Ticinowine vi ha premiato per il vostro sostegno alla filiera vitivinicola cantonale Come si andato sviluppando nel corso degli anni il vostro rapporto con la vite e il vino?
Feliciano Gialdi: «La nostra famiglia è attiva nel settore dal 1953, quando mio padre Guglielmo fondò un’azienda per la commercializzazione di vini, di produzione soprattutto estera. Sessant’anni fa, nel maggio del 1965, sono entrato nell’impresa e nel 1984, in seguito all’acquisto di una azienda vinicola nelle Tre Valli ho iniziato a produrre Merlot. L’azienda si è poi sviluppata ulteriormente e oggi le uve di ben 220 viticoltori vengono consegnate nelle cantine di Mendrisio e di Bodio. Dal 2001, grazie all’acquisizione della Brivio vini e mantenendo i due marchi ben distinti, offriamo al consumatore vini che ben rappresentano il territorio, con vigneti a nord del Cantone ed i vigneti a sud nel Mendrisiotto.
Con determinazione e senza mai abbandonare le storiche cantine 1880 di Mendrisio, e aggiornando l’azienda con moderne tecnologie, nel più assoluto rispetto per la territorialità, creiamo 30 vini che rispettano l’origine del Ticino, di cui circa 80% uve Merlot, per un volume complessivo di circa 1 milione di bottiglie annue».
Lara Montagna: «Il mondo dell’enologia mi ha sempre affascinato. Ricordo il primo cofanetto degli aromi del vino acquistato a Zurigo: una piccola scatola capace di racchiudere profumi e memorie. Ma il vero salto, dalla dimensione sensoriale alla concretezza della vigna, è arrivato con la conduzione de L’Ora della Terra, lo storico programma di Rete Uno dedicato alla vita rurale. Nel 2015 ho raccolto l’eredità di Angelo Frigerio, il “Sciur Maestro”, che per oltre cinquant’anni ha portato in radio l’amore per la terra con competenza e umanità. Ho sentito da subito la responsabilità di proseguire quel dialogo sincero con il pubblico. Avvicinandomi all’alpicoltura e all’arte casearia di montagna, è nata in modo naturale anche la passione per la viticoltura. Alpeggi e vigneti condividono la stessa anima: un legame profondo con il territorio, la stagionalità e la relazione autentica tra uomo e natura. Nei vigneti come sugli alpeggi, l’uomo parla ancora la lingua antica della terra, quella che cerco di raccontare ogni domenica a L’Ora della Terra».
Lavorare la terra per produrre vino, così come raccontare la storia e il mestiere di chi ha scelto di fare della terra la ragione della propria vita, significa anche compiere un importante opera di trasmissione della memoria a vantaggio delle nuove generazioni…
Lara Montagna: «Ogni vigna e ogni alpe custodiscono un sapere antico, fatto di gesti che si ripetono da secoli e che rischiano di perdersi se non vengono condivisi. Il servizio pubblico ha il compito di mantenere vivo questo legame, dando voce a chi lavora con passione su terreni difficili – dagli alpeggi ai vigneti eroici. I viticoltori, in particolare, raccontano le nostre radici ma sanno anche guardare avanti: uniscono tradizione e ricerca, accogliendo le innovazioni della scienza per affrontare nuove sfide climatiche e produttive. È in questo equilibrio tra memoria e futuro che si rinnova la forza del loro mestiere. Raccontare la viticoltura della Svizzera italiana ne L’Ora della Terra significa restituire valore a chi difende l’autenticità della nostra terra e, al tempo stesso, ne costruisce il domani».
Feliciano Gialdi: «Questo riconoscimento lo voglio condividere con tutti i collaboratori che mi hanno accompagnato in questa lunga avventura, l’enologo Alfred De Martin che da 25 anni “firma” i vini Brand Brivio e Gialdi. Ciò che ci ha sempre sostenuto è la tenacia nel continuare e rinnovarsi con nuovi progetti finalizzati alla creazione di vini di alta qualità che rappresentano enologicamente e idealmente il Canton Ticino. L’impegno del viticoltore in vigna è oneroso, solo uve di qualità danno un ottimo vino, il produttore con passione e professionalità deve dar seguito non vanificando ciò che la natura ci consegna. Sempre più giovani si approcciano alla professione del viticoltore, investono nelle loro capacità e risorse, con tanta voglia di innovare ma anche con rispetto a preservare quel patrimonio di tecniche e conoscenze che noi “vecchi” abbiamo saputo ereditare ed accumulare nel corso degli anni».
Albo d’Oro Premio Ticinowine
2010 Urs Mäder – Ascona (TI)
2011 François Murisier – Arbaz (VS)
2012 Elio Frappoli – Dietikon (ZH)
2013 Paolo Basso – Ligornetto (TI)
2014 Martin Kilchmann – Hergiswil (NW)
2015 Città di Mendrisio – Mendrisio (TI)
2016 Coop Società Cooperativa – Basilea
2017 Carla e Giò Rezzonico – Locarno (TI)
2018 Dany Stauffacher – Lugano (TI)
2019 Tarcisio Bullo – Claro (TI)
2020 Gustando – RSI Rete Uno
2021 Angelo Trotta – Ticino Turismo
2022 Aron Piezzi – Maggia
2023 Marco Romano – Mendrisio
2024 Associazione PerBacco – Bellinzona
2025 Lara Montagna – Lugano
Albo d’Oro – Premio Ticinowine alla Carriera
2013 Cesare Valsangiacomo – Morbio Inferiore (TI)
2014 Ezio Crivelli – Mendrisio (TI)
2015 Famiglia Matasci – Tenero (TI)
2016 Giovanni De Giorgi – Biasca (TI)
2017 Adriano Petralli, postumo – Camorino (TI)
2018 non assegnato
2019 Piero Tenca – Taverne (TI)
2020 Lino Gabbani – Lugano (TI)
2021 Associazione Marchio Viti
2022 Mauro Ortelli – Castel San Pietro
2023 Bruno Bergomi – Dino
2024 Thomas Vaterlaus – Intervinum, Zurigo
2025 Feliciano Gialdi – Mendrisio (TI)



