Quali sono le principali caratteristiche che contraddistinguono il patrimonio edilizio dell’Engadina, secondo la sua esperienza con St. Moritz Sotheby’s International Realty?
«Nell’ultimo periodo l’Engadina è oggetto di discussione sia tra investitori che tra persone con ampia disponibilità economica, siano essi europei e non. Ormai è diventata una terra dove è assolutamente raro trovare un oggetto immobiliare da acquistare. Ciò che è meno noto di questa valle è un aspetto che caratterizza alcune prestigiose località svizzere ad alta presenza di seconde case, ovvero la composizione del patrimonio edilizio.
Più è alto il costo al metro quadrato delle abitazioni e più è difficile convincere tutti i proprietari di una palazzina a vendere la proprietà a qualche società immobiliare che possa occuparsi professionalmente di riqualificare o addirittura demolire e ricostruire un edificio per renderlo più adatto alle esigenze odierne. Dopo il referendum del 2012 le nuove costruzioni secondarie in Engadina hanno iniziato a scarseggiare ed ora sono praticamente inesistenti. Non esistono terreni dove si possano edificare residenze di vacanza».
In generale, qual è lo stato di invecchiamento delle residenze in Engadina?
«Ad eccezione di ciò che si è costruito negli ultimi 20 anni, il panorama edilizio della valle è costituito da edifici vetusti e di sovente che versano in condizioni prossime a quelle originarie (con la sola esclusione delle case storiche engadinesi ristrutturate che si rivolgono a una nicchia di intenditori e di sovente costano sicuramente di più delle costruzioni nuove): si tratta spesso di case la cui edificazione risale agli anni ’70, ’80 e ’90 dove trovano posto appartamenti che spesso non hanno subito quegli interventi che li rendono adeguati agli standard della richiesta attuale».
Quali sono le più frequenti richieste che ricevete da parte della vostra clientela?
«Solitamente, il cliente che si approccia le prime volte al mercato engadinese, sotto l’influenza dei trend energetici e tecnologici, abituato soprattutto a mercati più cittadini, segnala la preferenza per edifici nuovi o molto recenti e/o con stile montano. Solo dopo alcune visite e dopo aver studiato meglio il mercato di questo fazzoletto di terra dorato ci si accorge come, se continuasse a fossilizzarsi su questa tipologia di alloggi, la scelta sarebbe così ridotta che non riuscirebbe probabilmente mai a coronare il proprio sogno di acquisto se non scendendo ad altri compromessi importanti (luogo, dimensione, comodità, vista, ecc..). Successivamente al cliente St. Moritz Sotheby’s International Realty presenta due alternative: demordere nella ricerca o accettare building usati e creare il proprio “sogno” trasformando un appartamento un po’ vetusto secondo le proprie esigenze».
Quale soluzione si sente di suggerire per uscire da questa situazione?
«Ciò che è assolutamente spiacevole è come in molti edifici non si siano preoccupati di svolgere quei lavori di ammodernamento/rivisitazione estetica che permetterebbero di rivivere una seconda vita a quei condomini che probabilmente sono destinati, per le suddette considerazioni, a rimanere in piedi per sempre senza mai esser demoliti e ricostruiti. La grande sfida dell’Engadina è proprio questa e, per questa ragione, occorrerebbe che non solo i privati, ma anche gli amministratori si rivolgessero più di sovente a società presenti in loco da decenni per consulenze per come valorizzare meglio le proprietà e per intraprendere di conseguenza i lavori necessari!».
MORITZ SOTHEBY’S INTERNATIONAL REALTY
Via Serlas 20
CH-7500 St. Moritz
T +41 (0)81 836 2551