Dunque il mercato impone l’adozione di strategie sempre più attente alla qualità degli investimenti…
«Sicuramente la congiuntura attuale del mercato immobiliare ticinese impone che si proceda con molta cautela, tenendo conto che le restrizioni normative messe in atto dal legislatore e quelle economico-finanziarie adottate dalle banche stanno producendo un rallentamento dell’attività immobiliare, almeno rispetto a quella conosciuta nel corso degli ultimi anni. Ciò impone un’attenta selezione delle operazioni immobiliari da promuovere, in considerazione anche del fatto che i tempi di vendita si sono notevolmente allungati, e suggerisce di addentrarsi anche in settori che in tempi recenti erano stati un po’ trascurati».
Può fare qualche esempio?
«Un ambito di sicuro interesse è rappresentato dalla realizzazione di progetti immobiliari destinati alla locazione, in aree meno centrali ma comunque ben dotate di collegamenti e servizi. Penso al Mendrisiotto in generale, dove si trovano ancora terreni ad un prezzo interessante e dove è possibile costruire immobili da mettere a reddito al cui finanziamento guardano anche grandi gruppi assicurativi e casse pensioni oltre ad un futuro insediamento di frontalieri (oltre i 20 km) che porteranno la residenza in Ticino per dare continuità al rapporto lavorativo in essere con l’azienda elvetica per cui lavorano».
Questa attenzione alle esigenze della clientela locale significa anche che i tradizionali acquirenti stranieri si stanno diradando?
«Il mercato degli immobili di lusso si sta trasformando e gli stranieri, soprattutto italiani, comprano sempre meno seconde case ma soltanto abitazioni destinate a coloro che intendono trasferire la loro residenza in Ticino. Proprio per questo abbiamo rafforzato i nostri rapporti con società fiduciarie a Milano, e a breve anche a Lugano, all’interno dei nostri uffici, proprio per supportare questa clientela in ogni fase del suo trasferimento».
La vostra attività ha conosciuto un profondo processo di riorganizzazione. Quali sono le linee lungo le quali vi siete mossi?
«Il riassetto societario si è basato sulla costituzione di una holding cui faranno capo le diverse attività in cui siamo impegnati. Nel nostro gruppo è entrata di recente far parte l’arch. Roberta Sironi e insieme abbiamo costituito la società Synarch specializzata in attività di progettazione per conto delle nostre promozioni immobiliari e/o di cui abbiamo assunto il mandato e non solo. Si è trattato di una scelta importante perché rientra perfettamente nella nostra filosofia la consapevolezza di poter offrire, fin dalle fasi iniziali del progetto, una consulenza architettonica altamente qualificata, attraverso una struttura che attualmente collabora anche con il team INFABRICA».
Quali sono le principali difficoltà che attraversa il mercato immobiliare ticinese?
«A fronte di tassi che si mantengono bassi, le banche proseguono in una politica restrittiva riguardo alla concessione dei crediti ipotecari. Il successo di una promozione immobiliare resta necessariamente legata alla credibilità e alle capacità di chi coordina l’intero progetto immobiliare ed è per questo che abbiamo deciso di affidarci a persone di fiducia e riunire sotto un medesimo tetto ruoli e competenze diverse e integrate».