Come giudica lo stato attuale del mercato immobiliare ticinese?
«Devo premettere che la nostra attività copre un segmento particolare del mercato immobiliare che è quello dell’acquisto e della ristrutturazione di immobili che poi rivendiamo secondo la formula della proprietà per piani (PPP), al fine di essere messi a reddito con un investimento ancora abbastanza contenuto. Questo settore tiene per ora abbastanza bene ed è possibile portare a termine operazioni che possono essere anche molto convenienti per chi acquista. Certo, le difficoltà non mancano e riguardano soprattutto il fatto che non sono poi troppo numerosi gli stabili che si prestano a questo tipo di ristrutturazioni. Occorre dunque essere molto accorti nella scelta negli immobili e poi nelle successive fasi di ristrutturazioni, fino alla consegna definitiva degli appartamenti».
Quali sono i vantaggi derivanti dall’acquisire una proprietà per piani?
«Acquistare una casa in fase di ristrutturazione o in fase di realizzazione permette di beneficiare di numerose agevolazioni. Il primo innegabile vantaggio è quello del prezzo, sicuramente inferiore rispetto a quello di un edificio in pronta consegna. In secondo luogo, un altro grande vantaggio è il fatto di poter scegliere una porzione precisa della costruzione, il piano preferito o la parte con l’esposizione più favorevole alla luce e al calore. Inoltre è possibile apportare alcune modifiche alla disposizione degli ambienti e fare interventi sulla progettazione dei vari impianti che saranno a norma, ottimizzati dal punto di vista energetico e predisposti alle nuove tecnologie».
E le difficoltà maggiori che incontrate nel portare a termine queste operazioni?
«Direi che la difficoltà maggiore consiste nell’individuare immobili che per posizione, dimensioni e condizioni generali dell’edificio si prestino ad essere acquistati per avviare un’operazione di ristrutturazione. Teniamo presente che per essere convenienti queste operazioni devono essere condotte a termine in un arco di tempo non superiore ad un anno. I tempi per la realizzazione di un’operazione immobiliare con la costruzione di un edificio ex-novo raggiungono invece i 5-6 anni e tendono sempre più ad allungarsi».
Dal punto di vista degli acquirenti, che cosa frena il passaggio dall’affitto alla proprietà con l’acquisto della prima casa?
«Per una famiglia media la disponibilità di mezzi propri per finanziare l’acquisto di un appartamento è abbastanza limitata e dunque si ricorre al finanziamento di una banca che finanzia fino all’80% del valore dell’immobile. Tutto ciò fa sì che i tempi di erogazione del finanziamento siano spesso troppo lunghi e talvolta le difficoltà interposte fanno sfumare una vendita. In Svizzera poi il risparmio privato è molto basso e quindi la disponibilità di capitali da destinare all’immobiliare è decisamente modesta».
Che cosa a suo giudizio bisognerebbe fare per ridare dinamismo al settore?
«I fattori frenanti sono molti: basti pensare al costo dei terreni decisamente troppo alto, al quadro normativo fortemente restrittivo, ad una pratica di opposizioni che ritarda di mesi se non di anni l’avvio dei cantieri, oltre naturalmente al ruolo delle banche che non incoraggia certo le vendite. Dunque, occorre essere molto attenti al piano economico e finanziario che deve guidare ogni operazione, con un monitoraggio continuo di ogni fase del processo. Sono sempre stato e resto fiducioso sulle prospettive future ma certamente il mestiere si è fatto più difficile e complesso e il mercato si fa sempre più selettivo premiando soltanto chi lavora professionalmente».
Su quale promozione immobiliare punterete tutte le risorse all’inizio del 2017?
«Siamo pronti a partire ed è imminente l’apertura del cantiere a Cadenazzo, dove abbiamo in progetto di costruire una palazzina con appartamenti di varie metrature, da 2,5 a 4,5 locali a partire da CHF 250.000.-, con un anticipo del 20% soltanto è possibile riservare un appartamento che verrà consegnato al massimo nel giro di 2 anni».
Non lontano dalla vostra promozione immobiliare a Balerna si fa un gran parlare della destinazione dell’ex villa vescovile…
«Questo edificio è probabilmente il candidato più accreditato tra i sei in lizza per aggiudicarsi la futura sede del Museo cantonale di storia naturale, attualmente a Lugano. L’edificio, monumento protetto, fu edificato nel 1706 per volere del Vescovo di Como Francesco Bonesana. Nell’elenco dell’Heimatschutz Svizzera, l’ente per la protezione dei beni nazionali, la villa vescovile di Balerna è definita una delle rare testimonianze di architettura del tardo periodo barocco. Rimasta di proprietà della Curia, fu dismessa dopo la costruzione del nuovo palazzo vescovile. La sua candidatura ha raccolto l’unanimità fra i sindaci di tutta la regione e dunque attendiamo con fiducia l’esito del concorso».