Nonostante i recenti avvenimenti avversi come la bancarotta di FTX, nelle prime settimane di gennaio 2023 il Bitcoin ha ottenuto performance positive, sfiorando quota 23mila dollari. Come lo spiega? Crede che possa trattarsi di un rally di lungo periodo?
«Ovviamente siamo molto contenti che il Bitcoin sia tornato a crescere, ottenendo performance anche molto positive; tuttavia, noi di 21Shares riteniamo che il recente apprezzamento non sia altro che una convergenza verso l’equilibrio. Siamo tornati sui livelli successivi al crollo di LUNA e precedenti alla bancarotta di FTX, il che indica chiaramente come quello delle criptovalute sia un settore in grado di operare molto meglio in assenza di azioni fraudolente come quelle orchestrate da quest’ultima e da Alameda. Un’ulteriore dimostrazione di quanto affermato è che lo SMA (il prezzo medio) del BTC a 200 giorni ha raggiunto il più alto livello degli ultimi 381 giorni. Se da un lato è vero che le performance passate non sono indicative di quelle future e che le attuali condizioni di mercato sono molto diverso rispetto a 4 anni fa, questo resta comunque un dato importante, in quanto l’ultima volta in cui lo SMA a 200 giorni del BTC ha toccato questi livelli era il 2019 ed ha preceduto una crescita dell’asset di circa il 190%, passando da un valore di 4mila dollari a uno di 11.300».
A suo avviso, quali sono gli eventi esterni al mercato che potrebbero sostenere la crescita del mercato delle criptovalute? E quelli che potrebbero ostacolarla?
«Sicuramente, il maggiore dei trend a sostegno del mercato delle criptovalute e dei suoi fondamentali è la spinta continua proveniente degli sviluppatori che contribuiscono a migliorare l’infrastruttura del Web 3. Basti pensare che, rispetto all’ultima volta in cui si è verificato uno scenario ribassista, nel 2018, Ethereum è cresciuto di 5 volte e il Bitcoin di 3, con un numero di sviluppatori attivi medio rispettivamente di 5mila e 920mila. Inoltre, anche la rapida espansione di network come Solana, Polkadot, Cosmos e Polygon è un fattore favorevole al mercato che deve essere monitorato attentamente. Dall’altro lato, i venti contrari che possono mettere i bastoni tra le ruote al mercato delle criptovalute sono un aggravarsi del conflitto tra Russia e Ucraina e l’invasione di Taiwan da parte della Cina, in quanto creerebbero uno scenario geopolitico più teso e ridurrebbero l’appetibilità degli asset più rischiosi».
In generale, quali sono le sue aspettative circa il Bitcoin e il mercato delle criptovalute nel suo insieme?
«Siamo convinti che le criptovalute giocheranno un ruolo molto importante negli investimenti in asset alternativi. Inoltre, considerando che la componente ESG sta diventando sempre più centrale, riteniamo che sempre più investitori esamineranno molto attentamente il consumo energetico delle varie blockchain, con Ethereum e tutte quelle basate su un algoritmo Proof-of-Stake (PoS) che sono ben posizionate per trarre vantaggio dalla narrativa che le accompagna. Dall’altro lato, questo obbligherà gli attori di settore a condurre delle ricerche molto più approfondite sulla reale entità dell’impronta ecologica del Bitcoin. Infine, riteniamo che nei prossimi anni, le società sviluppatesi sulla tecnologia blockchain saranno quelle con la redditività maggiore, esattamente come oggi lo sono quelle che si sono sviluppate grazie a internet e che hanno contribuito allo sviluppo della sua struttura attraverso la creazione di nuovi dispositivi, come smartphone e tablet, e sistemi operativi (es. Google, Amazon e Apple)».
Lo scorso 18 gennaio avete lanciato lo STAKE ETP, un ETP basket che traccia i rendimenti da staking. Perché avete deciso di sviluppare un prodotto che si concentrasse esclusivamente su criptovalute basate su algoritmo Proof-of-Stake?
«La principale motivazione che ci ha spinti a sviluppare e lanciare il 21Shares Staking Basket Index ETP (STAKE) è sicuramente quella di offrire agli investitori la possibilità di crearsi una posizione, e quindi di percepire un’entrata, dalle remunerazioni che possono essere generate dallo staking in criptovalute attraverso uno strumento semplice e sicuro. Le nostre ricerche interne, infatti, hanno evidenziato che non solo la domanda per un’esposizione verso questa pratica oggi è particolarmente alta, ma anche che lo staking rappresenta una delle fonti di reddito potenziale più attrattive dell’intero sistema cripto. Inoltre, è bene ricordare che STAKE è una strategia “total return”, che mette assieme le remunerazioni da staking e le performance di ogni asset digitale sottostante e questo perché la presenza di più fonti di reddito può offrire agli investitori una performance più stabile e resiliente in condizioni di mercato difficili, nonché un significativo rialzo quando il mercato migliora. Infine, quando Ethereum è passato da PoW a PoS con il Merge, il suo consumo energetico si è ridotto di oltre il 99% e questo è un elemento molto importante per la narrativa di questo tipo di criptovalute in un mondo che, giustamente, presta sempre più attenzione alle componenti ESG».