Maestro Etienne Reymond, con quali sentimenti si accinge a inaugurare questa sua decima stagione alla guida di LuganoMusica?

«Con animo pieno di legittima soddisfazione perché penso di aver raggiunto quasi tutti gli obiettivi che mi ero prefissato all’inizio del mio mandato. Credo che i diversi programmi presentati nel corso degli anni siano riusciti ad offrire una significativa panoramica della storia della musica, da quella di molti secoli fa a quella contemporanea. Abbiamo avuto a Lugano, e non era affatto scontato, tutte le più grandi orchestre e i più importanti direttori, i solisti e gli interpreti più prestigiosi. E poi, altro punto qualificante del progetto portato a temine, siamo riusciti a creare intorno al cartellone vero e proprio dei concerti tutta una serie di eventi, incontri, conversazioni, approfondimenti e tante altre iniziative che ritengo abbiano contribuito ad avvicinare la popolazione, di ogni età, professione e condizione sociale, allo straordinario mondo della musica».

Agli inizi del suo mandato, nella nostra prima intervista, parlammo di Lucerna e del suo Festival come un modello a cui guardare. A che punto siamo oggi?

«Ricordo benissimo quel riferimento e posso dire che Lugano presenta oggi una stagione musicale di livello assolutamente internazionale. Certo, altre città vantano una tradizione pluridecennale che conta in termine di prestigio e di attrattività nei confronti di orchestre, direttori e artisti di fama. Ma Lugano ha acquisito in questi anni un indubbio prestigio e un riconoscimento assolutamente meritato. Di questo sono grato, oltre che a tutti i collaboratori che nel corso di questi anni hanno condiviso con me questa affascinante sfida. Il mio ringraziamento va naturalmente alla Fondazione LuganoMusica che dieci anni fa mi propose di assumere questa Direzione accogliendomi in terra ticinese. Ringrazio anche la Città di Lugano per l’importante contributo annuale, il Cantone e tutti gli sponsor. Ora LuganoMusica entra a far parte del LAC con la creazione di un settore dedicato alla musica classica. Un passaggio fortemente voluto dalla Città di Lugano, principale finanziatore di entrambe le realtà, e condiviso dalla Direzione del LAC, come compimento definitivo del progetto di un centro culturale multidisciplinare e come naturale conseguenza dell’imminente nascita della Città della musica nel quartiere di Besso».

Quali sono i più importanti appuntamenti in cartellone per la stagione 2024-25?

«Innanzitutto la stagione si apre il 12 settembre con la Tonhalle Orchester Zürich diretta da Paavo Järvi con il giovane e acclamato violoncellista Sheku Kanneh-Mason. Di grande impegno il programma previsto, con il Concerto per violoncello e orchestra n. 1 di Dmitrij Šostakovič, seguito dalla Sinfonia n. 1, Il Titano, di Gustav Mahler.  Tra le grandi orchestre invitate spicca poi, il 19 novembre, Iván Fischer che dirige la sua Budapest Festival Orchestra in un concerto tutto dedicato alla musica di Johannes Brahms. Il 23 gennaio, Lahav Shani dirige la Israel Philharmonic Orchestra in una esaltazione della più sublime musica russa. Poi, il 25 maggio, Daniele Gatti torna a Lugano sul podio dell’Orchestre de la Suisse Romande con Christian Tetzlaff al violino. La serata è dedicata alla musica di Beethoven, attraverso il Concerto per violino e orchestra e la Sinfonia n. 3 Eroica.  Infine, il 16 giugno, si chiude la stagione orchestrale con la leggendaria Philharmonia Orchestra, accompagnata dal suo direttore principale Santtu-Matias Rouvali».

Accanto alle grandi orchestre, molto denso è anche il programma di Récital e musica da camera…

«Assolutamente sì. Basterebbe citare il trombone di Mike Svoboda e la fisarmonica di Stefan Hussong, oppure Beatrice Rana, autentica icona musicale, che è anche promotrice di un festival di musica da camera; e ancora, da Berlino arrivano i 12 Cellisten der Berliner Philharmoniker, spettacolari fuoriclasse nel suonare archetti e restituire tutte le sfumature del violoncello.  La musica barocca risplenderà nell’ineccepibile interpretazione della Cetra di Basilea, guidata dal direttore veneto Andrea Marcon. Per celebrare degnamente i 340 anni dalla nascita di Bach, l’Ensemble Claudiana diretta da Luca Pianca è affiancato dai Wiener Sängerknaben, dal soprano Joanne Lunn, il contralto Terry Wey, il tenore Daniel Johansen e il basso Florian Boesch.

Vorrei anche parlare della presenza di nuove leve, come le giovani laureate della Fondazione Capuçon che si esibiranno sul palco insieme a Gautier Capuçon stesso. E poi, Alexandre Tharaud, simbolo dell’arte tastieristica francese, dallo stile raffinato e riconoscibile il cui programma non poteva non comprendere Ravel, di cui nel 2025 si festeggeranno i 150 anni dalla nascita e di cui Tharaud è senza dubbio uno degli interpreti di riferimento. Infine, avremo una coppia cameristica d’eccellenza, Leonidas Kavakos e Enrico Pace, che dedicano la loro presenza a Lugano alla Sonata, caposaldo della loro collaborazione».

Un appuntamento straordinario è fissato per il 6 dicembre quando il brillante gruppo da camera Festival Strings Lucerne diretto da Daniel Dodds vedrà la partecipazione di Maria João Pires, che festeggia i suoi 80 anni.

Il 16 marzo, invece, Superar Suisse festeggia i suoi 10 anni di educazione musicale. Questo concerto prova l’impegno passato e futuro e la tenacia nel voler avvicinare i giovani alla musica, non solo nella Città di Lugano. Più di 200 ragazzi, provenienti dalle diverse sedi europee, sono diretti da Carlo Taffuri e Pino Raduazzo».

Come da tradizione, la stagione musicale presenta tutta una serie di rassegne complementari…

«Infatti. Così, per esempio i Weekend di Quartetti tornano con tre ensemble ospiti: il Jack Quartet inaugura la rassegna portando la sua tecnica inossidabile al servizio della musica contemporanea. E poi, il Quartetto Modigliani, uno dei più apprezzati a livello internazionale, e successivamente Carmina Quartett, impegnato in brani di Joseph Haydn, Claude Debussy e Antonín Dvořák.

In Teatrostudio si rinnovano gli appuntamenti con il LuganoMusica Ensemble, laboratorio musicale nato in seno a LuganoMusica che trae la sua forza dall’unione di docenti del Conservatorio e musicisti dell’Orchestra della Svizzera Italiana.

Per Nuova Generazione sono previsti tre appuntamenti dedicati ai migliori giovani musicisti: Sean Shibe (chitarra), Giuseppe Gibboni (violino) con Ingmar Lazar (pianoforte) e infine Dominik Wagner (contrabbasso), accompagnato dalla pianista Lauma Skride.

Per la musica contemporanea tornano anche le rassegne EAR, Electro Acoustic Room, e Early Night Modern che aprono nuovi orizzonti nella contaminazione tra generi e arti.  La serie EAR presenta quattro concerti dedicati alla musica elettronica, elettroacustica e all’esperienza dell’ascolto, un progetto di Spazio21 del Conservatorio della Svizzera italiana in coproduzione con il LAC.

La trama dell’Early Night Modern quest’anno è composta da filati di musica, luce, danza e movimento. Il programma è una coproduzione Oggimusica e LAC in collaborazione con il Conservatorio della Svizzera italiana con il sostegno di Cantone Ticino – Fondo Swisslos, Città di Lugano e Pro Helvetia».

Non mancano anche quest’anno i cicli di conferenze e approfondimenti musicali che incorniciano e arricchiscono la grande musica in cartellone… 

«Parte del ciclo di conferenze Grandi direttori e la Svizzera è tenuto da Giovanni Gavazzeni, grande conoscitore del mondo dei direttori d’orchestra, che presenta quattro direttori d’orchestra che hanno instaurato un legame particolare con il nostro paese.

Quest’anno, per il ciclo di Approfondimenti musicali, sono proposte cinque conferenze che trovano il loro soggetto nella Prima Sinfonia di Mahler, nel centenario della scomparsa di Puccini, nelle composizioni per quartetto d’archi dopo il 1950, nell’ approfondimento sul mondo musicale di Alexandre Tharaud e nel 150° dalla nascita di Ravel.

Per il ciclo Allegro con brio…Chiacchiere musicali prima del concerto, in un clima leggero e informale, Enrico Parola guida gli ascoltatori in un percorso di scoperta e analisi delle partiture e degli artisti.

In estrema sintesi penso si possa davvero parlare di una straordinaria offerta culturale per la città di Lugano e per tutti gli appassionati».