Le rive dei nostri laghi sono punteggiate di ville storiche in un tempo dedicato ad ospitare le vacanze dell’aristocrazia e delle famiglie benestanti…
«I laghi prealpini svizzeri, così come accade per quelli italiani, presenta un numero interessante di“ siti ”, tra grandi e piccolissimi, con diverse punte di eccellenza paesaggistica nota a livello internazionale, e con un ricco patrimonio di ville risalenti per lo più ad un periodo che va dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Venti-Trenta del Novecento. Un’epoca in cui la vacanza lacustre o il possesso di una villa sulle rive di un lago partecipano a una manifestazione importante di un benessere e un prestigio di cui questi edifici storici presentano ancora una preziosa testimonianza».
Con quali caratteristiche si presentano le ville storiche del lago di Lugano?
«Una differenza del caso italiano, dove costruire una grande città sulle rive dei laghi di Como, Maggiore o di Garda erano i rappresentanti di nobili famiglie o imprenditori di successo di origine prevalentemente cittadina, nel caso del Lago di Lugano e del Ceresio Svizzero erano soprattutto i cittadini ticinesi emigrati in particolar modo in Russia e in America latina, e in misura minore negli Stati Uniti o Parigi, e che tornati nella loro terra ambivano a lasciare una testimonianza visibile del successo all’estero. Di conseguenza, questa tipologia di villa in Ticino si trova non solo in favorevoli posizioni con vista lago, ma anche in piccoli paesi nelle valli. Non è un caso se ville storiche ticinesi trovano un nome che evoca ancora lontani paesi, meta di emigrazioni, come “Villa Argentina” a Mendrisio, “Villa Liverpool” a Muralto».
Che interesse riscuotono oggi questi particolari edifici storici?
«In Ticino, gran parte di queste ville furono distrutte nel corso degli ultimi 50 anni. Le ville storiche rimaste presentano una particolare fetta di mercato, non numerosa ma duratura nel tempo, controllate da persone sicuramente benestanti, ticinesi o provenienti dall’estero, amanti di un modo di vita in parte estraneo ai ritmi convulsi della società contemporanea, sostenuti da apprezzare le belle architetture, gli ambienti generosi, i parchi con grandi alberi ei giardini che quasi sempre costituivano una parte integrata di questi particolari residenze. Purtroppo, oggi, anche i parchi sono stati ridotti, venduti o sostituiti da costruzioni».
Quali sono, se ve ne sono, per contro i limiti di questo genere di costruzioni?
«Direi che le difficoltà maggiori sono in ogni caso costituite dalla necessità di apportare consistenti lavori di ammodernamento, soprattutto dal punto di vista delle dotazioni tecnologiche, oltre che dagli impegnativi costi di gestione e di manutenzione. Pensiamo alle facciate super decorare … Oltre agli oggetti storici di pregio oggetti di compravendita sono sempre meno disponibili sul mercato e dunque la loro ricerca deve essere oggetto di attenta valutazione».
Che cosa affascina maggiormente i potenziali acquirenti di residenze storiche?
«Direi senz’altro che accadono di entrare in una parte lontana in qualche modo di una storia importante, fatto di vicende che sono susseguite in quei luoghi o di personaggi che vi hanno abitato in precedenza. La nostra ampia conoscenza del valore artistico, storico e architettonico di questi edifici, unita all’esperienza unica nella vendita delle opere d’arte più preziosa del mondo, si traduce in una comprensione impareggiabile della sete di conoscenza che è necessario quando si vendono preziosi monumenti storici. La nostra disponibilità di strumenti di marketing trova una vasta gamma di siti web e social media, così come la nostra presenza tradizionale all’interno della casa di leader leader a livello mondiale, ci offre di esporre le nostre proprietà al pubblico giusto».