Quale è stato il percorso che l’ha portato ad occuparsi delle possibilità di utilizzo dell’energia solare?

«Dopo essermi diplomato al liceo nel 1994, ho studiato sassofono jazz a Boston, Losanna e Parigi fino al 1997, pensando di dedicarmi poi all’attività di musicista professionista. Tra il 1997 e il 2003 ho conseguito tuttavia anche una laurea magistrale in Fisica teorica presso l’Università di Bologna. In qualità di consulente della Camera di Commercio del Ticino, ho poi elaborato una perizia sugli azionamenti di energia alternativa nella circolazione stradale, dove mi sono occupato principalmente di tecnologia dell’idrogeno. Dopo un periodo nell’industria, durante il quale sono stato direttore tecnico del reparto RFID di nuova costituzione presso Finser Packaging SA, ho quindi iniziato un dottorato presso l’ETH di Losanna nel 2007, che ho completato nel 2010. Dal 2011 al 2015 ho guidato un gruppo di ricerca presso Airlight Energy, una società che si occupava di energia solare. Un’esperienza molto importante poi purtroppo conclusasi con il cambiamento del management e delle strategia della società. Infine, nel 2016 ho co-fondato la società Synhelion».

Quali sono le finalità di questa società?

«Synhelion mira a sostituire i combustibili fossili con combustibili sintetici economicamente sostenibili, compatibili con l’attuale infrastruttura globale di combustibili e ridurre le emissioni nette di CO2 fino al 100%. Le soluzioni di Synhelion combinano sistemi di torri solari all’avanguardia con processi termochimici proprietari ad alta temperatura per la produzione di combustibili solari».

Sulla base di quali processi vi proponete di produrre carburante dall’aria e dal sole?

«L’impianto sperimentale sul tetto del Politecnico di Zurigo produce un carburante sviluppato a partire da acqua e CO₂. Già oggi in linea di principio questo carburante può essere utilizzato come la benzina per riempire il serbatoio di una convenzionale autovettura.  L’impianto ricava l’anidride carbonica CO₂ e l’H₂O necessarie da normalissima aria. Il sistema separa l’acqua contenuta nell’aria ambiente e la CO₂ in un filtro nanotecnologico sviluppato appositamente. Una volta separati, il sistema conduce entrambi gli elementi in un reattore solare in ceramica, in grado di sopportare un fortissimo calore. Per mezzo di uno specchio parabolico, l’energia solare pura riscalda la miscela di acqua e CO₂ a 1500 gradi Celsius. Sottoposte a queste alte temperature, acqua e CO₂ vengono convertite in una miscela di idrogeno-monossido di carbonio, che nei passaggi successivi diventa benzina, cherosene o metanolo».

La produzione di questi carburanti determina emissioni nocive per l’ambiente?

«I nuovi combustibili sintetici risultano essere quasi neutri dal punto di vista climatico, a parte la – poca – energia grigia necessaria per produrre l’impianto solare termico. Durante la combustione del combustibile infatti viene rilasciata solo la quantità di CO₂ prelevata dall’aria per la produzione. Il resto dei «gas di scarico» è acqua. Inoltre, l’infrastruttura globale esistente, vale a dire le condutture, le stazioni di rifornimento, i motori ecc., risulta idonea anche per la distribuzione, lo stoccaggio e l’utilizzo dei nuovi combustibili solari».

È possibile avanzare una previsione circa i tempi necessari per arrivare ad una commercializzazione di questi carburanti?

«La produzione del nostro carburante solare è ancora molto costosa tenendo conto del fatto che, invece, il prezzo attuale dei combustibili fossili non comprende i costi ambientali esterni per ridurre o addirittura evitare CO₂ e altre sostanze nocive che causano l’inquinamento dell’aria e il riscaldamento globale. La sostenibilità deve essere considerata un investimento a lungo termine che le future generazioni sotto forma di un sistema di approvvigionamento energetico rispettoso dell’ambiente. Il combustibile sintetico non può quindi ancora competere con la benzina e il cherosene tradizionali in termini puramente economici. L’obiettivo è ora quello di portare la tecnologia a livello industriale e diventare competitivi. A questo scopo Synhelion collabora con il sostegno dell’Ufficio federale dell’energia e di un altro partner di primo piano. La tecnologia avrà bisogno ancora di un paio di anni per poter produrre in modo più economico. La produzione commerciale sarà quindi possibile al più presto all’inizio del 2022».

Linkedin: Gianluca Ambrosetti.