Come valuta l’andamento della vostra banca nel 2016, in relazione anche alla situazioni economica e finanziaria internazionale?

R.M.: «L’andamento degli affari può essere considerato buono visto il momento contingente che stiamo attraversando. Da una parte le condizioni economico-finanziarie e di mercato, che in generale non sono state favorevoli e dall’altra la necessità di investire per la sostituzione della piattaforma informatica e per lo sviluppo diversificato dell’attività influenzano i risultati. Infatti pur non raggiungendo i risultati record dello scorso faremo segnare molto probabilmente un utile consistente, mantenendo invariata se non migliorata la situazione di rischio che vede le necessità di accantonamento scendere ulteriormente a livelli molto bassi. Ciò sta ad indicare che malgrado la sostenuta attività, in particolare nel settore ipotecario, che è e rimane il nostro core business e maggiore generatore di ricavi, non abbiamo conosciuto nessun aumento dei rischi».

Quali sono i settori in cui state ottenendo i maggiori rendimenti e quali prospettive di sviluppo intravedete a breve termine?

R.M.: «Come già accennato il comparto ipotecario permane la fonte di reddito preponderante. Bisogna però segnalare che la strategia di diversificazione che abbiamo definito negli ultimi anni e che perseguiamo e perseguiremo con maggiore intensità, sta cominciando a dare i suoi frutti e contribuisce in maniera superiore al passato alla formazione dei ricavi e degli utili. Nei prossimi anni si auspica che questo contributo diventi proporzionalmente ancora maggiore. Vale la pena volgere uno sguardo al passato per evidenziare l’evoluzione conosciuta da Raiffeisen da 10 anni a questa parte per sottolineare quali sono le sfide che hanno caratterizzato il gruppo e la mia attività quale responsabile della sede della Svizzera italiana di Raiffeisen Svizzera. Sono giunto in Raiffeisen al momento in cui era in atto una profonda trasformazione della stessa: da Cassa Rurale a Banca a tutti gli effetti. L’evoluzione si è accelerata ed oggi Raiffeisen è divenuta il terzo gruppo bancario svizzero leader nel retail banking e attore importante e rispettato, che può offrire tutti i servizi ai soci e clienti sia direttamente sia attraverso i partner di cooperazione e le società affiliate. Per quanto riguarda la Federazione Banche Raiffeisen Ticino e Moesano, in concreto si è proceduto a un’importante razionalizzazione delle strutture e della rete di distribuzione. La forte crescita ha pure imposto il consolidamento della struttura organizzativa, dell’amministrazione e il rafforzamento della consulenza per gestire al meglio l’aumento della clientela e dei volumi. È pure stato fatto uno sforzo notevole nell’ambito della formazione per migliorare ulteriormente la qualità dei collaboratori. Si può affermare che si sta chiudendo un ciclo, per cui la fine della mia attività lavorativa giunge proprio al momento giusto».

Quali sono le richieste di servizi che più frequentemente ricevete dalla vostra clientela e qual è la filosofia sulla base della quale operate?

R.M.: «Detto che i servizi maggiormente richiesti  dalla nostra clientela sono sempre ancora afferenti agli affari di bilancio (sostanzialmente ipoteche e raccolta di danaro per finanziarle) questa domanda è quanto mai opportuna poiché mi permette di parlare del nuovo ciclo che si sta aprendo: terminata la fase di consolidamento si passa ora a quella dello sviluppo diversificato delle attività per sfruttare il potenziale nei settori della clientela aziendale e degli investimenti nei quali vediamo ancora un buon potenziale. Sarà quindi determinante approntare le strutture umane, tecniche, organizzative e di distribuzione per sostenere queste attività. Si investe e si investirà naturalmente anche nella digitalizzazione per andare incontro alle esigenze di una parte sempre maggiore della clientela, segnatamente quella giovane, pur restando fedeli ai nostri valori cooperativi che prevedono anche la vicinanza al cliente e quindi una presenza capillare sul territorio. Gli altri valori sono la sostenibilità (economica e sociale), la credibilità e l’imprenditorialità».

I giovani e le proprie aspettative di vita. Quali programmi particolari avete messo a punto per consentire loro di entrare più agevolmente nel mondo del lavoro o per costruirsi una famiglia (acquisto casa)?

R.M.: «I giovani godono presso Raiffeisen di una considerazione particolare. Tuttavia non possiamo negligere tutte le altre fasce di clientela che hanno una particolare affezione per la cooperativa proprio per i valori sopraccitati. Affezione che ci ha permesso di costituire un capitale di simpatia ineguagliabile e non negoziabile. Quindi le nostre azioni abbracciano tutte le fasce di età per accompagnare il cliente durante tutto l’arco della sua vita offrendo ad ognuno una consulenza ottimale per far fronte alle esigenze sempre più difficili delle problematiche finanziarie. Comunque per ritornare allo specifico della domanda posso affermare che prendiamo numerose iniziative, anche di natura non essenzialmente finanziaria per attirare i giovani. Ritengo degna di considerazione la presa di posizione del nostro CEO in merito all’accesso al finanziamento ipotecario difficile per le giovani famiglie che ha evidenziato un problema effettivo che merita di essere perlomeno affrontato. Raiffeisen sta quindi studiando un modello, compatibile con le disposizioni regolamentari, per agevolare l’accesso alla proprietà per i giovani in questo periodo di bassi tassi d’interesse senza tuttavia aumentare i rischi. La bozza di modello, che non sto qui a spiegare in quanto a tempo debito verrà presentata se del caso in maniera precisa, è a mio avviso interessante e meritevole di essere implementata».

Possiamo riassumere brevemente il suo bagaglio di esperienze maturate in ambito finanziario?

M.G.: Ho lavorato per 32 anni per un altro istituto finanziario svizzero dove ho condotto il settore corporate banking per ben 20 anni, dapprima a Chiasso e negli ultimi 3 anni a Lugano. Ho svolto anche l’attività di coordinatore per la banca sulla piazza finanziaria di Chiasso ed in seguito di Lugano, attività che mi ha permesso di entrare in contatto e collaborazione con diversi gruppi di interesse esterni alla banca (stampa compresa), come pure all’interno della stessa collaborando con diversi servizi in Ticino ed a ZH. Durante questi anni ho svolto pure attività quali il presidente del Gruppo Banche Chiasso (per due mandati della durata di 2 anni cadauno), sono stato membro della APEC (associazione promovimento economico Chiasso) e sono tuttora nel comitato della SCM (società dei commercianti di Chiasso), come pure nel Kiwanis Club del Mendrisiotto (club di servizio) dove ho svolto la carica di presidente come pure quella di governatore per la div. 23 (che racchiude i 4 clubs ticinesi)». 

Nel momento in cui si accinge ad assumere la direzione di Banca Raiffeisen in Ticino, quali sono le sue attese, le aspettative, e forse anche le preoccupazioni?

M.G.: «Diverse nuove sfide sono ormai prossime o si intravvedono all’orizzonte in tutti gli ambiti della banca. Credo che il mio compito sia quello di sostenere le 21 banche che abbiamo in Ticino e Moesano, attraverso questo processo di cambiamento che non sarà semplice da attuare, ma che dovremo comunque affrontare per dare un futuro ancora più stimolante ai nostri dipendenti, come pure ai nostri clienti, senza perdere le radici che fanno oggi di Raiffeisen la banca che più di altre è vicina ai clienti ed ai propri dipendenti. Una banca che mette l’uomo al centro! Quello che mi aspetto è che tutti siano della partita, che ogni collaboratore si impegni a fondo e metta le sue conoscenze e le sue forze in questo processo di cambiamento».

Banca Raiffeisen ha sempre fatto del proprio radicamento sul territorio uno dei suoi M.G.: «La nostra presenza sul territorio è capillare ed ancora molto viene investito per mettere a disposizione della clientela sedi moderne e confortevoli. Tra i nuovi concetti anche la banca di consulenza. La prima in Ticino è stata inaugurata il 2 di ottobre di quest’anno a Stabio. Dall’altra continuiamo un percorso di formazioni interne e di certificazioni esterne per garantire una elevata qualità della consulenza da parte dei nostri consulenti, con un particolare accenno al potenziamento della gestione della clientela aziendale. Anche il nuovo sistema informatico, che sarà attivato dal gennaio 2018, permetterà di avere un’accessibilità ai dati molto più performante di quella odierna a beneficio sia dei collaboratori che della clientela». 

La vostra vicinanza nei confronti del Ticino si esprime anche nel sostegno a varie iniziative. È già possibile anticipare quali saranno i principali progetti in cantiere per il 2017?

M.G.: «La nostra struttura marketing è organizzata su tre livelli, nazionale, regionale e locale. Il marketing a livello nazionale è di competenza della nostra sede principale a San Gallo, quello regionale è gestito dalla Federazione banche Ticino e Moesano, mentre quello locale è di competenza delle singole banche che si trovano sul territorio.

Per dare qualche esempio a livello nazionale siamo “Title sponsor” della Raiffeisen Super League e sponsor principale di Swiss Football League, così come di Swiss-Ski, mentre a livello ticinese la Federazione Banche Raiffeisen Ticino e Moesano propone sponsorizzazioni di eventi quali ad esempio il cinema itinerante nelle piazze aperto a tutti, la campagna Arcobaleno 2020, ecc. Le singole banche Raiffeisen si occupano invece di sponsorizzazioni mirate ad eventi locali che avvengono nel raggio di attività della singola banca come sostegno a manifestazioni ed associazioni locali. 

Per quel che riguarda il programma 2017 possiamo confermare a livello nazionale                  il sostegno allo sci ed al calcio. Inoltre nell’ambito delle consolidate azioni per soci intraprese oramai da qualche anno, è stata lanciata l’azione “Ticino” collegata con l’apertura di Alptransit. A carattere generale posso dire che l’aspettativa è quella che la Federazione e le banche interpretino al meglio le strategie proposte dalla nostra sede di San Gallo e le mettano in pratica nel loro ambito di attività, a beneficio del nostro marchio e della nostra immagine sulla piazza finanziaria ticinese».  

 

Più in generale, come giudicate lo stato di salute della piazza finanziaria ticinese e quali iniziative andrebbero intraprese per garantirne il mantenimento o, se possibile, uno sviluppo futuro?

R.M.: «Il ridimensionamento, ancora in atto, è importante. I fattori esterni che condizionano le banche sono sempre maggiori e importanti. Tuttavia non sono pessimista. Rimane ancora una base solida e questa è sana, al contrario della situazione precedente. Rammento che tutti, specialisti e non, ritenevano già in passato il Ticino e in particolare Lugano come “over banked” e il settore bancario non aderente alle potenzialità economiche e sociali del nostro cantone. Era quindi prevedibile che presto o tardi qualcosa sarebbe accaduto. Ora si potrebbe dire ma perché non si è intervenuti prima proponendo delle soluzioni. Ritengo che ciò fosse difficile: si è sempre cercato di dare un buon servizio ai clienti in maggioranza esteri che però miravano anche ad altri vantaggi che ora sono venuti meno. Ma proprio per questo motivo sono fiducioso: ora la clientela viene da noi esclusivamente per motivi di professionalità, competenza e gestione sostenibile. Purtroppo non siamo ancora riusciti ad eliminare i passi falsi, non siamo gli unici, ma siamo quelli maggiormente sotto la lente e ritengo, anche a torto. Quindi si deve aumentare ancora il grado di competenza e professionalità, dando al cliente un valore aggiunto oltre a quelli caratteristici del nostro paese quali stabilità, buon andamento dell’economia, certezza del diritto. Sono dell’opinione che ci riusciremo con umiltà e impegno».