Sono Roberto Badaracco, del Dicastero cultura sport ed eventi, Luigi Di Corato, Direttore della divisione cultura, Pietro Montorfani, Responsabile dell’Ufficio Patrimonio e Laura Damiani Cabrini, dal 2019 Presidentessa della AsaSI – la Associazione Storici dell’arte della Svizzera Italiana – le personalità territoriali chiamate a promuovere in senso storico il nostro territorio.

Al LAC di Lugano ha infatti avuto luogo la presentazione del catalogo generale delle opere di Bernardino Luini curato da Cristina Quattrini.

Il prossimo 1° febbraio nella stessa sede si terrà un incontro sulla vita quotidiana luganese nel periodo 1400-1500, con una performance musicale dal vivo.

Queste iniziative esauriscono la prima serie degli eventi organizzati dalla Divisione cultura della Città di Lugano che, nei mesi scorsi, malgrado le difficoltà epidemiche, ha proposto la pubblicazione del volume Lugano francese 1499-1512, la produzione del radiodramma Quasi una ballata, cui ha collaborato la RSI, ed una conferenza sul tema Sai che a Lugano c’era un castello?, cui è stata abbinata una esposizione di immagini presso il Belvedere della passeggiata a lago.

Si tratta di eventi che anticipano un menu di incontri ancor più articolato previsto nel 2023, e che si concentreranno sul Convento di Santa Maria degli Angeli di Lugano.

Proprio questa chiesa, in particolare il tramezzo affrescato da Bernardino Luini nel 1529 con scene della Passione di Cristo, hanno avviato la conferenza di cui vi stiamo riferendo.

Ma andiamo con ordine.

Ambitissimo dai collezionisti lombardi fra Cinquecento e Seicento per il suo manierismo di stampo leonardesco, promosso nel primo Seicento a modello della pittura devota e “senza tempo” dal cardinale Federico Borromeo, Luini incontra a partire dal XVII secolo una vicenda critica singolare.

Fuori dalla regione di origine se ne perde memoria e piuttosto si trovano molte sue opere attribuite a Leonardo nelle più importanti raccolte d’Europa.

Dopo un periodo di relativo oblio, dagli anni ottanta del Novecento le opere di Bernardini Luini tornano alla ribalta con la ripresa delle ricerche sull’arte lombarda del Rinascimento.

Il volume di Cristina Quattrini si innesta su questo filone critico ed in particolare ricostruisce le relazioni con la committenza di questo artista lombardo, all’anagrafe Bernardino Scapi, nato nel varesotto, a Dumenza, nel 1482 e spentosi a Milano nel 1532.

Cristina Quattrini, studiosa dell’arte e ricercatrice presso gli atenei di Torino e Padova, oltre ad essere collaboratrice editoriale Bollettino d’Arte e Nuovi Studi, grazie alla sua monografia su Bernardino Luini, oggi, hanno ricordato Francesco Frangi, professore ordinario di arte moderna presso l’Università degli studi di Pavia, e Laura Damiani Cabrini di AsaSI, entrambi intervenuti alla conferenza, si conferma come una delle più autorevoli personalità internazionali sulle opere del grande artista lombardo.

Le iniziative culturali del comune di Lugano, ricordiamolo, si concluderanno il prossimo 1° febbraio, con una tavola rotonda organizzata sulla vita quotidiana nella regione del Ceresio in epoca rinascimentale.

Parteciperanno all’incontro lo storico Paolo Ostinelli docente di storia medievale all’Università di Zurigo e Sandra Clerc storica della letteratura presso la Università di Friburgo, oltre ai musicologi Giuseppe Clericetti e Giovanni Conti musicologi presso la RSI che insieme al flautista Stefano Bragetti proporranno un’ipotetica colonna sonora della Lugano rinascimentale, eseguendo dal vivo alcune melodie d’epoca.

L’immagine:
Lugano Ufficio Stampa – Archivio Storico della città di Lugano