimensione dell’Area è rappresentata dal Dipartimento “Mercati finanziari”. Al suo interno troviamo i servizi dell’Advisory e Gestione patrimoniale, che spaziano dall’analisi approfondita di tutte le informazioni relative a mercati e titoli, finalizzate alla formulazione di consigli e strategie necessarie per supportare la consulenza, alla gestione vera e propria dei patrimoni della clientela. Il Dipartimento “Mercati finanziari” comprende anche la Tesoreria e il Trading, che si occupano di gestire la liquidità della Banca e i relativi rischi, oltre che di garantire un’efficiente operatività di borsa. I compiti dell’Area Finanza sono di grande responsabilità in quanto non le si chiede “unicamente” di seguire e curare l’intensa gestione corrente, ma anche di fornire preziosi elementi per capire come adattare le rotte aziendali, nel breve, medio e lungo periodo».
Quali sono le sfide attuali e future degli ambiti di competenza da lei diretti?
«Le sfide non mancano di certo. Guardando alla contingenza possiamo citare la crisi energetica, l’inflazione, le politiche monetarie delle banche centrali, l’aumento dei tassi di interesse, le ripercussioni del conflitto in Ucraina. Tutti fattori che si intrecciano e si sommano a sfide preesistenti, come ad esempio quella legata alla digitalizzazione, che ha trasformato, sta trasformando e trasformerà la maniera con cui “fare banca” – sia per il cliente, sia per la gestione della banca stessa, o ancora alla regolamentazione sempre più stringente. Di grande attualità e fonte anche di accesi, interessantissimi dibattiti è il tema legato alla sostenibilità, al quale mi piace pensare più come opportunità che come sfida, per le diverse sfumature e declinazioni possibili».
Tornando al digitale: come sarà BancaStato nel futuro? Completamente online?
«BancaStato ha dimostrato negli anni di saper sempre stare al passo coi tempi e addirittura anticiparli. Anche in futuro, BancaStato accoglierà di sicuro molte altre tecnologie rispetto ad oggi ma proprio alla luce della sua natura di Banca cantonale sono convinta che non perderà mai la sua anima di realtà locale a contatto con il territorio e con chi lo abita. La trasformazione digitale garantirà un arricchimento dei canali e degli strumenti bancari, agevolando un modello operativo più efficiente, ma sono convinta che ciò non avverrà a scapito del contatto personale, della vicinanza e della presenza sul territorio: principi che caratterizzano e che continueranno a caratterizzare BancaStato nonostante appunto l’offerta di canali digitali. Proprio in tal senso mi piace pensare che le mie esperienze, i miei valori e la mia visione potranno aiutare BancaStato a continuare ad essere orientata al futuro nel rispetto dei valori e della tradizione».
Qualche domanda su di lei, ora. Come si svolgono le giornate di una manager di così alto livello?
«Gli impegni di lavoro sono tanti e molteplici: la gestione dell’agenda riveste quindi un ruolo centrale per organizzarli al meglio, lasciando spazio per gli imprevisti e per “consolidare” le informazioni e gli elementi emersi dai vari incontri. Per quanto possibile tendo a concentrare le riunioni al mattino, avendo cura di prevedere tempo sufficiente da dedicare alle persone che incontro. Credo che una qualità fondamentale di un dirigente (e di un essere umano!) sia riservare tempo di qualità ad ascoltare i propri interlocutori, soprattutto le proprie collaboratrici e i propri collaboratori. Un’ottima organizzazione è dunque il fulcro delle mie giornate, anche se occorre sempre e comunque avere una grande capacità di adattamento: spesso e volentieri gli imprevisti professionali scombussolano i piani ed è essenziale sapersi riadattare. Tutto questo va poi armonizzato con la vita privata: sono una manager, ma sono anche una mamma, una moglie, una figlia, un’amica e una persona con vari interessi. Per fortuna sono mattiniera e da sempre ho bisogno di poche ore di sonno per ricaricarmi! Insomma: le mie giornate sono a volte molto frenetiche e anche lunghe ma devo ammettere che sono molto appaganti dal punto di vista professionale e umano. Il segreto è avere sempre tanta passione per quanto si fa: senza quella non si va da nessuna parte».
Lei, Glenda Brändli, è storicamente la prima donna membro della Direzione generale di BancaStato: cosa prova?
«Sono contenta che ci sia una donna nella Direzione generale di BancaStato, e sono molto orgogliosa di essere io la prima, anche perché sono convinta che non sarò né l’unica né l’ultima. Questa consapevolezza mi rende felice in quanto donna e in quanto madre di una bambina. Fino a qualche tempo fa anche in Ticino qualcuno ancora pensava che una donna non potesse nemmeno ambire a ricoprire simili ruoli. Sono fiera di essere anch’io un ulteriore tassello di questo cambiamento fortunatamente già in atto da tempo».
Ha luoghi dell’anima, hobbies o interessi che vuole condividere con noi?
«Ho sempre avuto molti interessi e appunto il problema è riuscire a conciliarli con la vita professionale e privata. Adoro la musica, viaggiare e la buona cucina, sia seduta al tavolo sia in prima persona dietro ai fornelli, in compagnia di famiglia e amici. Quando sono in viaggio cerco sempre di tornare a casa con più “segreti culinari” possibili. Il mio “luogo dell’anima” è alle Hawaii e devo dire che amo gli Stati Uniti in generale: ho vissuto a Boston e considero New York la città più bella del mondo. Amo passeggiare all’aperto, preferibilmente in montagna, per quel senso di quiete che mi infonde. La mia principale fonte d’energia è rappresentata però dal contatto con le persone: adoro condividere e confrontarmi con gli altri, e nutro grande curiosità e ammirazione per chi è animato da grandi passioni. Trovo sia fantastico restare ad ascoltare le persone quando a parlare è ciò che le fa sentire felici».
In ultima battuta: tre parole o tre concetti per descrivere BancaStato.
«Trovo che il payoff di BancaStato, ovvero “noi per voi”, sia molto azzeccato. In queste tre parole percepisco la convivenza di passato, presente e futuro: tre ingredienti che è possibile dosare in quantità diverse, ma che non smettono mai di convivere».