Con quale risultati si chiude l’anno in corso e quali sono le prospettive di evoluzione nel vostro settore?
«Per quanto riguarda BDO direi che è stato un anno molto positivo sia a livello della Svizzera dove, è bene ricordarlo, grazie alle nostre 33 sedi abbiamo la rete di filiali più capillare del settore, che per quanto riguarda il Ticino, in ambedue gli ambiti che rappresentano il nostro core business, che sono appunto la revisione e la consulenza fiduciaria. Nella revisione continuiamo ad occupare un posto di primo piano, nonostante la competizione e l’affollamento che continua a registrarsi sulla piazza soprattutto luganese, dove teniamo bene le nostre quote di mercato e il nostro approccio non è circoscritto all’interpretazione delle cifre del conto annuale, bensì tiene conto anche di fattori quali il contesto operativo, la strategia aziendale, i processi di base e ambiti fondamentali selezionati. Per ciò che attiene la consulenza abbiamo continuato a crescere in virtù anche dell’offerta di nuovi servizi e dei processi di innovazione e digitalizzazione applicati anche al nostro settore».
Possiamo vedere più nel dettaglio quali sono le trasformazioni in atto?
«Direi che uno degli aspetti principali di cui occorre tenere conto riguarda l’esternalizzazione di molti servizi, a partire dalla gestione salariale che si avvale sempre più di tools particolarmente performanti che costituiscono in un certo senso il nostro fiore all’occhiello. Nel campo della revisione notiamo un sempre maggiore indirizzo delle società verso l’adozione di apparati di controllo interno o verso una consulenza finalizzata all’implementazione dei sistemi di controllo interno. In generale bisogna in ogni caso dire che le piccole società tendono sempre più a rinunciare alla revisione, rivolgendosi a noi piuttosto per attività più prettamente consulenziali».
La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome oppure su Issu a pagina 208
Ticino Welcome 60 – Issu