Direttor Longoni, lei è alla guida della regione di Lugano da inizio luglio. Potrebbe tracciare un primo bilancio della sua attività?
«Sì, ed è ottimo. Sono molto contento dei primi mesi di attività, sia dal punto di vista professionale che personale. Qui a BancaStato ho trovato persone competenti e molto motivate e una banca fortemente orientata alla clientela, con una struttura agile e veloce. È molto bello lavorare in simili condizioni. Tutto è iniziato nei migliori dei modi».
Lei dice “agile e veloce”: BancaStato, però, nel pensiero comune è percepita come un po’ “macchinosa”…
«Io credo che sia un’immagine legata al passato. Nell’ultimo decennio BancaStato ha investito molto per migliorare la propria offerta di servizi coprendo tutte le possibili esigenze della clientela. Ha investito sui propri collaboratori migliorandone costantemente le competenze, ha semplificato i processi decisionali, ora molto veloci, ha creato procedure più snelle e si è dotata di una piattaforma informatica aggiornata e in continua evoluzione».
Potrebbe descriverci la sua attività?
«Suddivido la mia agenda principalmente tra clientela e collaboratori. Credo che per un responsabile regionale sia molto importante mantenere contatti regolari e diretti con i clienti: un modo per poter sempre valutare il loro grado di soddisfazione, la validità del servizio che offriamo e le loro aspettative. L’altra parte della mia giornata è dedicata alle collaboratrici e ai collaboratori per l’organizzazione e la pianificazione delle nostre attività. È un lavoro che mi appassiona molto».
Come descriverebbe la regione di Lugano? Quali sono le sue caratteristiche?
«La clientela individuale e aziendale della regione è servita da 40 collaboratori impegnati nelle sedi di Agno, Molino Nuovo, Lugano e Tesserete. A inizio settembre abbiamo aperto la nuova agenzia di Manno e ci siamo così insediati in una zona molto interessante dal punto di vista del servizio da offrire alla clientela individuale e alle realtà commerciali e industriali. Le attività della nuova sede sono quindi dedicate a soddisfare le esigenze della clientela individuale e commerciale con un’attenzione particolare alla consulenza».
La piazza finanziaria ticinese, come le altre in Svizzera, ha affrontato diverse difficoltà dovute alle pressioni provenienti dall’estero. Come si è trasformata? Quale è il suo “stato di salute”?
«Le tante novità degli ultimi anni hanno obbligato le banche della piazza ad adeguarsi alla strategia del denaro dichiarato e alle innumerevoli esigenze normative. Gli istituti hanno dovuto investire molte risorse e denaro per implementare e aggiornare le competenze dei collaboratori e le piattaforme informatiche. Costi maggiori, che abbinati ad una forte pressione sui margini, hanno facilitato il consolidamento e la diminuzione del numero di istituti. Tuttavia sono convinto che il grande sforzo compiuto dalle banche svizzere sarà pagante: la piazza finanziaria elvetica, e dunque anche quella di Lugano, ha confermato la sua loro capacità di innovarsi e adeguarsi continuando a offrire servizi di qualità. La trasformazione non è comunque terminata e i cambiamenti continueranno anche nei prossimi anni. Una valutazione finale sarà possibile solo a pagamento avvenuto delle sanzioni legate alle diverse amnistie fiscali e dopo l’introduzione effettivo della scambio automatico di informazioni».
Come ha affrontato, e affronta, i cambiamenti BancaStato?
«Come detto, l’Istituto ha il pregio di aver saputo adeguare velocemente i propri servizi e le proprie strutture migliorandone efficienza e redditività. BancaStato ha scelto di investire nel suo capitale più prezioso: collaboratrici e collaboratori. L’istituto investe tuttora molte risorse nella formazione continua, su più livelli e per tutti i profili professionali presenti in banca. Competenze aggiornate, approfondite, e che sanno rispondere alle esigenze di tutta la clientela sono cruciali oggigiorno».
Lugano pullula di istituti bancari. Perché scegliere BancaStato?
«Abbiamo un mandato chiaro che ci permette di investire e pianificare a lungo termine. La nostra solidità patrimoniale e la nostra attenzione per il territorio e i suoi abitanti sono ulteriori fattori da considerare per la scelta della propria banca. Non dobbiamo dimenticare poi che gli utili della banca sono in gran parte destinati alle casse cantonali e quindi a beneficio di tutta la popolazione».
Quindi un ticinese dovrebbe venire in BancaStato per il versamento al Cantone…
«Non solo per quello, ma anche per quello. BancaStato è innanzitutto un istituto bancario e come tale deve offrire sempre il miglior servizio alla propria clientela. L’istituto sa soddisfare tutti i bisogni finanziari, partendo da quelli standard fino ad arrivare alle soluzioni più complesse per professionisti e aziende. Cerca di instaurare relazioni personalizzate e durature con la clientela offrendo servizi di qualità grazie a collaboratori preparati. È valutando anche questi elementi che il nostro legame con il Ticino e i ticinesi assume, secondo me, una grande importanza».
Chi sono i clienti di BancaStato?
«I nostri clienti sono prevalentemente ticinesi e persone, società e aziende domiciliate in Ticino. È comunque difficile riassumere in poche parole la tipologia di clientela. Offrendo servizi variegati, anche la nostra clientela lo è. Vi è il risparmiatore tradizionale, che cerca prodotti e servizi bancari semplici; la famiglia che intende coronare il sogno di comprare un’abitazione; l’azienda che si sta espandendo e ha bisogno di un partner affidabile; le persone che si affidano all’istituto sia per la gestione patrimoniale, grazie ai nostri consulenti private banking, sia per aspetti legati alla gestione delle loro delle loro aziende o delle loro proprietà immobiliari, grazie ai nostri consulenti retail o aziendali».
In un clima di incertezza generale, la clientela quali criteri di scelta adotta?
«Io credo che apprezzi particolarmente rapporti personali professionali e affidabili. La solidità della banca, la sua trasparenza, i suoi valori. A BancaStato i clienti trovano persone dedicate e motivate a cercare per loro e con loro una soluzione bancaria corretta, intenzionate a instaurare relazioni a lungo termine. Vogliono un partner che li accompagni nelle diverse fasi della loro vita privata e finanziaria».
Quali sono le sfide per il settore bancario in Ticino?
«Sono quelle dell’intera Svizzera. Le banche devono far fronte a investimenti sempre più importanti, normative sempre più stringenti e garantirsi la crescita in un mercato contraddistinto da margini in calo. Occorrerà continuare a investire sulle persone e sulle loro competenze: saranno loro a fare la vera differenza».
Quali sono i suoi obiettivi professionali?
«Sono convinto che BancaStato abbia tutte le carte in regole per essere la banca di riferimento per tutti i ticinesi e le aziende attive in Ticino, sempre in grado di offrire prestazioni e servizi affidabili e competitivi. Il mio principale obiettivo è concorrere a far sì che questo possa accadere».
Tre parole per descrivere BancaStato…
«Competente, dinamica e aperta».