Come ben sa la sociologa Roberta Besozzi, le persone formatrici in azienda giocano un ruolo chiave nel sistema della formazione professionale e in particolare in quello duale. Tuttavia, il loro ruolo resta poco riconosciuto e raramente studiato, sia in Svizzera che a livello europeo (Bahl, 2019; Barras, 2011; Capdevielle-Mougnibas et al., 2013; Salini, 2013). Come percepiscono i formatori e le formatrici in azienda la loro funzione o il loro ruolo? Una tesi di dottorato (Besozzi, 2022), presentata all’Università di Losanna e iscritta in un progetto di ricerca collettivo (Lamamra, Duc e Besozzi, 2019), propone di colmare questa lacuna mettendo in evidenza una diversità di profili come formatore o formatrice. Per esplorare questo tema, sono state condotte 80 interviste semi-direttive con persone formatrici che lavorano in aziende di varie dimensioni (microimprese, PMI, grandi aziende) e in diversi settori di attività nella Svizzera francese. Lo studio ha permesso di identificare una tipologia di profili tipo quale formatore o formatrice in particolare in termini di percorsi e di rapporto con la funzione stessa. La tipologia è stata costruita a partire dall’incrocio di due assi d’analisi: da un lato, la soddisfazione nella funzione formativa che può risultare bassa o alta e, dall’altro lato, le rappresentazioni delle persone in formazione che possono oscillare tra l’essere “studenti” e l’essere “lavoratrici”.

Gli “imprenditori di sé stessi”, i “garanti del mestiere”, i “rassegnati” e i “riconvertiti” corrispondono ai quattro profili messi in luce dalla tipologia. Se il profilo corrispondente agli “imprenditori di sé stessi” si caratterizza da una forte soddisfazione nei confronti delle condizioni date per formare i giovani intesi come dei lavoratori, quello dei “garanti del mestiere” mostra invece una debole soddisfazione verso le condizioni di svolgimento della formazione degli apprendisti percepiti come degli studenti. Questa percezione si ritrova nel profilo dei “riconvertiti” caratterizzato però da una forte soddisfazione per le condizioni legate all’attività formativa. In netto contrasto, abbiamo il profilo dei “rassegnati” in cui troviamo una percezione degli apprendisti come lavoratori (condivisa con gli “imprenditori di stessi”) e una scarsa soddisfazione verso le condizioni di svolgimento dell’attività formativa (al pari dei “garanti del mestiere”). La tipologia proposta permette di mostrare la diversità dei formatori e degli approcci nella formazione in azienda. Si coglie inoltre la pluralità degli scopi indirizzati alla stessa, le modalità di accompagnamento pedagogico scelti e altresì le strategie volte a far fronte alle difficoltà incontrate nel quotidiano (tensione tra le temporalità legate alla produzione e alla formazione, scarsità di riconoscimento della funziona formativa e tempo concesso per seguire le persone in formazione). Tali risultati permettono infine di formulare alcune raccomandazioni – che vedono alcune variazioni a seconda del profilo – rivolte alle diverse istituzioni coinvolte nella formazione iniziale duale in Svizzera. Si tratta in particolare di offrire il sostegno necessario per favorire la messa in contatto tra le persone attive nella formazione, di migliorare la formazione rivolta alle persone formatrici in modo da fornire gli strumenti utili ad affrontare le difficoltà degli allievi legate alla fase adolescenziale. La ricerca mostra anche la centralità delle condizioni di lavoro per chi svolge questa funzione e suggerisce la creazione di uno spazio di supporto, di consulenza e di coaching dedicato.