Giovanni Mastroddi, in base alla sua personale esperienza e ai dati macroeconomici disponibili, dopo la pausa estiva, quali prospettive dobbiamo attenderci per ciò che riguarda l’andamento del mercato immobiliare svizzero e ticinese?
«Il quadro presenta molti elementi in parte contraddittori e questo induce ad un atteggiamento di massima prudenza riguardo a quelle che potranno essere le prospettive a breve-medio termine. Diversi rapporti economici rilevano un aumento dei canoni d’affitto a Lugano. Per contro, si registra una diminuzione del prezzo delle case in vendita, determinata da una contrazione del mercato, e questa situazione si spiega con l’aumento dell’inflazione che, seppur frenata dall’aumento dei tassi, ha segnato una crescita nei mesi scorsi e si teme che possa tornare a crescere in autunno. Perdura poi il fatto che la dinamica demografica in Ticino risulta essere particolarmente stabile, e questo si riflette anche sul mercato immobiliare. Non ultimo, il Ticino risulta essere tra i Cantoni che applicano l’aliquota più alta e di conseguenza questo scoraggia la permanenza dei contribuenti più facoltosi. In sintesi, credo che in questo momento sia opportuno soprattutto mantenere la calma e confidare che si ristabilisca una situazione di maggiore stabilità del mercato».
In particolare, molti potenziali acquirenti si dicono frenati rispetto ad eventuali investimenti immobiliari dalla perdurante inflazione e soprattutto dall’aumento dei tassi ipotecari. Qual è la sua opinione in merito?
«Senza dubbio l’aumento dei tessi ipotecari, passati dall’1 al 3% circa, ha inciso in modo più sensibile sulla fascia di ceto medio a reddito fisso che rischia di essere maggiormente frenato nella sua propensione all’acquisto di una casa, scegliendo invece soluzioni abitative in affitto. Va ricordato che in Svizzera i tassi ipotecari hanno oscillato sempre tra il 2,5 ed 3%, quale conferma di stabilità economica e politica. Il periodo dei tassi negativi e delle banche centrali che stampavano banconote per milardi, ha creato una abitudine non naturale. L’aumento dei tassi avrebbe invece una minore influenza su quelle persone benestanti che potrebbero assorbire meglio i maggiori costi dei mutui, ma che da tempo vanno purtroppo lasciando il Ticino, attratti da altri Cantoni che offrono condizioni più vantaggiose. Infine, un aspetto da non trascurare riguarda il fatto che il Ticino rientra tra quei Cantoni che devono ridurre la propria superficie edificabile e questa situazione di incertezza destinata a durare fino a quando non avremmo una mappa della classificazione dei terreni, può frenare l’interesse degli investitori ad intraprendere nuove operazioni immobiliari».
Nell’ultimo periodo si sono registrati significativi mutamenti per quanto riguarda la tipologia delle richieste che ricevete da parte di acquirenti domestici ed internazionali?
«Vorrei innanzitutto sottolineare il fatto che i cambiamenti nelle richieste dei potenziali acquirenti si registrano oggi con una velocità maggiore rispetto al passato, addirittura nel volgere di pochi mesi. Così, per esempio, se ancora alla fine dello scorso anno, le richieste dei clienti domestici si orientavano verso appartamenti di 4,5 e 5,5 locali, oggi anche in relazione alla diminuzione dei prezzi che si è registrata (fino al 10%) quello stesso cliente ricerca appartamenti per un investimento sicuro di medie dimensioni. Per quanto riguarda invece il cliente internazionale ricerca sempre immobili in location di qualità e spazi immobiliari importanti, sebbene continua, come ho già detto, il trasferimento verso altri Cantoni o altre destinazioni al di fuori della Svizzera, facilmente spiegabile se si considera che, in virtù della politica fiscale adottata, alcuni globalisti hanno visto la loro imposta cresciuta anche di 2 o 3 volte».
Quella appena conclusa è stata anche per il Ticino una stagione turistica molto positiva. Questa conferma della regione come destinazione privilegiata per chi vuole trascorrere soggiorni in condizioni di assoluto relax e benessere, si è tradotta anche in un aumento di richieste di seconde case per vacanze?
«Negli ultimi mesi il turismo in Ticino ha fatto certamente rimarcare un positivo andamento e questo trend si è registrato anche rispetto alla vendita di case e appartamenti per vacanze, che già avevano rimarcato una forte crescita nel periodo del Covid, cui era poi seguita una fisiologica flessione. A beneficiarne sono stati soprattutto i Clienti provenienti dalla Svizzera ed anche dalla vicina Italia, mentre gli acquirenti provenienti dal nord Europa si orientano soprattutto verso immobili che permettono trasferimenti definitivi. In ogni caso, a limitare il mercato delle seconde residenze permangono i vincoli di una legislazione in materia che si conferma essere particolarmente restrittiva».
Da ultimo, quali sono le più interessanti proposte intorno a cui si concentra attualmente l’attività di MG Immobiliare e quali oggetti di particolare pregio intende segnalare?
«Siamo sul mercato da oltre trent’anni e in questo lungo periodo abbiamo sempre cercato di interpretare al meglio le esigenze dei nostri clienti e addirittura anticiparle. Disponiamo di una vasta gamma di oggetti immobiliari, che abbracciano e soddisfano le diverse esigenza abitative. A questo proposito, vorrei citare un piccolo condominio in fase di progettazione e commercializzazione a Gentilino – Collina d’Oro ma anche le diverse soluzioni di appartamenti che spaziano da 2,5 a 5,5 locali collocati nel centro di Lugano oppure in prima collina con vista lago. Abbiamo vari appartamenti di prestigio ubicati nelle immediate vicinanze di Lugano, a Vico Morcote, Morcote, Porza, Savosa, fino a proporre uno splendido attico ad Albonago, o a una esclusiva villa di grandi dimensioni e in una posizione con una vista eccezionale situata a Lugano Breganzona, quindi opportunità per ogni esigenza».