Sono moltissime le donne che oggi, in tutto il mondo, concentrano i loro volti a favore della musica. In Svizzera e in Italia spiccano i nomi di Diana Bracco, Orsola Spinola, Francesca Gentile Camerana, Maria Iris Tipa Bertarelli, Beatrice Oeri, Christine Cerletti-Sarasin, per citarne alcune.

Se desiderassimo chiederci quale sia il peculiare profilo mecenatistico della donna in campo musicale, dovremmo volgere il nostro sguardo al passato e tentare una ricognizione storiografica. Si può dire, infatti, che da quando esiste il mecenatismo musicale esista anche il mecenatismo musicale femminile, costellato di storie di generosità, cura e capacità generativa di donne dalla forte personalità, spesso esse stesse musiciste.

Con il fiorire del mecenatismo in epoca rinascimentale, quando potrei privilegiare l’arte per affermare il proprio stato, una donna su tutte le spicca per intelligenza e cultura: è Isabella d’Este (1474-1539) che trasforma la corte di Mantova in una delle più autorevoli e colonne d’Europa. Isabella, che dice il marchesato in assenza del marito e per conto del figlio, conosce i classici a memoria, sa cantare e suonare il liuto, danza e fu inventrice di nuove danze. Definita dall’Ariosto come “liberale e magnanima”, Isabella credeva che la poesia non fosse completa se le parole non fossero messe in musica e anche per questo è circondato da abili compositori, come Jaches de Wert e Orlando di Lasso.

Durante il Seicento nelle corti reali europee, come quella francese e quella austriaca, e nella Chiesa di Roma si perpetua una mecenatismo musicale volto alla magnificazione del committente. Sempre a Roma, l’esiliata regina Cristina di Svezia (1626 – 1689) che aveva saputo rendere il suo regno colto e raffinato tanto che Stoccolma venne soprannominata “Atene del Nord”, istituì una sua personale corte di lettere e artisti e un suo personale concerto da camera. Nel Settecento, dopo la fase delle corti illuminate di Maria Teresa d’Austria (1717 – 1780) e Caterina II di Russia (1729 – 1796), che ha dato grande rilevanza alle arti e alla cultura per modernizzare i loro imperi, con la Rivoluzione Francese e l’affermazione della cultura teatrale il compositore acquisisce maggiore autonomia e una nuova libertà artistica e intellettuale.

Ciajkovskij, per esempio, fu ampiamente sostenuto da Nadeschda Filaretovna von Meck (1831-1894), ereditiera di grandi possedimenti terrieri, che sostenne anche altri artisti tra cui Debussy e Nikolai Rubinstein. Johannes Brahms trova spesso ospitalità e sostegno a Mannheim presso la “Villa Helene” della coltissima filantropa Helene Bamberger Hecht (1854-1940), nipote del banchiere e politico Ludwig Bamberger e moglie dell’avvocato, banchiere e mercante ebreo Felix Hecht. Helena, insieme a Berta Hirsch (1850-1913) che fu fondatrice della prima sala di lettura tedesca [1], facilò la comunicazione tra artisti e cittadini facoltosi, aprendo la strada a nuove committenze. Tra le più importanti donne mecenati della musica del XX secolo spicca Winnaretta Singer (1865-1943), ereditaera di Isaac Merritt Cantante fondatore della famosa azienda di macchine da cucire. Winnaretta, che sposò il principe Edmond de Polignac, egli stesso compositore e teorico musicale, fu per tutta la vita una grandissima amante della musica e nel suo Salon de Polignac a Parigi in Avenue de Henri-Martin si svolsero molte prime assolute di grandi compositi tra cui Chabrier, Fauré, Stravinsky, Satie, de Falla e Poulenc. Un’altra grande appassionata di musica fu Henriette Amalie Lieser (1875-1943), eccezionale mecenate della scena artistica viennese.

Con il nuovo millennio il mecenatismo musicale diviene più articolato e, accanto alla viva passione per la musica e all’empatia con il compositore e il musicista, si affianca una maggiore integrazione nella gestione del patrimonio filantropico e quindi si costruisce grandi progetti che abbiamo una valenza non solo locale ma anche internazionale. Si diffondono prima che mirano a sostenere il carriere dei giovani musicisti e vengano istituite fondazioni che perpetuano i loro scopi a livello intra-generazionale. Bettina von Siemens, per esempio, è membro della Ernst von Siemens Music Foundation che ogni anno elargisce il Premio Ernst von Siemens Music, noto come il “Premio Nobel per la Musica”. Si tratta di un premio di 250.000 euro a favore di un compositore , esecutore o musicologo che abbia dato un contributo eccezionale al panorama musicale internazionale. Un altro premio prestigioso è stato istituito da Hortense Anda-Bührle (1926-2014) che ha lanciato il concorso Geza Anda a partire dalla sua infinita passione per la musica e dall’amore per il marito, il famoso pianista Geza Anda. Ulrike Crespo, eredita dall’Impero Wella, ha fondato nel 1998 la Crespo Chamber Music Foundation, con cui ha sostenuto i progetti Chamber Music Connects the World e Mit Musik – Miteinander dell’Accademia Kronberg. Nel 2004 ha istituito poi la Fondazione Crespo, un’altra organizzazione per promuovere progetti educativi tra gli altri nel campo dell’integrazione attraverso la musica. Uno dei suoi progetti a Francoforte, Primacanta, Invia per esempio a diversi di bambini di diverse origini e colori della pelle di entrare in contatto tra loro attraverso il canto. Nel 2009 la Crespo Chamber Music Foundation e la Crespo Foundation si sono fuse e oggi esiste solo la Crespo Foundation.

Anche Beatrice Oeri si impegna a promuovere la musica in modi diversi. La sua Fondazione Levedo ha sostenuto fra l’altro l’integrazione della scuola di jazz nell’Accademia di musica dell’Università di Basilea per quattro milioni di franchi svizzeri e la Fondazione Habitat, da lei istituita e di cui ha lasciato la presidenza nel 2018, ha costruito sulla Lothringerstrasse locali di soggiorno e di pratica per musicisti e operatori culturali a prezzi accessibili con un impiego di diversi milioni di franchi svizzeri. I borsisti della Fondazione della famosa violinista tedesca Anne-Sophie Mutter vengono sostenuti in base alle loro esigenze individuali, per le quali lei stessa si adopera in prima persona, per esempio attraverso lezioni dedicate e nella collocazione del giusto insegnante. Fornisce inoltre strumenti musicali, stabilisce contatti con grandi solisti e organizza audizioni con i direttori d’orchestra.

Maria Iris Tipa Bertarelli moglie di Fabio Bertarelli fondatore dell’azienda biotecnologica Serono, nel 2009 ha istituito insieme al fratello Claudio, la Fondazione Bertarelli attiva nella promozione dell’arte, dell’archeologia, dell’architettura sostenibile e della musica in Toscana. Per quanto riguarda la musica, in particolare, la Fondazione Bertarelli sostiene l’Amiata Piano Festival che dal 2005 presenta ogni anno un ricco programma di concerti attirando non solo la popolazione locale ma anche ospiti da tutta Europa. Proprio a favore del festival, la Fondazione Bertarelli ha finanziato la costruzione di un nuovo auditorium basato su criteri di sostenibilità e tecnologie all’avanguardia: una sala in legno con 300 posti a sedere, costruita in soli 18 mesi tra vigneti e oliveti. Si tratta di un progetto per il quale la mecenate e la sua famiglia si sono impegnati non solo finanziariamente, ma mettendo in gioco anche le proprie capacità imprenditoriali, organizzative e di rete.

Questo breve excursus ci permette di capire che oggi le donne mecenati della musica, come in passato, sono donne colte, eleganti e visionarie, che amano profondamente la musica e ne fanno una loro missione di vita. Ma, a differenza del passato, le donne mecenati contemporanee sono emancipate e libere di compiere le proprie scelte di investimento, hanno i mezzi finanziari e le capacità manageriali per gestire i loro progetti filantropici in prima persona. Sono fattive, risolute e persuasive nel promuovere le loro organizzazioni e farle crescere con un piano inter-generazionale che continui dopo la loro stessa vita. In questa continuità temporale, la forza generosa e generativa della donna unita al potere straordinario della musica di educare alla bellezza continuerà sempre a donarci occasioni uniche per alimentare la passione, lo smarrimento di fronte al sublime e l’apprendimento profondo che sono l’arte ci può regalare.