Globalizzazione, assenza di barriere linguistiche e culturali, accelerazione in ogni ambito della conoscenza: il ritmo della vita attuale costringe le persone ad adattarsi velocemente al cambiamento, a essere competitive, ad avere le idee chiare sul cammino da intraprendere senza disperdere tempo. Soprattutto i ragazzi, i nostri figli, devono reagire attivamente e serenamente alle novità. Serenità data dalla consapevolezza di “essere pronti”, di possedere le competenze necessarie.
Le nuove generazioni sono la risorsa più importante cui guardare con speranza e a cui dare fiducia. Doveroso, quindi, inserirli in un contesto educativo, scolastico, “nuovo”, funzionale ad arricchire non solo il personale bagaglio di conoscenze, ma capace di fornire le “competenze necessarie”, di proporre percorsi formativi qualitativamente eccellenti propedeutici ad un corposo ventaglio di opportunità lavorative.
È proprio la novità dell’impostazione metodologica del piano formativo a rendere unica l’esperienza educativa dell’International School of Ticino che, sin dalla prima infanzia, offre ai ragazzi le conoscenze e le competenze indispensabili per affrontare preparati il futuro, scommettendo sulle loro attitudini.
L’International School of Ticino è stata fondata nel 2014 – dal 2017 è entrata a far parte di Inspired (www.inspirededu.com), un’eccellenza nel campo dell’istruzione privata che educa oltre 45.000 studenti in più di 64 scuole in 5 continenti. Creata per ispirare gli studenti ad ottenere il massimo del loro potenziale in un ambiente stimolante e in continua evoluzione, Inspired è globalmente riconosciuta per la proposta di un nuovo standard nel settore dell’educazione privata premium. Standard che ha permesso ad IS Ticino di iniziare il suo percorso verso l’IB Continuum (certificazione delle scuole internazionali che offrono i programmi International Baccalaureate), offrendo ai propri alunni un curriculum ricco sia a livello locale che internazionale.
Tra i punti di forza dell’International School of Ticino spiccano l’insegnamento in lingua inglese, l’introduzione di discipline co-curricolari solitamente relegate ad ambiti extra scolastici (tra cui: arte, musica, teatro, danza, sport, tecnologia, ecosostenibilità) e la preparazione eccellente del corpo docenti.
Signor Ackers, perché scegliere di inserire i ragazzi in una “Inspired school”?
«Perché la nostra scuola è un posto davvero speciale! In primo luogo, è inserita in un contesto naturale meraviglioso, cosa a cui teniamo molto perché i ragazzi devono rispettare l’ambiente e convivere con esso in maniera simbiotica. Esattamente come devono imparare il rispetto reciproco e a porre in evidenza le proprie attitudini mettendole al servizio della comunità.
Inspired è una metodologia di insegnamento che accomuna tutti gli Istituti del nostro network sparsi nel mondo: ogni singola scuola è progettata in modo da inserirsi nel proprio specifico contesto territoriale, ma nel contempo rispecchia una filosofia didattica e culturale unitaria, aperta ad una prospettiva internazionale. Crediamo che l’esperienza formativa nel suo insieme permei il bagaglio di conoscenze, approcci, opinioni e valori che accompagna gli studenti nel corso della loro vita. In secondo luogo perché l’IST è unico nel metodo didattico».
In cosa consiste l’unicità?
«Siamo la prima ed unica scuola in Canton Ticino ad avere l’accreditamento da parte dell’International Baccalaureate (IB) per l’insegnamento dei Primary Years Programme (PYP). Più in dettaglio: lo scopo dell’organizzazione International Baccalaureate® è quello di formare giovani che siano desiderosi di apprendere, competenti e sensibili nei confronti di valori quali la creazione di un mondo migliore, pacifico, e la volontà di aprirsi all’Interculturalità e al rispetto dell’altro.
La nostra scuola accoglie ragazzi dai 3 ai 18 anni, in un ambiente costruito intorno ai bisogni degli studenti ma nel rispetto dei requisiti didattici del Canton Ticino. A Settembre 2019, abbiamo inaugurato un nuovo splendido campus, nel comune di Cadempino. Il nuovo edificio è stato disegnato tenendo in considerazione i valori fondanti della nostra scuola, la missione dell’IB e la nostra visione: Shaping our Future Together. Il corpo insegnanti crede fermamente in tale visione e ha le competenze necessarie per seguire i ragazzi, sin dall’infanzia, nel loro approccio sereno e curioso alla vita di comunità».
Dalla prima infanzia ai 18 anni: l’IST accompagna gli studenti lungo un arco di tempo fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e motivazionale. Come sono scandite temporalmente le varie fasi della formazione?
«Ecco:
- Si inizia con la fase Early Years (dai 3 ai 5 anni), in lingua inglese come tutto il resto del percorso, con focus sul linguaggio verbale, espressivo, creativo e matematico. Il percorso è pensato per stimolare un processo di apprendimento motivazionale che stimoli la curiosità e la mantenga viva sino all’adolescenza.
- Si prosegue con la fase Primary (dai 5 agli 11 anni). Il Primary Years Programme (PYP) è un programma di studi interdisciplinare che mira all’apprendimento delle nozioni unito alla loro applicazione pratica all’interno del gruppo. Questo approccio metodologico favorisce sia lo sviluppo delle conoscenze sia le abilità pratiche trasversali alle diverse discipline.
- Poi c’è la fase Middle (dagli 11 ai 16 anni), tra le più importanti e uniche proposte dall’IST: il Middle Years Programme è creato per incoraggiare gli studenti ad acquisire fiducia in se stessi e nelle proprie capacità, a proporre e seguire percorsi di apprendimento autonomi. I ragazzi hanno modo di mettersi in gioco, testare la propria abilità, con l’aiuto dei laboratori scientifici, informatici e artistici. La didattica è arricchita da attività co-curriculari che mirano a favorire una visione “olistica” della conoscenza, a tirar fuori il meglio di sé, a vincere timidezza e insicurezza.
Il nostro programma è mappato in base al requisito ticinese della scuola media quadriennale. Ciò consente ai ragazzi una transizione senza interruzioni dalla nostra scuola a un programma scolastico pubblico, se si desidera intraprenderlo in futuro.
L’apertura del nuovo campus ha permesso di affiancare la High School alla Middle School, con l’ulteriore accreditamento dell’IB Middle Years Programme (MYP) e del Diploma Programme (DP), dai 16 ai 18 anni. I vostri figli potranno completare un intero ciclo di studi presso l’IST, dai 3 ai 18 anni, alla fine del quale avranno libero accesso alle università di tutto il mondo».
Signor Ackers, la vostra scuola è stata la prima in Ticino a rispondere tempestivamente alla pandemia di Covid-19. In una manciata di giorni avete portato tutto online…
«Sì, abbiamo cercato di fronteggiare con tempestività la crisi. Bambini e ragazzi sono un ingranaggio fondamentale all’interno della filiera sociale. Se l’ingranaggio si inceppa, si ferma incredibilmente la catena produttiva della società. Compito primario delle istituzioni scolastiche, in un momento così complesso, è consentire alle famiglie di non modificare in modo traumatico le attività quotidiane creando ulteriori ansie ai figli.
Continuiamo ad investire in tecnologia per garantire non solo il repentino, totale, rientro in presenza in tutta sicurezza (garantita dagli ampi spazi a nostra disposizione), ma anche il proseguimento della didattica a distanza, secondo standard qualitativi elevati, a tutti gli alunni impossibilitati a raggiungere la scuola».
Signor Veragouth, lei dirige un Istituto che ha come principale focus la comprensione del futuro. Come considera, con sguardo da genitore, il modello di insegnamento dell’IST?
«Il mondo cambia, ed è destinato a cambiare sempre di più e sempre più rapidamente. Dobbiamo fare i conti con un contesto sempre più globalizzato, connesso, mutevole, privo di barriere e in costante accelerazione. In estrema sintesi, sempre più competitivo. Il vero problema è che determinare oggi quali competenze saranno necessarie tra 20, 30 o 50 anni non è facile, ma è nell’arco dei primi 20 anni di vita che si crea il mindset giusto per rispondere a un mondo che continuerà a cambiare.
Una cosa però è certa: il modello d’insegnamento classico, ancora basato su vecchi paradigmi nozionistici è anacronistico e, a mio parere, non solo non forma nella direzione giusta ma è addirittura autolimitante perché inibisce lo sviluppo di tutta una serie di skills (quali ad esempio la capacità di trovare autonomamente soluzioni, la curiosità, il desiderio di scoprire, la leadership, l’abilità di parlare in pubblico o di esprimere concetti complessi, lo sviluppo di un pensiero critico, l’automotivazione e l’abilità di motivare gli altri, l’agire per obbiettivi, il desiderio di dare un contributo positivo) in futuro senza dubbio utili ad un approccio responsabile e motivato alla vita e imprescindibili nel mondo del lavoro. Nell’IST, invece, ho visto realizzarsi concretamente, con ottimi risultati, il nuovo modello didattico che fornisce ai nostri figli gli strumenti per passare dalla teoria alla pratica.
Un altro motivo per cui mia moglie ed io siamo assolutamente contenti di aver fatto questa scelta è la capacità della scuola di “creare” persone felici. Quando dico “creare” intendo: dare la possibilità ai ragazzi, sin da bambini, di far emergere con consapevolezza la propria personalità. È un lavoro difficile di costruzione di sé, ma diventa più semplice con l’aiuto di insegnanti preparati. Alla fine del percorso, se il lavoro è ben fatto, i ragazzi avranno maggiori chances di essere persone felici e realizzate per il resto della vita. Affronteranno le sfide quotidiane con minore ansia e minore frustrazione.
Poi c’è un aspetto incredibilmente sottovalutato da molti genitori: l’apprendimento della lingua inglese. Non mi riferisco alla conoscenza delle regole grammaticali, al corso estivo di poche settimane o all’anno di apprendistato trascorso all’estero, ma intendo la capacità di parlare fluentemente la lingua, nella quotidianità, come fosse la propria lingua madre. È il passpartout del futuro. Raggiungere una simile padronanza della lingua è possibile soltanto convivendo a stretto contatto con insegnanti bilingue, o madrelingua, all’interno di un ambiente in cui si ascolti e parli inglese sin dall’infanzia. Comunque, entro e non oltre i 20 anni, età in cui il cervello inizia a perdere plasticità e diventa faticosissimo fare veramente propria una lingua. Quanti stranieri conosciamo che, pur vivendo e lavorando nel nostro paese da decine d’anni, non padroneggiano ancora la lingua? Con tutto ciò che ne consegue in termini di inserimento nella comunità e prospettive di carriera personale».
Signor Marcoli, perché ha scelto l’IST e che tipo di riscontro sta avendo da parte di suo figlio?
«Abbiamo deciso di iscrivere all’IST nostro figlio Sebastiano già a partire dai 3 anni intraprendendo il percorso destinato agli Early Years, perché desideravamo offrirgli un approccio educativo multilinguistico e che avesse ambizioni internazionali. Nel corso degli anni, abbiamo conosciuto meglio, e nella sua interezza, l’approccio “Inspired” e devo dire che ne siamo entusiasti. Noi genitori, ma soprattutto nostro figlio.
Uno degli aspetti che apprezzo, da genitore, è la capacità della scuola di far camminare di pari passo la disciplina con l’espressione individuale, senza che un aspetto prenda il sopravvento sull’altro ma permettendo ai bambini e ai ragazzi di definire la propria personalità nel rispetto delle regole e degli altri. In questo senso, ad esempio, ero piuttosto scettico sull’obbligo della divisa. In realtà mi sono accorto che con il giusto approccio, questo elemento non ha alcuna attinenza con l’affermazione di se stessi e delle proprie idee, anzi, crea un comune punto di partenza sul quale costruire la propria individualità.
Un altro elemento importante per me è l’apertura al mondo e alle sue diversità. Il respiro internazionale dato sia dalla presenza e dalla valorizzazione di alunni di origini diverse, sia dall’appartenenza ad un gruppo presente in tutto il mondo, favoriscono un’atmosfera molto stimolante per i ragazzi e, onestamente, anche per i genitori che vengono sollecitati e invitati a partecipare a molte attività di conoscenza e scambio culturale.
In conclusione, soprattutto pensando alla gioia e all’interesse con cui Sebastiano affronta le sue giornate scolastiche, non posso che consigliare l’International School of Ticino. Un buon modo per avvicinarsi a questa realtà è quello di partecipare ad un tour personalizzato della scuola».