L’Architetto, che pur ha operato anche all’estero, presenta le principali opere realizzate nel corso di una pluriennale attività che ha segnato le trasformazioni urbanistiche e architettoniche di Lugano e del Ticino (Collana Monografie, a cura di Eduardo Grottanelli de’ Santi. Testo in italiano e in inglese. Milano, 2017; cartonato, pp. 320, 200 illustrazioni, col., cm 24×28).

Secondo la sua visione della professione di architetto, le linee, le forme, i materiali utilizzati raccontano molto più di mille parole ciò che ciascuno sa esprimere e le emozioni che vuole trasmettere; ma, anche, la sua idea dell’architettura e dunque il ruolo che debbono avere funzioni fondamentali come il lavorare, l’abitare e il vivere la quotidianità. In questo senso, dopo anni di lavoro e decine di edifici prestigiosi costruiti, Camponovo resta ancora convinto che l’architettura possa assolvere un ruolo fondamentale: quello di rispondere nel miglior modo possibile ai bisogni primari dell’uomo, da un punto di vista materiale come spirituale.

«Chi mi conosce – racconta Giampiero Camponovo – sa bene che in tutta la mia vita mi sono tenuto lontano dai proclami, preferendo sempre il fare, cioè progettare e costruire, piuttosto che il parlare, cioè enunciare principi e teorie che spesso si sono rivelate essere solo esercizi di stile. Volendo dare una definizione della mia architettura, direi che essa ricerca in primo luogo la qualità della vita delle persone che sono chiamate ad utilizzare gli edifici che costruisco. Questa qualità la si raggiunge appunto attraverso la luce, la trasparenza e l’utilizzo di appropriati materiali. Le case non devono essere degli spazi chiusi nei quali isolarsi: l’uomo ha per sua natura bisogno di scambiare sentimenti ed emozioni». 

Il lavoro di Giampiero Camponovo si basa dunque su due elementi fondamentali: l’uomo e l’ambiente. Partire dai “reali” bisogni dell’essere umano e, in sintonia con esso, dal valore dell’ambiente che esso abita, significa avere l’obiettivo di realizzare luoghi di qualità mediante un approccio sostenibile, mettendo sempre al centro della progettazione i bisogni delle persone.

«Sono un architetto ticinese, legato alla storia, ai valori e alle tradizioni di questo territorio. Ho viaggiato in buona parte del mondo, mosso da una curiosità che mi ha portato a conoscere, studiare, assimilare modi di vita, di abitare e di costruire. Al tempo stesso, non posso fare a meno di riconoscere la mia appartenenza culturale mediterranea, che in campo architettonico significa anche una corrispondenza tra una cultura dell’abitare e una cultura del costruire. Tutto ciò ha dato origine a me un linguaggio basato sull’utilizzo della luce e delle trasparenze».

La personalità di Giampiero Camponovo si conferma attraverso la dichiarata volontà di non assumere un’unica e ricorrente cifra stilistica quale “marchio” del proprio lavoro. La sua inventiva rivela sempre e comunque sensibilità al contesto, memoria delle persistenze e ricerca dell’innovazione. La sua maggiore soddisfazione è quella di cimentarsi in progetti che propongono temi nuovi, dove la ricerca e l’approfondimento sono dovuti prima di tracciare il primo segno.

Il volume ricostruisce non soltanto le tappe di una carriera che nel corso degli anni ha portato l’architetto Camponovo ad elaborare più di 150 opere, tra progetti e realizzazioni, ma ripercorre tutte le principali vicende umane, gli interessi, le mai sopite curiosità, e le esperienze culturali che hanno determinato la sua idea dell’architettura e dell’arte. Infatti l’Architetto ha sempre ritenuto necessario associare all’importanza delle competenze tecniche e della creatività, una visione ampia e non settoriale della società e della cultura. Numerosi sono gli episodi che l’hanno portato ad addentrarsi in campi molto lontani dal suo ambito disciplinare. In particolare, un rapporto fortemente cercato e voluto è sempre stato quello tra architettura, pittura e scultura, a partire dall’ esperienza di Sinergie (Centro Domus, Milano 1990) fino alla decennale frequentazione di importanti pittori, scultori e musicisti di fama internazionale. Tante sono le collaborazioni che l’hanno portato ad accogliere opere d’arte nella struttura stessa degli edifici realizzati, modulandone spazi e volumi. La grande passione dell’Architetto per la musica, soprattutto contemporanea, si è concretizzata in un significativo momento di cultura anche in occasione della presentazione di questo libro a marzo di quest’anno, al LAC di Lugano, quando il Maestro Paul Méfano ha curato personalmente l’esecuzione di alcuni suoi brani da parte di allievi del Conservatorio di Lugano, presso il quale ha tenuto anche alcune masterclass musicali.

Dell’ampia attività professionale dell’Architetto e dello studio Camponovo Architetti & Associati, il volume presenta oltre una trentina di lavori che vanno dalle prime ville a recenti progetti di architettura e urbanistica tuttora in corso di realizzazione. I testi, dopo un’introduzione a cura del prof. Fulvio Irace, sono accompagnati da note critiche a cura di Eduardo Grottanelli De’ Santi e Maria Manuela Leoni e saggi di Stefano Zuffi e Riccardo Bergossi.