Quali ragioni l’hanno portata a decidere di operare in questo settore?
«In realtà si è trattato di eventi concomitanti. Da una parte la decisione di mio padre di lasciare la falegnameria per dedicarsi finalmente a un’attività di volontariato che caldeggiava da molto tempo, dall’altra una situazione piuttosto critica dovuta a una sempre più forte concorrenza straniera. Su tutto, la convinzione che diversificare con coerenza significhi creare la migliore forma di tutela di fronte a eventualità sempre pericolosamente in agguato, come la discontinuità della domanda, l’aggressione, appunto, della concorrenza o il presentarsi di fasi recessive o di cattive congiunture. A ciò, aggiungerei, il mio desiderio di intraprendere qualcosa di nuovo che mi permettesse di dare sfogo alla parte di me più creativa e desiderosa d’innovazione. Dopo una lunga fase di riflessione sono giunto alla conclusione che se fossi riuscito a trasferire il know-how sviluppato in tanti anni nella lavorazione del legno nel settore della costruzione di edifici, avrei raggiunto il mio obiettivo».
E così è nata Xilema…
«Sì, sapevo che era una scommessa e che per vincerla sarebbe servito molto tempo. Il mondo dell’edilizia è molto diffidente nei confronti delle novità. Dall’altro lato si presentava l’opportunità di entrare in un mercato assolutamente vergine e con un potenziale elevato (ma ai tempi non era così chiaro) legato a un trend che cominciava a manifestarsi: quello della sostenibilità ambientale. Ho deciso inoltre che sarebbe stato un progetto che avrei portato avanti da solo e senza condizionamenti, con un approccio nuovo e un’organizzazione meno convenzionale. Con tutta la delicatezza del caso ho invitato mio padre a considerare l’ipotesi di anticipare la partenza per l’Africa, prevista per l’anno successivo. Non se lo è fatto dire due volte e nel giro di 48 ore era già sull’aereo!».
Il mercato come ha risposto?
«All’inizio non è stato facile. La costruzione in legno era ancora considerata da tutti “il tipico chalet di montagna” e pochi conoscevano i vantaggi offerti dalle strutture intelaiate. Poi hanno cominciato a farsi avanti gli architetti della nuova generazione e i clienti più giovani, più attenti ai concetti di ecosostenibilità e alla qualità dell’abitare. Il passaparola positivo di chi ha avuto modo di vivere in una casa in legno, ha quindi innescato un circolo virtuoso che ne ha costantemente alimentato la domanda. Nell’ultimo anno, tuttavia, vi è un’accresciuta consapevolezza e percepisco in modo molto chiaro il desiderio e la volontà da parte del cliente di possedere un’abitazione ecosostenibile».
Quindi, quali sono i vantaggi della costruzione in legno?
«Ne approfitto per fare un mea culpa. Mi sono reso conto solo recentemente di avere sempre dato risposte troppo tecniche e di dettaglio a questa domanda. Un po’ a causa del fatto che, vivendo da sempre in questo settore, tendevo a dare le cose più ovvie per scontate, un po’ perché le problematiche si sono spostate sempre di più verso aspetti più specifici, come la domotica spinta e la salubrità totale. Ne approfitterei quindi, per sintetizzare i principali punti di forza degli edifici in legno».
Come no, era il senso di questa intervista!
«Come dicevo uno dei vantaggi principali è la sostenibilità ecologica. Il legno è un materiale vivo, naturale e, appunto, ecocompatibile. Punto di forza dei moderni edifici in legno è che sono costruiti ormai da anni senza impiego di materiali isolanti derivati dal petrolio o contenenti plastica. Oltre all’elemento strutturale formato dal legno per svolgere la funzione di isolamento termico si possono usare materiali naturali come la fibra di legno ad alta densità con pannelli completamente naturali e privi di incollanti. Puntiamo anche su materiali di riciclo della carta quali la fibra di cellulosa inserendo così la struttura stessa nel grande ciclo della raccolta differenziata. Questo è il vero approccio costruttivo della bioedilizia, che abbina le proprietà isolanti alle proprietà qualitative che incidono sulla vita delle persone. Il legno deriva dall’albero che in natura ingloba ed assorbe CO2. Di fatto, costruendo in legno, posizioniamo anche nei contesti urbani dei piccoli polmoni verdi.
Un altro indiscutibile vantaggio delle costruzioni in legno è l’economicità. Le case prefabbricate in legno possono essere case passive ovvero abitazioni che sono in grado di assicurare il fabbisogno termico senza o con una minima fonte di energia per il riscaldamento interno. Sono edificate con stratigrafie costruttive formate da materiale ecologico permettendo di raggiungere coefficienti isolanti elevatissimi (standard Minergie e CECE).
La casa passiva abbina gli alti coefficienti isolanti allo studio delle esposizioni solari, delle aperture e degli ombreggiamenti che meglio si adattano ai contesti di ogni area costruttiva di ogni cantiere e alle esigenze dei clienti. Sviluppando il progetto architettonico con quello degli impianti integrati quali fotovoltaico e geotermia possiamo sfruttare appieno le energie rinnovabili per azzerare i costi di riscaldamento e raffrescamento. Solo con le case in legno è possibile raggiungere questa classe energetica a un così contenuto costo di costruzione.
Infine, un aspetto sicuramente determinante è il comfort. Il pregio dei materiali costruttivi certificati delle case in legno di qualità è che non rilasciano sostanze nocive e sono completamente esenti della famigerata formaldeide. Anche i tradizionali impianti di condizionamento dell’aria possono essere evitati viste le alte prestazioni isolanti delle case prefabbricate, questo a beneficio del vivere in ambienti poco artefatti, salubri e biocompatibili. Con efficienti sistemi di ventilazione dolce e ricircolo dell’aria si possono scongiurare lo sviluppo di agenti patogeni nell’abitazione dovuti alle presenze di muffe. Lo strato ermetico è garantito dalle perfette sigillature e dall’’assenza di ponti termici. Non dimentichiamo che le attuali capacità tecniche offrono un elevato isolamento fonico sia dall’esterno che all’interno delle abitazioni».