L’economia mondiale procede in linea alle aspettative: il mercato del lavoro statunitense continua a mostrare segni di forza, anche se con dati altalenanti, facendo ben sperare per l’andamento dei consumi. L’economia cinese si è stabilizzata a un tasso di crescita coerente con gli obiettivi del governo e anche gli altri mercati emergenti, dopo anni di difficoltà, hanno mostrato dati economici in miglioramento. Per quanto riguarda l’eurozona, le prime indicazioni suggeriscono che l’impatto della Brexit è per ora limitato, anche se l’incertezza relativa ai prossimi passaggi resta elevata.
In questa situazione, è importante tenere a mente che le particolari condizioni di politica monetaria potrebbero generare delle repentine correzioni, soprattutto se la Federal Reserve procederà verso un rialzo dei tassi nei prossimi mesi, mentre il rischio politico, in considerazione delle elezioni presidenziali statunitensi, del referendum italiano e delle tensioni geopolitiche, continua ad essere un elemento decisivo. La bassa volatilità che ha contraddistinto i mercati nel corso dei mesi scorsi non deve perciò portare ad abbassare la guardia. Un eventuale aumento della volatilità nell’immediato futuro, se non giustificato da ragioni economiche, potrebbe fornire l’occasione per aumentare l’esposizione alle asset class più rischiose.
Il miglioramento delle condizioni economiche unitamente alle politiche monetarie espansive hanno portato gli investitori a cercare rendimenti anche nelle tipologie di investimento più rischiose. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, UBS tende a mantenere come unico sovrappeso le obbligazioni corporate IG USD, che offrono ancora rendimenti accettabili con rischi contenuti. Inoltre, conferma come principale sottopeso i titoli di Stato con rating elevato per via dei rendimenti eccessivamente compressi (e spesso negativi) e il rischio di potenziali correzioni in caso di ripresa dell’inflazione.
La posizione sovrappeso sul mercato azionario è concentrata sul mercato americano in considerazione del miglior andamento economico e nell’attesa ripresa degli utili aziendali nel secondo semestre 2016. Sovrappeso anche sui mercati emergenti che mostrano crescenti segnali di stabilizzazione economica.
Infine, quanto allo scenario post Brexit, l’impatto per la Svizzera rimane limitato anche perché il vincolo essenziale per Berna è quello con l’UE, mentre con Londra è assai meno diretto. Inoltre, i primi effetti della Brexit, anche per l’Europa non si avvertiranno prima di un anno, dato che la domanda di uscita sarà ufficializzata non prima di gennaio 2017 e Londra intende negoziare con Bruxelles “seguendo l’esempio svizzero”.