Date un’occhiata in giro ai vari programmi formativi e vedrete l’abbondanza di proposte sui temi del management e la scarsità di quelli imprenditoriali. Ma crediamo davvero che si possa garantire la continuità d’impresa “facendo bene le cose” ed “organizzando bene le persone”? Temi quindi tipicamente manageriali.
Già un secolo fa l’economista Joseph Schumpeter affermava il concetto di “Distruzione Creativa”, al quale abbiamo sostituito nel tempo quello di “Mantenimento dello Standard”
Schumpeter aveva individuato cinque tipologie di innovazione, relativamente a:
- Prodotto
- Metodo
- Creazione di nuovi mercati
- Acquisizione di nuove fonti di approvvigionamento
- Nascita di nuove strutture industriali
E il motore di questa innovazione è per lui l’imprenditore. Per Schumpeter l’impresa è un organismo in continua evoluzione che si perpetua proprio in virtù della sua capacità di cambiare.
Ma se è vero questo perché i padri (o le madri) mandano i loro figli a studiare da manager? Il risultato sarà quello di creare dei manager capaci di gestire la finanza, il marketing, la produzione. Gestire funzioni aziendali, appunto, ma non in grado di generare quelle innovazioni di cui parla Schumpeter, che risiedono nelle caratteristiche del leader: avere una visione di dove vuole andare e una straordinaria capacità di coinvolgere in questo viaggio le persone.
Mi sono laureato su questi temi, con una tesi su Schumpeter e sull’innovazione, e ne sono rimasto folgorato tanti anni fa, e devo ringraziare per questa ispirazione Arnaldo Canziani, allora professore a Venezia e alla Bocconi. E pensando ad oggi quegli insegnamenti sono straordinariamente attuali. Di questi tempi è più che mai è necessario accelerare sulla via dell’innovazione, facendolo con metodo, ed insegnandolo a chi deve fare impresa.
Ispirato da questi argomenti e da quelle frequentazioni ho creato MyAcademy, che accoglie tante famiglie imprenditoriali alle quali faccio da mentore per aiutare i loro figli a diventare gli imprenditori di domani.
Il mio metodo è quello del 90/10. 90% si studia da leader e imprenditori e 10% da manager. Il 10% ha a che fare sul come funziona un’azienda, i giovani devono comprenderne il linguaggio, ma detto questo devono diventare dei leader.
E molto spesso per diventare imprenditori non basta leggere dei libri. Sono fondamentali gli incontri con altri imprenditori, lo scambio di esperienze, lo studio delle competenze trasversali e trasformative. Serve anche creare delle startup generate da un’idea. In definitiva occorre generare per-corsi non convenzionali per diventare imprenditori del terzo millenio, partendo dai fondamentali di Schumpeter del secolo scorso, oggi più vivi che mai.
Non è ancora chiara la differenza tra manager ed imprenditore? Ecco una tabella che riassume in sintesi alcune differenze di notevole portata, basate su tre riferimenti:
- Ruolo
- Rischio
- Visione
Approccio Imprenditore VS Manager
Caratteristica | Imprenditore | Manager |
Ruolo e responsabilità | Avvia e gestisce nuove imprese. Identifica opportunità, raccoglie risorse, assume rischi e innova. | Gestisce e coordina le risorse all’interno di un’organizzazione esistente. Assicura operazioni efficaci. |
Approccio al rischio | Propenso al rischio, essenziale per avviare e crescere un’impresa. | Meno propenso al rischio, si concentra sulla riduzione dell’incertezza e sulla gestione efficiente delle risorse. |
Innovazione e visione | Al centro dell’attività; trasforma visioni innovative in realtà, influenzando i mercati. | Ottimizza e migliora operazioni esistenti, può introdurre efficienze ma raramente cambia il mercato radicalmente. |
La confusione tra i ruoli di imprenditori e manager, specialmente nelle aziende di seconda generazione, è abbastanza comune. Questo fenomeno può derivare da diversi fattori:
- Eredità aziendale: gli imprenditori di seconda generazione ereditano un’impresa già in esercizio piuttosto che crearne una nuova. Questo può naturalmente spostare il loro focus dalla creazione e innovazione (tipici dell’imprenditorialità) alla gestione e ottimizzazione (caratteristiche manageriali). Naturale che succeda, ma proprio per questo non bisogna rinunciare ad innovare.
- Formazione professionale: gli imprenditori di seconda generazione possono avere una formazione più formale in business management rispetto ai fondatori. Questo background può influenzare il loro approccio alla gestione dell’azienda, rendendoli più simili a manager che a pionieri imprenditoriali. Se lo sai lo modifichi: una parte della formazione sarà sui temi imprenditoriali più che manageriali
- Pressioni del mercato: nei mercati maturi o altamente competitivi, la gestione efficace delle operazioni esistenti e la riduzione dei costi possono diventare più critiche rispetto all’innovazione. Questo può portare gli imprenditori a concentrarsi di più sulle competenze manageriali. Ma questo vale per il breve. Da sole queste prassi porteranno lunga vita all’azienda?
- Aspettative e responsabilità: ci può essere una pressione per preservare il patrimonio familiare e garantire la stabilità e la crescita dell’azienda per le future generazioni. Questo può rendere gli imprenditori di seconda generazione più cauti e orientati alla gestione rispetto all’assunzione di rischi. Ma quando il focus è sul “mantenimento” anziché sullo “sviluppo” l’azienda pian piano muore.
- Cambiamento del ruolo dell’imprenditore: con il tempo, un imprenditore può evolvere naturalmente in un ruolo più manageriale man mano che l’azienda cresce e matura, passando da attività di startup a compiti più legati alla gestione quotidiana. Ma è questo il suo vero mestiere?
È importante che gli imprenditori che pensano alla seconda generazione riconoscano queste dinamiche e valutino attentamente il bilancio tra innovazione e gestione. Potrebbe essere utile incoraggiare una cultura che valorizzi sia l’innovazione che l’efficienza operativa, permettendo così sia agli imprenditori che ai manager di creare un mix di successo all’interno dell’organizzazione.
Un’impresa che voglia navigare le acque agitate del cambiamento che attraversano il tempo hanno sempre bisogno di un adeguato bilanciamento tra innovazione e gestione.
Oggi il panorama è assolutamente sbilanciato sulla gestione. Mancano collaboratori nel sistema, non si trovano persone? Forse. Di sicuro mancano imprenditori. E mancano strutture in grado di formarli. E di questo ne ho fatto la mia missione personale.
Hai esperienze da scambiare al riguardo? Scrivimi a : info@myacademypmi.com.