L’incontro, oltre che consolidare le relazioni tra UAS svizzere e cinesi, ha consentito di mettere a fuoco l’obiettivo di valorizzare le specificità delle scuole universitarie applicate nello sviluppo economico, sociale e culturale. Si è trattato del quarto Simposio Sino-Swiss UAS finora organizzato in Svizzera, dopo quelli del 2018 alla HTW di Coira, del 2017 della HES-SO a Friburgo e del 2016 della FHNW a Olten.

All’importante evento hanno partecipato circa 30 di membri della delegazione cinese tra i quali funzionari dell’Ambasciata, rettori, manager di UAS e rappresentanti di istituzioni cinesi. Erano presenti anche rappresentanti della SEFRI e della Divisione Relazioni Internazionali, nonché la comunità di dirigenti, professori, docenti, ricercatori, manager e referenti delle relazioni internazionali, studenti e partner istituzionali e aziendali della SUPSI, maggiormente coinvolti nelle tematiche e nei progetti presentati.

Di particolare interesse è risultato essere l’intervento del Prof. Dr. Cai Jingmin, Chair of University Council and Chair of CEAIE-AUC, sullo sviluppo delle SUP in Cina, che ha messo in evidenza la priorità attribuita dal Governo del Paese ad un adeguamento del sistema scolastico alle necessità del processo di modernizzazione dell’economia nazionale, con la crescente ricerca di personale soprattutto tecnico con elevati livelli di formazione professionale.  Con la riforma scolastica del 1996, le scuole tecniche in genere vengono infatti tutte assimilate in scuole professionali.

Nel corso dell’incontro è stata approfondita la dimensione delle relazioni con gli stakeholder, portando esempi di progetti a favore della comunità locale che sono stati realizzati con il coinvolgimento di istituzioni, aziende, studenti, docenti e ricercatori. I lavori hanno altresì sottolineato il comune obiettivo di valorizzare le specificità delle scuole universitarie nonché quello di favorire scambi e progetti tra SUPSI e i partner delle UAS cinesi presenti.

Il 4° Simposio sino-svizzero delle Scuole universitarie professionali ha rappresentato l’occasione per fare il punto riguardo al sistema formativo svizzero. Quali sono i punti di forza che lo rendono oggetto di attenzione e studio in tutto il mondo?

«La Svizzera è ormai da diversi anni tra i Paesi ai vertici delle statistiche sui tassi di occupazione giovanile e continua a registrare livelli eccezionali in materia di innovazione e nella capacità di attrarre e coltivare i talenti. Al centro di questi indicatori vi è sempre il sistema formativo duale svizzero che integra, dopo la scuola dell’obbligo, la formazione generale con quella professionale. Tale sistema – che gode di un’ottima reputazione in tutto il mondo – si basa sull’importanza di un avvicinamento precoce tra la scuola e il mondo del lavoro, un presupposto essenziale per un’elevata qualità della formazione professionale di cui le Scuole universitarie professionali (SUP) rappresentano l’anello accademico. La creazione di swissuniversities – un organo attivo a livello nazionale che da alcuni anni promuove la cooperazione e il coordinamento tra le università, i politecnici, le SUP e le Alte scuole pedagogiche – valorizza inoltre i vari profili garantendo il funzionamento di un sistema universitario svizzero in grado di rispondere ai bisogni della società e di interagire con essa a 360°».

In particolare, perché la formazione professionale risulta essere di fondamentale importanza all’interna di un sistema economico mondiale sempre più globalizzato?

«I rapidi cambiamenti che stanno coinvolgendo i mercati del lavoro comportano inevitabilmente la necessità di formare nuove figure professionali e di aggiornare costantemente i profili di quelle tradizionali. In questo senso va interpretata la corresponsabilità dell’economia reale nei confronti della formazione: i percorsi formativi sono proposti in risposta ai bisogni dei mondi professionali con l’obiettivo di accompagnare le aziende e le istituzioni del territorio in modo più agevole verso il cambiamento. I 4 mandati perseguiti dalla SUPSI – la Formazione di base, la Formazione continua, la Ricerca applicata e le Prestazioni di servizio al territorio – oltre a favorire l’inserimento della Svizzera italiana nella politica universitaria federale, indirizzano le proprie attività verso una lettura quanto più sensibile e reattiva a questi mutamenti».

Caratteristica delle SUP è la vicinanza e l’interazione con il territorio; un aspetto che è emerso molto bene dai numerosi esempi illustrati durante il simposio. Quali sono i benefici tratti da queste collaborazioni a corto e medio termine per i vostri studenti?

«Le ricadute positive scaturite dalle interazioni tra gli studenti delle SUP e le aziende e organizzazioni del territorio sono a beneficio di tutti gli attori coinvolti. Per gli studenti, la possibilità di interagire direttamente con le realtà produttive durante il loro ciclo di studi consente loro di assimilare molto presto le esigenze e i linguaggi professionali. D’altra parte, le competenze specialiste, metodologiche, sociali e personali sviluppate presso le SUP formano profili capaci di inserirsi nei mondi del lavoro in modo rapido e durevole. La conoscenza diretta di potenziali datori di lavoro inoltre, genera spesso di per sé occasioni di impiego professionale».

Nel 2020 verrà inaugurato il vostro nuovo Campus a Mendrisio. Come evolveranno le collaborazioni locali con le istituzioni, le aziende e la vicina Accademia di architettura di Mendrisio?

«Il nuovo campus di Mendrisio rivestirà una grande importanza per tutta la regione, permettendo di creare un vero e proprio polo universitario per l’ambiente, le costruzioni e il design, e di sviluppare ulteriormente le sinergie fra l’Accademia di architettura e il Dipartimento ambiente costruzione e design (DACD) della SUPSI. La complementarietà tra queste due realtà darà vita a nuove opportunità per collaboratori, studenti e altri portatori di interesse. La presenza di una SUP costituisce inoltre uno stimolo per le aziende presenti e per l’insediamento di nuove realtà lavorative che potranno approfittare non solo delle competenze del DACD, ma anche di un contatto privilegiato con tutti gli altri settori della SUPSI. La vicinanza con il Nord Italia e i suoi oltre 10 milioni di abitanti rappresenta infine un’opportunità per le attività di formazione continua, di ricerca e i servizi al territorio. Con la Città di Mendrisio – che è partner del progetto – si apriranno quindi visioni non solo di breve, ma anche e soprattutto di medio e lungo termine».

Dal 2015 lei è membro del Comitato direttivo di Swissuniversities – l’associazione che rappresenta gli interessi delle scuole universitarie svizzere – in rappresentanza delle scuole universitarie professionali. Quali sono i principali temi che vi vedranno impegnati nei prossimi anni?

«Per il periodo 2021–2024, Swissuniversities ha presentato un piano strategico congiunto per tutte le tipologie di scuole universitarie rappresentate: tra i vari temi presi in considerazione ci saranno ad esempio la digitalizzazione, la promozione della relève accademica, l’analisi per profilare in termini complementari Università, Politecnici, SUP e ASP e la carenza di personale specializzato nei settori MINT (matematica, ingegneria, scienze naturali e tecniche) e della sanità. Mentre sul piano nazionale sarà di importanza centrale consolidare la nostra competitività all’estero, mantenendo e intensificando i contatti con l’Unione Europea, fondamentali per assicurare ricerca e formazione di qualità a livello globale».