Il Kunsthaus Zürich presenta una nuova mostra della Collezione Emil Bührle dal titolo “Un futuro per il passato. Collezione Bührle: arte, contesto, guerra e conflitto”. Questa esposizione unica pone l’accento su una serie di prospettive, talvolta contraddittorie, legate al contesto storico in cui il produttore d’armi e mecenate Emil G. Bührle ha composto la sua collezione d’arte. La mostra mira a mettere in luce come affrontare in modo appropriato la storia da una prospettiva contemporanea, adottando un approccio differenziato. Inoltre, le dichiarazioni video e le biografie dei precedenti proprietari delle opere svolgono un ruolo cruciale in questa esposizione articolata.

Dall’autunno 2021, la Collezione Bührle è stata ospitata in prestito permanente presso il Kunsthaus Zürich. Questa collezione è composta da opere di inestimabile valore storico-artistico ed è stata al centro di un acceso dibattito a causa delle sue origini legate alla vendita di armi durante il periodo nazionalsocialista. Alcune opere di questa collezione erano state confiscate ai proprietari ebrei dai nazisti e successivamente restituite dopo la Seconda guerra mondiale come parte delle spoliazioni naziste. Altre opere furono vendute dai proprietari ebrei tra il 1933 e il 1945 in territori non sottoposti al regime nazionalsocialista, come gli Stati Uniti, la Svizzera e le aree non occupate della Francia, per finanziare la loro fuga e il loro sostentamento. Queste opere rimangono oggetto di discussione e dibattito.

Il Kunsthaus Zürich pone domande e adotta una posizione chiara in merito a questa collezione controversa. Ann Demeester, direttrice del Kunsthaus Zürich, ha dichiarato: “Vogliamo far luce sul complesso e conflittuale contesto della Collezione Bührle. Si tratta di una collezione di arte di alto livello, ma controversa. I dipinti stessi non sono colpevoli delle immani ingiustizie perpetrate durante il periodo nazionalsocialista, ma sono testimonianza di quegli eventi e offrono l’opportunità di commemorare le vittime del terrore nazista, ricordare le loro storie e riflettere sul ruolo della Svizzera nella Seconda guerra mondiale.”

Il Kunsthaus, che ha ricevuto donazioni da Emil Bührle e dalla sua Fondazione, si impegna a considerare in modo tangibile la dimensione sociale del suo ruolo come museo. Ann Demeester sottolinea: “Riteniamo fondamentale sviluppare un nuovo approccio alla Collezione Bührle insieme alla comunità. Un’analisi critica deve costituire la base per connettere la presentazione di capolavori unici e la loro storia all’attualità.”

Nella nuova mostra, l’arte, la storia e il contesto sono costantemente interconnessi. Questo è stato possibile grazie al fatto che la Fondazione Collezione E. G. Bührle, in quanto proprietaria della collezione, ha affidato al Kunsthaus la direzione curatoriale del prestito permanente con un nuovo accordo stipulato nel 2022. La direttrice, all’epoca appena nominata, ha deciso di ripensare la forma della presentazione, coinvolgendo non solo il proprio team ma anche voci critiche esterne.

Una squadra interdisciplinare ha sviluppato la mostra in modo trasversale, con il supporto di un comitato consultivo esterno di esperti dal novembre 2022 all’ottobre 2023. Tuttavia, a metà ottobre, il comitato consultivo ha rassegnato le dimissioni a seguito di disaccordi riguardo al peso da attribuire nella nuova presentazione ai destini individuali dei proprietari originari, vittime degli abusi del regime nazista. Il Kunsthaus Zürich ha espresso dispiacere per questa decisione, sottolineando l’importante contributo fornito dai membri del comitato consultivo. Il dissenso è una parte essenziale di questa mostra, che è stata concepita deliberatamente in modo polifonico. Il Kunsthaus è convinto che questa esposizione continuerà a stimolare significative discussioni, come è già avvenuto nella fase preparatoria tra i curatori del Kunsthaus e il comitato consultivo.