Quali sono state le origini dell’Istituto Dalle Molle?
«Tutto nasce dalla volontà di Angelo Dalle Molle, nato a Venezia nel 1908 che è stato un grande industriale italiano, uomo curioso di tutto ciò che lo circondava, molto interessato ai problemi del suo tempo. Umanista convinto, riteneva che i progressi della scienza in generale e in particolare quelli dell’informatica, all’epoca ai suoi inizi, non dovessero asservire l’uomo ma piuttosto essere al suo servizio. A partire dagli anni ’70, sostenne la ricerca in questo settore e attraverso la Fondazione Dalle Molle per la qualità della vita e creò quattro istituti di ricerca tutti con sede in Svizzera. Quello con sede a Lugano, fondato nel 1988 aveva appunto come oggetto di ricerca l’intelligenza artificiale (IDSIA)».
Lungo quali direttrici di ricerca si è mosso questo istituto?
«L’obiettivo primario dell’intelligenza artificiale è quello di conferire alla macchina la capacità di capire il mondo nel quale essa si evolve, adattandovisi. Per questo inizialmente l’istituto ha lavorato sul tema della traduzione automatica L’IDSIA oggi è istituto comune tra l’Università di Lugano e la SUPSI, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana. Le sue attività si concentrano sul dotare le macchine della capacità di adattarsi e di migliorare continuamente le proprie conoscenze e le proprie prestazioni. Alcuni degli strumenti sviluppati da IDSIA in questi anni (reti neuronali LSTM) sono ora in milioni di smartphone per l’analisi del linguaggio parlato e in molte soluzioni commerciali proposte tra l’altro da Apple, Google, Microsoft e Amazon. Le applicazioni variano dalla finanza, all’industria, al turismo dove si utilizzano dati storici per prevedere e valutari scenari futuri e si ottimizza il comportamento delle macchine partendo da dati incerti e non ancora standardizzati.
Quali sono i vantaggi derivanti da questa doppia natura (USI e SUPSI) dell’Istituto?
«Direi che il dualismo si riflette positivamente nel nostro approccio all’attività di ricerca. Da un lato portiamo avanti progetti a carattere più specificatamente accademico, dall’altro offriamo un trasferimento di tecnologie e innovazioni ad aziende con il supporto di fondi pubblici. Complessivamente possiamo al momento contare su una settantina di collaboratori provenienti dai diversi ambiti disciplinari (ma presto saliremo di altre 10 unità e pubblichiamo circa un centinaio di articoli ogni anno, sulle più importanti riviste scientifiche, a conferma della qualità, riconosciuta a livello internazionale, delle nostre attività di ricerca e sperimentazione. Notevole è anche l’impatto verso le aziende con decine di collaborazioni attive in Ticino e altrove e l’avvio di un processo continuo di innovazione che porta la creazione/miglioramento dei prodotti e dei servizi e la creazione di posti qualificati di lavoro».
Ci può accennare a qualche avveniristico progetto cui state lavorando?
«Sono numerosi i progetti finalizzati a promuovere la simbiosi tra il robot e l’essere umano, attraverso il machine learning, ovvero replicando certi comportamenti e modalità del cervello umano nel robot, attraverso una rete neurale artificiale. Potrei citare il caso del progetto AGORA realizzato con il Thymio, il robot didattico in grado avvicinare gli studenti delle scuole primarie e secondarie, i loro genitori e gli insegnanti al pensiero computazionale, ossia la capacità di risolvere problemi tramite concetti dell’informatica teorica. Oppure il drone azionato dai gesti. Tutto quello che bisogna fare è indicargli la direzione in cui andare, senza che il drone debba essere in contatto visivo con chi lo guida”. Le possibili applicazioni di un dispositivo di questo tipo sono diverse, sia in ambito domestico che industriale».
Una banca sempre più intelligente
Luca Pedrotti, Direttore di UBS Regione Ticino presenta il Business Solutions Center di Manno e spiega la scelta strategica di investire nell’intelligenza artificiale applicata al settore finanziario.
Quali sono le aspettative del settore finanziarie riguardo all’utilizzo dell’intelligenza artificiale?
«Già da tempo il settore finanziario è permeato di tecnologie per la gestione intelligente dei dati. L’intelligenza artificiale può però offrire una marcia in più nel rapporto con la clientela, automatizzando sia le interazioni più semplici che relazioni più complesse. Secondo alcuni studi si stima infatti che il 39% delle attività amministrative tipiche degli istituti bancari possono essere efficacemente automatizzate da tecniche di machine learning. C’è poi la questione della sicurezza, che impone sfide sempre nuove. Solo l’intelligenza artificiale e la capacità di apprendere immediatamente la differenza tra la gestione normale e le anomalie garantirà strumenti abbastanza flessibili da individuare per tempo le frodi. Infine, l’intelligenza artificiale può aiutare le banche ad ottimizzare le attività di compliance nei confronti delle normative vigenti».
UBS ha da poco inaugurato il Business Solution Center di Manno. Di che cosa si tratta?
«Possiamo parlare di un centro di competenza – dopo quelli di Zurigo, Londra e Singapore – destinato alla sperimentazione dell’innovazione e di nuove tecnologie da applicare nell’ambito della finanza. Nello specifico il nuovo centro di Manno si focalizzerà sull’intelligenza artificiale e andrà a sviluppare progetti per non soltanto per UBS Svizzera ma per l’intero Gruppo. La forza del team che abbiamo creato in collaborazione con l’Istituto Dalle Molle (Idsia) consiste proprio nel fatto di aver messo insieme la competenza di un’istituzione accademica che vanta una specifica competenza a livello mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale con un istituto bancario che per le sue dimensioni e la capillare diffusione nel mondo può mettere a disposizione un’immensa mole di informazioni e dati da processare ed elaborare. Basti pensare alle opportunità che si possono creare “estraendo valore’ dagli oltre due miliardi di dati che processiamo ogni 15 secondi a favore dei nostri clienti».
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