Di Federico Parli
Letti caldi, letti freddi? Senza girare troppo intorno alle cose, l’iniziativa Weber (legge federale sulle abitazioni secondarie), accolta da popolo e Cantoni l’11 marzo 2012 e entrata in vigore il 1 Gennaio 2016 ha portato alla forca una valle che ha sempre potuto offrire il meglio ai suoi visitatori quanto ai suoi abitanti. Prezzi rimasti invariati per troppo tempo hanno contribuito a lasciar ancora più letti vuoti. Intere abitazioni di vacanza vuote costringendo i proprietari a sostenere spese condominiali e tasse altissime in questi anni di desolazione economica.
Come ha reagito però l’Engadina a questa zappata? Accortasi di rischiare un tonfo catastrofale, i professionisti del mercato hanno iniziato a raccogliere idee e, grazie al loro know-how, con molta fatica e a piccoli passi stanno riportando lo splendore e il turismo nel luogo più bello del mondo. Il mercato immobiliare, nello specifico, trovatosi in un “bagno di sangue” inaspettato, dopo un “pisolino” dovuto allo shock di una votazione senza nessun rigore logico, ha iniziato a muoversi su più fronti, adattandosi alle nuove esigenze della clientela. Una clientele preoccupata, così preoccupata che ha iniziato a vendere le proprie proprietà saturando il mercato di offerta senza rendersi conto che la domanda è più che limitata. Senza dimenticare i cambi valutari che ci hanno penalizzato, molto rigore nel rilascio dei permessi di residenza, la Brexit e la nuova clientela che non è europea. Questo fenomeno ha generato un calo dei prezzi impressionante senza però generare una vera e propria ripresa. Si pensi al fatto che, nel giro di pochi anni, il prezzo di vendita al metro quadro di un appartamento costruito in tipico stile engadinese a Celerina è passato da CHF 20.000 a CHF 15.000. Nonostante oggi sia un ottimo momento per comprare, poco importa se l’acquisto viene fatto in maniera speculativa o meno, le vendite faticano ad arrivare. Ci si chiede quindi, come sopravvivere a questa tempesta? Il fenomeno che sta permettendo alle diverse agenzie immobiliari di attraversare questa fase di transizione è l’affitto. Con grande piacere la richiesta è in costante crescita, che si tratti di un affitto settimanale o stagionale. I proprietari, stanchi di dover far fronte alle spese condominiali e tassazioni varie, mettono a disposizione sempre più oggetti offrendo un mercato nuovamente in grado di soddisfare la grande richiesta dell’ultimo periodo, in attesa dei campionati del mondo di sci alpino St.Moritz nel mese di Febbraio 2017. Non dimentichiamo il fatto che l’Engadina si trova al primo posto in Svizzera per quel che riguarda l’attraente ed estremamente ricca offerta nei settori «Cultura & Eventi» e «Benessere & Gastronomia». Piccoli passi come detto prima ma tanti piccoli passi insieme stanno portando l’unicità dell’Engadina ancora una volta sulla bocca di tutti.
Non mi sono voluto fermare a un articolo informativo indiretto ma mi sono concesso il tempo di scambiare alcune parole con i titolari di 3 agenzie immobiliari del territorio. Due società presenti sul territorio da oltre 20 anni e una società giovane e dinamica da pochi anni sul mercato. Trovo importante il connubio tra esperienza e innovazione, solo così, solo insieme, ognuno con le sue capacità, il mercato immobiliare engadinese aprirà le porte a un futuro ricco di successo.
Ho scelto di incontrare per primi Sven e Conradin, titolari della Mountain’s Flair, ponendogli una semplice domanda: «Tre anni fa è iniziata la vostra avventura immobiliare, in un momento di crisi come quello che conosciamo, qual’è l’asso nella manica che vi ha spinti a fare questo passo?».
«Abbiamo avviato la nostra attività immobiliare in un momento di crisi del mercato. Siamo tuttavia entrambi giovani e convinti che, avvalendoci di una strategia innovativa, potremo avere comunque successo. I nostri punti di forza stanno soprattutto nell’utilizzo dei nuovi media: internet 2.0, social network, nuove piattaforme di prenotazione e, non da ultimo, l’obiettivo di voler fornire un servizio perfetto alla clientela. Un servizio completo, dalla A alla Z senza porre limiti alle richieste della clientela più esigente».
La seconda domanda la pongo alla Signora Maura Wasescha dalla sede del suo ufficio di St.Moritz: «L’andamento del mercato immobiliare negli ultimi anni lo conosce bene, da ben 38 anni: se dovesse riassumerlo, quale riflessione esprime in merito al passato, al presente e al futuro? Come ha affrontato la sua azienda questi anni di grandi cambiamenti?».
«Difficile esprimere in poche parole quasi quaranta anni di mercato Immobiliare in Engadina. In questi decenni, abbiamo superato molte crisi, legate all’instabilità politica dei paesi adiacenti, poi la costituzione del mercato libero in Europa con il conseguente isolamento della Svizzera e «last but not least» la velocità (cadute) nei cambiamenti finanziari, azionari e di cambio. Possiamo dire che il primo mercato immobiliare si basava su prezzi moderati e si rivolgeva quindi a una clientela di massa. Sono seguiti anni nei quali il settore immobiliare ha approffittato della grande richiesta, rispondendo con la costruzione di case e appartamenti di vacanza venduti a prezzi sensibilmente superiori. In questi anni poi il mercato immobiliare ha seguito la tendenza per soddisfare l’esigenza di un pubblico più selezionato ed esigente. È nato quindi in questo periodo il mercato immobiliare del lusso. Il crollo della borsa del 2008 si è fatto sentire in Engadina a differenza degli altri Paesi, a scoppio ritardato e forse in modo del tutto inaspettato. All’inizio di una crisi nel 2010/2011 è seguita poi il referendum Weber nel 2012 che ha approvato l’iniziativa di bloccare la costruzione di case di vacanza, in tutta la Svizzera. Una valle che basa la sua economia esclusivamente su turismo e settori collaterali, si trova a doversi reinventare. Molta offerta sul mercato, ha ridotto i prezzi. Questo però non serve se manca la clientela. Ora si registra una forte richiesta di affitti, che si era assopita negli ultimi 10 anni. Le vendite sono ancora sporadiche nel settore medio, ma si registra negli ultimi mesi una piacevole ripresa della domanda anche nel settore immobiliare di alta gamma. L’iter burocratico attuale nelle vendite non sta certamente aiutando a sbloccare la crisi. Il motto è: «chi si ferma è perduto»… vale la pena perciò di rivolgersi al futuro con nuove idee e creatività nate peraltro all’inizio di quest’ultima crisi. L’umiltà nel riconoscere la gravità della situazione e la presa di coscienza anche da parte della classe politica e istituzionale aiuterebbe a vedere la luce in fondo al tunnel. In quasi 40 anni ho osservato costanti oscillazioni di mercato, alle cadute sono sempre seguite però le riprese. Da un problema possono nascere nuove opportunità, nuovi approcci, nuovi stimoli e nuove sinergie.
È al board di Engadiner Haus AG che riservo la mia ultima domanda: « Dal 1998 Engadiner Haus AG ha costruito, mi permetto di dirlo, un nuovo volto dell’Engadina grazie a opere che rispecchiano storia e cultura della costruzione engadinese. D’un tratto l’iniziativa Weber e altre brusche frenate hanno spezzato le salde catene che hanno portato benessere e prosperità. Quanta fatica è costata e sta costando ad un’azienda come la vostra l’introduzione di questa iniziativa ma soprattutto, quali previsioni per il prossimo futuro?
«Tanta fatica! Oggi è già molto difficile poter operare visto l’andamento dell’economia in tutto il pianeta, se poi ovviamente le leggi non permettono di poter promuovere nuove iniziative, le difficoltà aumentano ancora di più. Senza dimenticare infine la legge che rende quasi proibitivo l’acquisto di immobili da parte di stranieri se non attraverso lunghe pratiche. Negli anni di grande richiesta abbiamo costruito e venduto appartamenti, di ogni prezzo e misura, in tutta l’Engadina. Oggi abbiamo richieste da parte di clienti facoltosi e desiderosi di acquistare proprietà di lusso come appartamenti sottotetto, duplex e chalet. Oggetti di importanza minore, per così dire, sono purtroppo molto meno richiesti rispetto a 10 anni fa quando andavano a ruba. Possiamo dire che oggi la clientela è principalmente “spaccata” in due: chi cerca l’oggetto fino a un massimo di CHF 1.750.000 e chi vuole la proprietà da oltre CHF 5.000.000. Il mercato, saturo di proprietà nella “fascia di mezzo” si ritrova quindi ancora a lottare per sopravvivere. Consapevoli però che nell’immobiliare esistono cicli positivi e negativi (della durata media di 10 anni) e che quest’ultimo ciclo negativo si sta dilungando troppo, con determinazione, ottimismo e collaborazione siamo sicuri di affrontarlo al meglio per uscirne ancora più forti di prima. Le nostre Autorità dovrebbero però essere la prima fonte di collaborazione per togliere ostacoli e paletti che bloccano l’interesse di tanti clienti i quali, fiduciosi come lo siamo noi, aspettano l’evolversi delle situazioni economiche e delle eventuali, non che necessarie, modifiche alle leggi attuali».
Tre risposte diverse ma un unico denominatore comune: la necessità di collaborare. L’Engadina sa di essere un esempio da seguire: 150 anni di turismo invernale non si inventano… Questa valle scriverà certamente nuove e importanti pagine su come superare una crisi, affrontandola di petto, senza vivere di ricordi ma concentrandosi al raggiungimento degli obbiettivi evitando lacrime, passando all’azione mirata e alla collaborazione reciproca. Lo spirito di squadra è richiesto oggi come non mai».