Politica monetaria BNS

Nella prima parte dell’anno l’economia mondiale è cresciuta a un ritmo moderato e in numerosi Paesi l’inflazione continua ad attestarsi su livelli superiori agli obiettivi delle banche centrali. Negli ultimi mesi essa è però scesa e di conseguenza diverse banche centrali hanno abbassato di nuovo i tassi di riferimento.

Anche la Banca nazionale svizzera (BNS) ha abbassato in settembre il tasso guida di ulteriori 0,25 punti percentuali all’1,0% e gli averi a vista detenuti dalle banche presso la BNS saranno remunerati fino a un determinato limite al tasso guida, quelli eccedenti tale limite a un tasso di interesse pari allo 0,5%. La Banca nazionale ha ribadito inoltre la propria disponibilità ad agire all’occorrenza sul mercato dei cambi per frenare il rafforzamento del franco svizzero.

Secondo Franco Citterio, Direttore dell’Associazione Bancaria Ticinese (ABT), la politica monetaria della BNS sta influenzando molto l’attività e i risultati del settore bancario. La diminuzione del tasso di riferimento erode i margini sulle operazioni d’interesse e quindi pesa significativamente sugli utili. D’altro canto, con tassi d’interesse bassi anche le attività commerciali e d’investimento dovrebbero rilanciarsi. E’ quindi lecito essere prudenti sull’evolversi della situazione sul fronte degli affari. In particolare, sul mercato immobiliare la dinamica negli ultimi trimestri ha rallentato ma, secondo la BNS, i punti critici soprattutto in alcune zone del Paese persistono.

Situazione degli affari

Secondo gli ultimi dati rilevati a settem­bre, l’andamento degli affari è giudicato nuovamente in modo positivo da una larga maggioranza degli attori del com­parto delle banche. Inoltre, come ormai consuetudine da oltre un anno, il saldo rilevato a Sud delle Alpi è risultato mag­giore a quello nazionale.

Un po’ meno positivi, tanto in Ticino quanto in Svizzera, i dati rispetto alla valutazione degli affari negli ultimi tre mesi. In questo caso la curva ha mo­strato un’importante flessione nella prima metà dell’anno, mentre i risultati degli ultimi mesi tornano in tendenza positiva. In ogni caso, pure questi indi­ci appaiono saldamente positivi. Così come sono positivi gli indici relativi alle aspettative rispetto all’evoluzione degli affari nei prossimi sei mesi. In questo caso sorprende un po’ il conti­nuo miglioramento del saldo rilevato a livello cantonale, più stabili e relativa­mente più prudenti le voci raccolte a livello nazionale.

Domanda di servizi bancari

La lettura positiva della situazione de­gli affari trova un valido supporto nei giudizi espressi rispetto all’evoluzione della domanda, che risultano pure posi­tivi e in ripresa. A livello nazionale, l’indice relativo alla clientela privata era già il più positivo, risultando oltretutto nuovamente in crescita negli ultimi ri­levamenti. Quello relativo alla clientela aziendale dopo un periodo in flessione, mostra pure una chiara ripresa dall’in­dagine di luglio. Tendenze positive con­fermate anche dall’indice relativo alla domanda dall’estero, che fino a un anno fa risultava spesso negativo.

Interessante poi annotare come appaia­no sempre piuttosto prudenti le attese ri­spetto all’evoluzione della domanda nei prossimi tre mesi. Nel caso della clien­tela nazionale, soprattutto osservando la clientela privata, il saldo dell’andamen­to della situazione negli ultimi tre mesi sembra seguire e corroborare, quello delle previsioni. Nel caso della cliente­la estera, a fronte di un indice prospet­tico relativamente neutro, si misura un miglioramento del saldo rispetto alla domanda negli ultimi tre mesi.

bnVolumi e situazione reddituale

In Ticino, come in Svizzera, rimane ampiamente positivo il saldo inerente ai volumi di capitali e quello inerente alle negoziazioni di titoli per conto terzi. A livello nazionale è pure ampiamente positivo quello inerente ai nuovi crediti, in questo caso si nota una netta flessione dell’indice a livello cantonale, evoluzio­ne immutata anche secondo gli ultimi dati di luglio, quando il tasso di riferi­mento era già stato ritoccato al ribasso due volte di un quarto di punto (a mar­zo e a giugno). In Ticino sembrerebbero allora aver pesato maggiormente gli au­menti del tasso d’interesse di riferimento decisi dalla BNS tra il 2022 e il 2023.

Infine, vista la diminuzione dei margini d’interesse non sorprende ritrovare il sal­do relativo alla situazione reddituale in calo e in zona negativa. Le attese per i prossimi tre mesi indica­no da una parte un aumento delle spese e dall’altra una diminuzione dei ricavi. In questo caso i risultati raccolti a livello cantonale seguono, grossomodo, la tra­iettoria tratteggiata a livello nazionale.

 

Nel grafico:
Saldo dei volumi nelle banche, secondo il tipo di operazione, cambiamento negli ultimi tre mesi, in Svizzera e in Ticino, da luglio 2019.