La Fondazione Conservatorio della Svizzera italiana ha pubblicato il Rapporto annuale 2025, un documento di oltre 80 pagine che fotografa l’attività dell’istituzione attraverso dati, statistiche, risultati e prospettive future. Il volume racconta il lavoro svolto dai tre dipartimenti che compongono il Conservatorio – Scuola di Musica, Pre-College e Scuola universitaria di Musica – evidenziando un anno caratterizzato da importanti traguardi artistici, formativi e infrastrutturali.
Il 2025 ha rappresentato una tappa simbolica nella storia dell’istituzione, che ha celebrato il quarantesimo anniversario dalla sua fondazione, avvenuta nel 1985. Nel corso di quattro decenni il Conservatorio si è trasformato da accademia musicale a realtà di riferimento a livello cantonale e nazionale, consolidando la propria presenza nella formazione musicale professionale e preprofessionale.
Conservatorio della Svizzera italiana: un quarantesimo anniversario scandito dalla musica
Le celebrazioni per i quarant’anni hanno avuto un ruolo centrale nel calendario culturale del Conservatorio. Tra gli appuntamenti più significativi figura l’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven, interpretata dall’Orchestra sinfonica del Conservatorio sotto la direzione di Diego Fasolis al LAC. A questo si è aggiunto il concerto “Very parisienne!”, proposto dall’ensemble 900presente e successivamente replicato anche fuori dai confini ticinesi.
Il programma delle celebrazioni ha incluso inoltre la quarta edizione di Conservatorio in Festival, manifestazione che ha accompagnato il pubblico attraverso concerti, incontri e attività dedicate alla scoperta del mondo musicale, culminando proprio con il concerto celebrativo del 29 marzo.
Parallelamente, il Conservatorio ha promosso il progetto Focus Berio, nato in occasione del centenario della nascita del compositore Luciano Berio e sviluppato in collaborazione con altre realtà culturali del territorio. Maggiori informazioni sono disponibili all’indirizzo www.conservatorio.ch/focusberio.
La Città della Musica entra nella fase operativa
Uno degli aspetti più rilevanti del 2025 riguarda l’avanzamento del progetto della Città della Musica, destinato a cambiare il volto della formazione musicale ticinese nei prossimi anni.
Nel corso dell’anno il Gran Consiglio ha approvato quasi all’unanimità il credito cantonale necessario alla realizzazione dell’iniziativa, mentre il Municipio di Lugano ha rilasciato la licenza edilizia senza che venissero presentati ricorsi. Successivamente sono stati avviati i primi concorsi per l’assegnazione dei lavori e formalizzati i passaggi amministrativi necessari per l’avvio del cantiere.
Secondo la presidente della Fondazione, Ina Piattini Pelloni, la futura struttura non sarà soltanto un insieme di edifici dedicati alla musica, ma un luogo destinato a svilupparsi grazie alla collaborazione tra le diverse organizzazioni musicali che ne condivideranno spazi, attività e obiettivi culturali.
Tra gli elementi che hanno contribuito alla concretizzazione del progetto figura anche una donazione di 15 milioni di franchi destinata alla realizzazione della futura Sala Owen-Jones, destinata alle prove e ai concerti.
Formazione musicale e promozione dei talenti
Accanto alle prospettive infrastrutturali, il Conservatorio continua a investire nella qualità della formazione. Nel rapporto viene sottolineato il riconoscimento ottenuto dal dipartimento Pre-College e il ruolo sempre più rilevante dell’istituzione nella valorizzazione dei giovani talenti musicali.
Particolarmente significativi i risultati conseguiti al Concorso svizzero di musica per la Gioventù. Dei 19 premi assegnati a giovani ticinesi, ben 18 sono andati ad allieve e allievi provenienti dalla Scuola di Musica e dal Pre-College del Conservatorio, inclusi tutti gli undici primi premi assegnati nella competizione.
Il Pre-College ha inoltre confermato il proprio ruolo di passaggio verso gli studi professionali. Nel 2025 erano iscritti 45 studenti e, tra coloro che hanno concluso il percorso, nove hanno superato gli esami di ammissione a una scuola universitaria di musica, sette dei quali hanno scelto di proseguire gli studi all’interno della stessa Scuola universitaria di Musica del Conservatorio.
Oltre mille allievi nella Scuola di Musica
I numeri della Scuola di Musica confermano una partecipazione molto ampia sul territorio cantonale. Nel 2025 sono stati registrati 1.029 iscritti distribuiti tra le sedi di Lugano, Bellinzona, Locarno e Mendrisio, oltre alle varie succursali. Ogni settimana sono state erogate circa 700 ore di insegnamento.
Le lezioni individuali di strumento e composizione hanno coinvolto 932 studenti, mentre 655 partecipanti hanno preso parte alle attività di musica d’insieme, ai cori, alle orchestre e ai diversi ensemble. Il pianoforte continua a essere lo strumento più richiesto dagli allievi, seguito da violino, chitarra e percussioni.
L’attività didattica si sviluppa anche attraverso una rete di collaborazioni con istituzioni culturali, associazioni musicali e realtà educative attive in Ticino, contribuendo a rafforzare il legame tra formazione e territorio.
Un’istituzione sostenuta da pubblico e privati
Dal punto di vista economico, il rapporto evidenzia una crescita dei ricavi provenienti sia da fonti pubbliche sia da contributi privati. I ricavi operativi hanno superato i 13,4 milioni di franchi, mentre il sostegno filantropico continua a rappresentare una componente importante per il finanziamento di borse di studio, progetti sociali e attività artistiche.
Nel corso del 2025 il Fondo per l’aiuto allo studio ha raccolto 193 mila franchi destinati agli studenti della Scuola universitaria di Musica, mentre il Fondo per l’inclusione musicale ha continuato a favorire l’accesso alla formazione anche a giovani provenienti da contesti meno favorevoli.
Lo sguardo rivolto al 2026
Il prossimo anno sarà segnato dall’avvio concreto dei lavori della Città della Musica e da ulteriori sviluppi nell’offerta formativa. Tra le novità annunciate figura anche l’apertura della nuova sede della Scuola di Musica a Bellinzona, mentre Conservatorio in Festival lascerà spazio a giornate informative e iniziative specifiche dedicate ai singoli dipartimenti.
Dopo quarant’anni di attività, il Conservatorio della Svizzera italiana si trova dunque in una fase di trasformazione che combina continuità educativa, crescita artistica e investimenti strutturali. Una traiettoria che punta a rafforzare ulteriormente il ruolo della musica nella vita culturale e formativa del Cantone.



