Siete arrivati all’ottava edizione di BIT. Quali sono le ragioni del successo di questa manifestazione?

«Fin dall’inizio con BIT ci siamo proposti non soltanto di offrire una vetrina qualificata per le aziende che, ai diversi livelli operano nel settore della costruzione edilizia e della promozione immobiliare, ma anche di costituire una vera e propria piattaforma di conoscenza e di scambio di informazioni, in grado di affrontare non solo a livello teorico e culturale, ma anche e soprattutto di esperienze maturate dai diversi attori e protagonisti, tutte le diverse problematiche di interesse comune, così da offrire un’opportunità unica, in Ticino e non solo, per costruire relazioni, esplorare nuove opportunità di business, far crescere insieme l’intero settore».

Con quali obiettivi si presenta dunque l’edizione 2022?

«L’appuntamento sarà l’occasione per consentire ad imprese di costruzione, promotori, architetti, artigiani, designers, ed esperti dei vari settori di presentare nuove realizzazioni idee, servizi e progetti. Mi piace inoltre ricordare che la manifestazione non è esclusivamente rivolta agli operatori del settore ma aperta anche ai visitatori, che lo scorso anno a Lugano erano stati oltre 1400 in due serate».

Il format originario nel tempo si è andato evolvendo, arricchendosi di nuove partnership. Di che cosa si tratta?

«Il successo riscosso fin dalle prime edizioni ci ha indotto a cercare di esportare anche all’estero il format da noi ideato, creando nuove partnership che ci hanno in breve tempo permesse di superare i confini del Ticino per arrivare ad organizzare eventi anche in altri Paesi che presentavano, ovviamente situazioni socio-economiche e culturali abbastanza analoghe alle nostre. È questo il caso dell’evento di Montecarlo: nata nel 2021 come manifestazione biennale, la versione monegasca della BIT – Monaco et Suisse Investment Forum – proprio su richiesta degli stessi imprenditori del Principato, nel mese di ottobre 2022».

Dopo il Principato, avete uno sguardo sempre più rivolto all’estero…

«Siamo fermamente convinti che tematiche come quelle connesse al lifestyle (tecnologia, design, lusso, fashion, alimentazione, salute) riscuoteranno in futuro un interesse sempre maggiore soprattutto se interpretate in chiave di innovazione e sostenibilità ambientale. A condizione tuttavia che siano proposti in contesti particolarmente qualificati e abitualmente frequentati da una clientela benestante e cosmopolita, con elevate disponibilità di spesa ma anche attenta, a tutti i livelli, alla qualità della vita. In quest’ottica è nata quest’anno la partnership con Dagorà Lifestyle Innovation Hub, di Carlo Terreni e Serse Bonvini che permetterà alla nostra manifestazione ulteriori sbocchi all’estero, su cui stiamo già lavorando in modo proficuo».

Le autorità rivolgono un’attenzione sempre maggiore alla Borsa Immobiliare Ticino…

«L’ottava edizione potrà beneficiare nuovamente del patrocinio del Canton Ticino con la presenza del Consigliere di Stato Christian Vitta alla cerimonia inaugurale, e di Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia alla conferenza stampa di presentazione del 23 settembre. Sono inoltre confermati i patrocini delle città di Lugano, Bellinzona, Locarno, Mendrisio e Chiasso».

La crescita dell’impegno per assicurare il successo della manifestazione ha comportato anche un consolidamento del vostro team di lavoro?

«Infatti, sono aumentati anche i compiti e le necessità dell’organizzazione dell’evento che da quest’anno accoglie nel suo gruppo, accanto a Sheila De Lucia, Emanuela Gianola e me, anche Stefano Devecchi Bellini cui sono affidate le relazioni esterne sempre più importanti in un processo di crescita del forum».

Per concludere, possiamo riassumere quali saranno le principali tematiche affrontate nel corso degli incontri organizzati da BIT?

«Le trasformazioni oggi in atto nel settore immobiliare pongono al centro la diffusione degli smart building, caratterizzati da un uso diffuso della tecnologia per la gestione degli edifici, che si accompagnerà opportunamente alla completa digitalizzazione del lavoro. A ciò si aggiunga la centralità ormai acquisita delle ristrutturazioni e riqualificazioni, i cui interventi riguarderanno in futuro ampiamente il settore immobiliare in particolare per quanto attiene all’efficientamento energetico e la messa in sicurezza del patrimonio edilizio pubblico e privato».