L’orientamento dei clienti è sempre più chiaro e definito: vogliono una casa sostenibile, progettata e costruita per garantire un uso razionale delle risorse. Non dovrebbero poi mancare sistemi di gestione e automazioni per il risparmio energetico e impianti per l’autoproduzione elettrica. Oggi, i costi di realizzazione di una casa sostenibile sono molto più accessibili. Complice la diffusione di materiali innovativi e di una maggiore consapevolezza ambientale.
Quando parliamo di una casa sostenibile, facciamo riferimento a un’abitazione che incarna i buoni principi della bioedilizia. Parliamo di un’abitazione in cui gli abitanti assumono un atteggiamento rispettoso dell’ambiente. A livello descrittivo, possiamo ridurre i principi di una casa sostenibile in alcune semplici caratteristiche. Il sole è la fonte di energia più antica che abbiamo. Con un pannello solare è possibile produrre acqua calda e soddisfare il fabbisogno domestico. Il solar cooling, inoltre, riesce a raffreddare la casa in estate oltre che risaldarla d’inverno. L’illuminazione rappresenta il 20% del consumo di elettricità mondiale. Le lampade a LED, anche se arrivano a costare 10 volte in più delle alogene o delle lampadine a incandescenza, durano da 8 a 10 volte in più e consumano molto meno. Per risparmiare ulteriormente si può contare sulla domotica con timer o sensori che regolano l’accensione e lo spegnimento di lampade.
Anche ogni elettrodomestico e apparecchiatura elettrica dovrebbe essere opportunamente dimensionata. L’etichetta energetica è un buon punto di riferimento per chi vuole arredare una casa sostenibile. E, ancora, un’abitazione priva di isolamento aumenta i costi di riscaldamento e aria condizionata. La coibentazione consente invece di ridurre drasticamente i consumi energetici.
In realtà, gran parte dei principi dell’architettura sostenibile vertono sul garantire un buon isolamento per abbassare il fabbisogno energetico dell’intera struttura edilizia. In questo settore sono di fondamentale importanza i materiale di costruzione e la presenza di un involucro edilizio opportunamente progettato. Il calore si può disperdere soprattutto a causa dei serramenti e gli infissi rappresentano l’anello debole dell’isolamento termico. Un’abitazione sostenibile presenta dunque infissi e vetrate intelligenti che consentono l’illuminazione naturale e garantiscono un buon isolamento. Impiegando serramenti in materiale isolante, il fabbisogno elettrico della casa, calerà di almeno il 30%.
Idealmente, una casa sostenibile dovrebbe poi avere uno spazio verde, un giardino verticale o un orto in balcone dove poter coltivare e consumare a km zero. Il tetto verde estensivo o intensivo, è una soluzione ottimale per la casa sostenibile che sorge in città. Il tetto verde, in più, offre un ottimo grado di isolamento e regala aria pulita lungo il perimetro della casa. In alternativa è possibile realizzare dei giardini pensili o verticali. Nelle condizioni ideali, una casa sostenibile deve avere il 30-40% di superficie lorda orientata a sud così da massimizzare le radiazioni solari in inverno ed evitare i fenomeni di surriscaldamento in estate.
Un’abitazione ecologica progettata per avere un basso impatto ambientale dovrebbe in ogni caso sorgere in un contesto paesaggistico adeguato. Non ultimo, dovrebbe essere realizzata con materiali a basso impatto ambientale. Parliamo di materiali atossici, sicuri per la salute degli abitanti e per l’ambiente. Dei materiali, in fase di progetto, bisognerà valutare anche la durata e la garanzia delle performance termiche.
Hanno partecipato all’inchiesta:
- Ezio Catucci (E.C.) CCO Gruppo Habitrust SA
- Milton Generelli (M.G.), Direttore di MINERGIE® Svizzera – Agenzia Svizzera Italiana
- Giacomo Veragouth (G.V.), CEO di Veragouth e Xilema
- Vito Auciello (V.A.), CEO di Multimmobiliare e Partecipazioni
In che misura il patrimonio abitativo ticinese risulta essere adeguato rispetto ai principi di un’edilizia ecocompatibile?
E.C.: «Soltanto il 30% circa del patrimonio abitativo ticinese può probabilmente ritenersi adeguato dal punto di vista energetico e della compatibilità ambientale. Il resto risulta essere vetusto, a volte addirittura fatiscente e “soffre” in modo sempre più marcato la concorrenza delle nuove costruzioni. Di conseguenza, un tema che si andrà sempre più imponendo nei prossimi anni riguarda l’equilibrio tra profitto e sviluppo sostenibile. In altre parole, occorrerà trovare un giusto equilibrio tra costo terreno (zone “prime” centrali o semi centrali, piuttosto che periferiche) e costi di costruzione, con l’utilizzo di materiali e l’adozione di soluzioni ecocompatibili».
M.G.: «Il patrimonio immobiliare, compreso quello residenziale, è rappresentato perlopiù da edifici di vecchia data, sia in Ticino che nel resto della Svizzera. I concetti di edilizia sensibile all’efficienza energetica, all’ecologia e, in maniera più estesa, alla sostenibilità, sono storia recente. Per questo motivo direi che solo negli ultimi decenni nel nostro Cantone notiamo un approccio più attento a questi aspetti. Va sottolineato però il fatto che vi è un netto cambio di tendenza negli ultimi anni, grazie anche a una politica cantonale che sostiene questa direzione con importanti incentivi e fungendo da esempio con i propri edifici pubblici.
G.V.: «Il Ticino vanta una lunga e gloriosa tradizione costruttiva, e forse meglio di ogni altro il mestiere del costruire è riuscito a esprimere lungo i secoli l’anima concreta e operosa del Ticino e della sua gente. Tuttavia è chiaro anche l’edilizia, come ogni attività umana, incarna lo spirito dei tempi: le conoscenze, le consapevolezze, i valori, le preoccupazioni, le esigenze di oggi non sono quelle di ieri. Rispetto ai temi dell’ecologia, del risparmio delle risorse, del rispetto ambientale oggi abbiamo tutti un atteggiamento molto diverso e molto più evoluto rispetto anche solo a 10 anni fa. Ne consegue, e rispondo alla domanda, che il patrimonio abitativo ticinese, per quanto mediamente di buona qualità, osservato dal punto di vista dell’ecosostenibilità mostra una generale inadeguatezza. Non sono molti gli edifici che rispettano gli standard più stringenti della bioedilizia, e tuttavia io credo che sul territorio ci siano oggi risorse e competenze che potrebbero offrire al Ticino l’opportunità di una svolta virtuosa ed esemplare da questo punto di vista. Grazie alle tante aziende del settore che hanno investito nell’innovazione, grazie alla tradizione sempre viva del costruire a regola d’arte e grazie alla presenza di scuole di livello internazionale come la SUPSI e l’Accademia di Architettura, io credo che nei prossimi anni il Ticino possa davvero giocare le sue carte per essere protagonista ed esempio di un rinnovamento edile nel segno della ecosostenibilità».
V.A.: «La direzione del mercato immobiliare va sicuramente verso un architettura più rispettosa dell’ambiente. Le normative edilizie cantonali in vigore sono state modificate nel 2008 ed è stato implementato un regolamento sull’utilizzo dell’energia (RUEn) che ha migliorato molto le esigenze dell’involucro abitativo in ragione dell’isolamento termico e della produzione di energia negli edifici privati e pubblici. Per quanto riguarda, invece, i materiali utilizzati in un edificio, non vi sono normative specifiche che mirano ad utilizzare materiali naturali e con un basso tenore di energia grigia, ovvero l’energia utilizzata per produrre, trasportare e smaltire il materiale utilizzato in cantiere. Vi è però una certificazione Minergie – Eco che mira ad un utilizzo di materiali naturali assicurando che all’interno dell’abitazione la qualità dell’aria sia ottimale dal profilo della salubrità. Questo standard, infatti, deve garantire l’assenza nell’aria di solventi, formaldeide e altre sostanze nocive per la salute. Oltre alla salubrità dell’ambiente interno, vi è anche l’aspetto di smaltimento dei materiali al termine del loro ciclo vitale. Infatti, non bisognerebbe ricorrere alla discarica e all’inceneritore per il loro smaltimento, ma dovrebbe essere possibile riciclarli facilmente. In Ticino, dal profilo dell’isolamento termico, abbiamo raggiunto un livello soddisfacente. Nonostante ancora lontani dalle case passive, ossia le abitazioni in grado di produrre energia, senza consumarne. Per quanto riguarda l’utilizzo di materiali sani ed ecologici c’è ancora molta strada da fare, anche se è vero che in Ticino la loro implementazione nelle abitazioni è aumentata notevolmente».
In che modo si sono andate trasformando nel corso degli ultimi anni le esigenze e le richieste delle clientela nella prospettiva di abitazioni sempre più rispettose di una sostenibilità ambientale?
E.C.: «Le richieste dei clienti sono sempre più influenzate da numerose campagne sul tema ambientale (surriscaldamento globale, inquinamento, ecc.). Committente e utilizzatore finale sono pronti ad investire di più al fine di trovare un punto di equilibrio in tutti gli aspetti di relativi alla progettazione e alla realizzazione dell’immobile».
M.G.: «Come accennato alla domanda precedente, ritengo che la sensibilità verso questi temi sia aumentata. Ad esempio, notiamo che il settore immobiliare nella compra-vendita mette sempre più in evidenza le peculiarità in termini di efficienza energetica o, se presente, l’esistenza di una certificazione Minergie di uno stabile. Chi acquista quindi, considera anche questi aspetti tra tutti i criteri valutati nella scelta di un appartamento o una casa. Ulteriori aspetti importanti almeno quanto l’efficienza energetica, sono rappresentati dal comfort interno e dal mantenimento del valore nel tempo. Aspetti che sono sempre più cari alla clientela e che sono ad esempio saldamente ancorati nei principi di un edificio certificato Minergie».
G.V.: «Ho accennato sopra al fatto che oggi c’è una consapevolezza nuova su questi temi, specialmente presso le nuove generazioni. Sono cambiamenti lenti che si impongono sotto la spinta di diversi fattori, non ultimi quello economico e quello della ricerca del benessere abitativo. La mia azienda, la Veragouth / Xilema, costruisce edifici in legno con tecniche modernissime che ci consentono di realizzare case unifamiliari ed edifici multipiano, a destinazione abitativa o pubblica. Negli anni la gente ha capito che in quegli edifici la qualità abitativa è molto alta; ci si vive bene proprio perché sono costruzioni che rispettano standard di ecosostenibilità molto alti (per esempio lo standard Minergie). Sono edifici, anche, che consentono di risparmiare sul riscaldamento d’inverno e sulla climatizzazione nella stagione calda. Voglio dire che se la preoccupazione ambientale si accompagna all’esperienza concreta del benessere e del risparmio, allora si realizza davvero quel cambiamento che tutti auspichiamo».
V.A.: «Negli ultimi anni la clientela ha realizzato che isolando efficientemente un involucro abitativo, ciò le permetteva di migliorare il confort abitativo e il proprio benessere, ma anche di ridurre i costi di riscaldamento e di produzione di acqua calda sanitaria. Con il passare degli anni, vi è sempre più una clientela che richiede specificatamente l’utilizzo di materiali sani ed ecologici, in virtù dei benefici per l’uomo e di una visione globale positiva di sviluppo sostenibile».
Quali forme di incentivazione andrebbero sostenute a favore di una trasformazione ecosostenibile del patrimonio edilizio oggi esistente?
E.C.: «Ci sono già delle iniziative in tal senso, tuttavia bisognerebbe spingere molto di più per ottenere un sostegno finanziario che può essere indirizzato su più versanti: in direzione del consumatore piuttosto che dell’imprenditore. La tipologia di questi interventi può riguardare agevolazioni fiscali o finanziarie (costituzione di fondi confederati) finalizzate al raggiungimento di questo obbiettivo. In ogni caso occorre dire che le banche sono per lo più ancora concentrate sul soggetto da finanziare in termini di compravendita oppure su operazioni immobiliari pronte allo start, tenendo conto delle attuali contingenze e tensioni globali. Meno attenzione viene rivolta invece sull’oggetto rispondente a parametri ecosostenibili e che quindi risulta essere più “semplice” nei casi di ricollocazione dell’immobile».
M.G.: «In Ticino il Cantone e anche diversi Comuni fanno già molto in tal senso, incentivando in forma diretta e indiretta la realizzazione di edifici efficienti. Quindi il mio auspicio è quello di rimanere sulla strada intrapresa, verificando che qualsiasi forma d’incentivo venga accordata a edifici realmente progettati e realizzati con un’elevata sostenibilità. Ecco quindi un ulteriore valore rappresentato dalle certificazioni di qualità, come ad esempio Minergie, che in maniera neutrale valuta il reale conseguimento degli obiettivi in tal senso».
G.V.: «Io penso che ogni trasformazione del patrimonio edile in senso ecologico e di sostenibilità ambientale andrebbe sostenuto e incentivato dalla politica a tutti i livelli, e soprattutto a livello fiscale. Si tratta di incentivi che sono a tutti gli effetti degli investimenti sul futuro, ed è compito della politica indirizzare lo sviluppo del territorio verso scenari di benessere per le generazioni che verranno».
V.A.: «Attualmente vi sono degli incentivi cantonali e federali insufficienti. Se all’inizio degli anni duemila vi erano più risorse economiche cantonali e federali a disposizione della clientela che voleva risanare un edificio esistente, ora questi sussidi hanno avuto una decrescita inspiegabile. Molti committenti, trovando l’iter procedurale molto difficile e lungo, a discapito di un sussidio esiguo, rinunciano a priori ad una richiesta d’incentivo. Di fatto un incentivo dovrebbe invogliare un committente a migliorare l’involucro di casa propria utilizzando materiali ecologici. Nella realtà pratica invece, gli iter procedurali di richiesta aggiunti a procedure di licenza edilizia già di per sè lunghe e complicate, fungono da deterrente alla richiesta di un incentivo. E pensare che con la tassa del centesimo per il clima e altre forme di tasse che il pubblico è obbligato a pagare in favore del clima, si potrebbe eseguire un vero e proprio risanamento di tutti quegli edifici vetusti e consumatori di energia, utilizzando materiali sani ed ecologici».
In che misura le nuove promozioni immobiliari rispettano i requisiti indispensabili di risparmio energetico e rispetto dell’ambiente?
E.C.: «Di principio ogni nuovo progetto immobiliare deve contemplare dei requisiti minimi in termini di ecosostenibilità al fine della presentazione e accettazione da parte delle istituzioni pubbliche. Particolare focus in tema di ecosostenibilità va riposto nell’area progettuale concernente RCVS ovvero riscaldamento/condizionamento/ventilazione/sanitari. Il promotore lungimirante deve cercare di spingersi oltre i requisiti minimi di ecosostenibilità, sfida non semplice ma in ogni modo fondamentale per risultare competitivo nel mercato di riferimento».
M.G.: «I requisiti minimi cantonali in tal senso sono definiti e vanno rispettati. A tal proposito è in corso una proposta di revisione della Legge sull’energia e relativo Regolamento d’applicazione, sulla base del nuovo Modello delle prescrizioni energetiche dei Cantoni – MoPEC 2014. Se tale proposta entrerà in vigore, verrà fatto un ulteriore importante passo verso un’edilizia più efficiente e rispettosa dell’ambiente. Come dicevo però vi sono promotori immobiliari che guardano oltre al minimo richiesto, certificando p.es. Minergie-P o Minergie-A-ECO il proprio progetto e quindi realizzando immobili attenti anche all’ecologia e alla salubrità all’interno degli edifici».
G.V.: «Non saprei proprio dire in che misura. C’è davvero di tutto, come è normale in un libero mercato. Si va dal minimo di legge (perché comunque e per fortuna ci sono delle normative da rispettare) al top level rispetto allo stato dell’arte in termini di ecosostenibilità. Ogni prodotto immobiliare ha il suo mercato e le sue peculiarità. Per certo il segmento di mercato in cui opera Veragouth e Xilema, anche per la tipologia di prodotto che offriamo, è quello dove questi valori sono più sentiti».
V.A.: «Secondo il mio parere ancora in una percentuale troppo bassa. Andrebbe aumentata la sensibilità nei confronti di questi tipi di oggetti e soprattutto sarebbe importante riuscire ad operare con materiali più efficienti e privi di rischi per la salute. Un esempio di promozione immobiliare che opera in questo senso è il progetto che stiamo realizzando nel comune di Biasca, dove l’edificio è stato progettato con uno standard Minergie – Eco».