Spiega Gianni Simonato:
“Abbiamo realizzato una ricerca sul tema, intervistando da una parte i CEO e dall’altra parte i loro Team. Su una popolazione mondiale di 8 miliardi di persone, 5 di queste sono collegata a qualche social network. La crescita negli ultimi anni è stata piuttosto sostenuta, tanto da far pensare che ormai ognuno di noi abbia un Gemello Digitale. Con questo termine si intende una copia della nostra persona sul digitale. Pensiamo a Linkedin: il nostro profilo riporta così tante informazioni su di noi da rappresentare una nostra copia in formato digital. Piattaforme come Facebook contano ormai 3 miliardi di utenti, YouTube ne ha 2,5 miliardi, Whatsapp 2 miliardi, Instagram 1,5 miliardi, WeChat 1,3 miliardi, TikTok 1 miliardo, Linkedin 850 milioni.

Un CEO dovrebbe essere su tutti questi social o ne dovrebbe scegliere alcuni? Distinguiamo a questo punto ciò che è utile utilizzare per il business e ciò che può essere relativo ai propri interessi personali. E con quali criteri il CEO dovrebbe operare queste scelte? I collaboratori nell’80% dei casi sono favorevoli alla presenza del proprio CEO sui social professionali, quali Linkedin. Per quali motivi? Soprattutto con il dopo pandemia è esplosa una nuova richiesta di Leadership da parte dei collaboratori: è la “Leadership connessa”

I CEO presenti su Linkedin in Ticino sono più di 3.000. In Svizzera se ne contano 75.000 con profilo Linkedin. Più di 3 milioni i profili presenti su Linkedin in Svizzera nel totale.

È uno dei tratti della leadership moderna, che richiede una precisa presa di posizione da parte del leader, che comunichi visione, valori, punti di vista, programmi della propria azienda. Fino a qualche anno fa queste attività rimanevano nell’ambito delle comunicazioni da inviare al personale attraverso documenti scritti su carta o prodotti in digitale via mail. Ma comunque documenti “riservati ai dipendenti”

Queste vecchie prassi rimangono statiche, spesso aggiornate solo una volta all’anno. Troppo poco per realizzare una comunicazione costante con i collaboratori. Ecco perché questi richiedono al CEO la presenza sui social, in maniera tale da poterne percepire il pensiero e confrontare il proprio allineamento. I CEO preferiscono Linkedin come mezzo per comunicare, attraverso il proprio profilo. Altri lo fanno attraverso la pagina aziendale Linkedin, ma questa risulta meno seguita rispetto alle comunicazioni fatte in prima persona. Si intuisce che i collaboratori premiano il Leader che ci “mette la faccia”.

Nel caso di comunicazioni rivolte ai team interni abbiamo suggerito l’uso di Whatsapp con audio e video, almeno settimanali, da pubblicare da parte del CEO. Come sta andando l’azienda, cosa ci aspetta per le prossime settimane, quali nuove attività andremo ad intraprendere sono alcuni dei temi che i CEO in un minuto di video riescono a comunicare al loro Team. E i collaboratori apprezzano. Nelle aziende che non hanno queste prassi le nostre ricerche continuamente confermano che i collaboratori si pongono queste domande: Per chi stiamo lavorando? C’è qualcuno che si interessa a noi? Stiamo andando bene o male? Cosa farà l’azienda per il “caro energia”? Ci sono dei piani di sostenibilità in azienda? Cosa succederà il prossimo anno?

La comunicazione scritta risulta lenta rispetto alle nuove forme di comunicazione basate su audio e filmati. In questo senso il panorama medio delle aziende è desolante rispetto all’uso di YouTube. A dimostrazione che le aziende non sanno comunicare con video ed immagini. Siamo sommersi di mail, addirittura mail mandate da una scrivania all’altra e si rinuncia a parlare tra le persone.

Stiamo capendo che c’è bisogno di un maggior allineamento tra Ceo e Collaboratori da attuarsi secondo questi passi:

  • Comunicate i vostri piani con degli incontri di persona, guardando le persone negli occhi. Se sono numerose fate più gruppi ed ascoltate il loro feedback. Utilizzate i vostri primi collaboratori per fare lo stesso se i numeri sono ancora più alti. Il primo punto di verifica è sui vostri primi livelli: sono in linea con la vostra visione?
  • Mantenete una costante comunicazione interna con Whatsapp per brevi video di allineamento ed informazione. Un minuto di video è un utile alleato per fare team
  • Comunicate sui social, Linkedin in particolare, parlando in prima persona della vostra azienda. Poco dei vostri prodotti e molto più delle vostre persone.

Qual è la situazione della leadership connessa? Ci sono alcuni pionieri, e rappresentano il 10% dei CEO, che ci mettono la faccia, collaborano, socializzano, vivono la stessa realtà dei loro collaboratori. Un 30% è totalmente contrario. Un 30% non ha ancora le idee chiare su cosa fare. Un altro 30% è troppo impegnato a gestire il contingente per dedicarsi a questa attività, pur condividendone l’importanza.

Abbiamo molta strada da fare sulla via della leadership connessa, e ciò rappresenta un autentico pericolo per la sopravvivenza delle aziende. Prima si colmerà questo gap e più velocemente si comincerà ad intraprendere la via dell’evoluzione di impresa. Abbiamo attraversato, negli ultimi anni, tre macro fasi di evoluzione della Leadership dei CEO.

Il CEO Monocratico, anni 80, chiuso nel suo ufficio che gestiva pochi riporti i quali a loro volta, a cascata, intervenivano sull’organizzazione. Era un modello dove la pianificazione e la linearità del business consentivano una leadership di tipo direttivo

Negli anni 2000 ha cominciato a prendere piede la leadership del “by walking around”, con il CEO che ha cominciato a scendere nei reparti per parlare con le persone, porre le domande giuste, ascoltare per migliorare. Una vera e propria rivoluzione verso la partecipazione dal basso. Sono gli anni della qualità, della lean production, degli approcci organizzativi di tipo Botton – Up, anzichè Top – Down.

Dopo il 2000, con la nascita dei social network, la leadership si è evoluta in “connessa”. Come può restare fuori il CEO dagli ambienti social? Ma come li deve presidiare? Tutta una materia nuova che richiede prima di tutto una grande dose di umiltà da parte dei CEO per mettersi in gioco su questi nuovi terreni. Ce la faranno? Non tutti, lo tsunami del cambiamento soffia forte, non ci sono scorciatoie o piani di difesa. Tu caro CEO, come la vedi?

Dimmi la tua sul mio sito!