Carlo Colombo, tra pandemia, crisi energetiche e politiche gli ultimi anni hanno sconvolto le prospettive di crescita dei mercati. Cosa è cambiato per quanto riguarda arredo e design?
«Diciamo subito che in relazione ai tempi che stiamo vivendo il Salone del Mobile continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per tutto il settore del design e dell’arredo. È per eccellenza la principale vetrina a livello mondiale per l’industria del mobile e un punto di incontro importante per la qualità della sua offerta culturale in fatto di allestimenti, mostre, dibattiti, incontri e proposte. Tuttavia dobbiamo abituarci a numeri diversi rispetto alle cifre da capogiro che eravamo soliti registrare prima della pandemia, ma questo non significa affatto una perdita di importanza, bensì l’avvio di un processo di ripensamento nei confronti dei tempi e modi con cui le aziende produttrici intendono rapportarsi con i loro migliori buyers internazionali ma anche con il largo pubblico e con il complesso e variegato mondo dei media».
Come si traduce in termini di marketing questo diverso atteggiamento?
«Credo che uno dei problemi fondamentali per le aziende sia quello e rendere sempre più esclusiva l’esperienza del rapporto tra il proprio prodotto e il suo acquirente. In questo senso le grandi fiere permettono da un lato di entrare in contatto con un vasto numero di persone potenzialmente interessate a conoscere le proposte di un’azienda, ma al tempo stesso, vista la sovrapposizione di tante sollecitazioni, esperienze ed emozioni pongono l’esigenza di escogitare sempre nuovi strumenti e soluzioni per marcare la propria differenza e le peculiarità del proprio prodotto».
Questo spiega allora il successo di eventi come quelli proposti dal Fuorisalone?
«In parte sì. Negli anni è diventato sempre più importante per le aziende reiventare spazi e ambienti sparsi nella città per dare vita ad allestimenti ed installazioni in grado di rimarcare immagine e valori del proprio brand lasciando un segno forte nel ricordo del visitatore. Ma, di nuovo, la proliferazione degli eventi e la loro sovrapposizione non solo mentale, quanto soprattutto temporale, pone il problema di una dilatazione dei tempi normalmente concessi per lo svolgimento della manifestazione. Di qui una tendenza che si va ormai affacciando in modo significativo da parte delle aziende del settore nel creare situazioni, anche in altri periodi o addirittura durante tutto l’anno, per incontrare, in ambienti accuratamente scelti ed allestiti in modo adeguato, i propri migliori clienti con cui stabilire un rapporto duraturo e continuativo, anticipare le novità e creare opportunità di business».
Da ultimo, vorrei chiederle un parere riguardo alla situazione progettuale e produttiva delle aziende svizzere operanti nel settore del design e dell’arredo, con cui lei ha avuto spesso occasione di collaborare.
«Ogni cultura e ogni nazione hanno un proprio stile culturale e tradizionale, che influenza vari settori, non ultimo l’arredamento. In generale, i designer d’interni svizzeri nella storia sono stati largamente influenzati dalla scuola del Bauhaus, che aveva come scopo quello di unire il mondo industriale in crescita con la creazione artistica, unendo cioè il valore estetico di un oggetto con la componente tecnica e funzionale. Diversi oggetti di design usati ancora oggi derivano dalla concezione proprio della scuola tedesca, e parecchi sono stati creati da dei designer d’interni svizzeri, che ad essa si sono ispirati. Al Salone del Mobile di Milano la presenza di designer svizzeri è sempre stata molto apprezzata e, devo dire, anche le aziende di produzione hanno mostrato una grande capacità nel fondere creatività, scelta e uso dei materiali e tecnologia».
*Carlo Colombo si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1993 e inizia la sua carriera, dedicandosi soprattutto al design e al marketing del prodotto industriale, alla grafica e agli allestimenti, collaborando con i migliori brand del design italiano, come Flexform, Poliform, Giorgetti, Cappellini, Antoniolupi, Artemide, Flou, Bentley Home, Bugatti Home, Trussardi Casa, Elie Saab Maison, Olivari, Faber, Sahrai, Penta Light, per citarne alcuni. Nel 2011 ha insegnato interior design presso l’Università di Beijing. Nel 2013 fonda a Lugano, con Paolo Colombo, lo studio A++, che si occupa di interni e progetti di architettura su larga scala in tutto il mondo, con studi a Lugano, Zurigo, New York, Miami, Dubai. I suoi progetti sono stati esposti a Parigi, al Weserburg Museum für moderne Kunst di Brema nel 1995, al Museo delle arti decorative di Colonia nel 1996, alla Triennale di Milano nel 2016 e al MARCA, Museo delle Arti di Catanzaro nel 2017.