Negli ultimi anni, infatti, il Cantone ha dovuto fare i conti con condizioni ambientali sempre più difficili. Le grandinate hanno danneggiato numerosi grappoli e foglie, compromettendo parte del raccolto, mentre i lunghi periodi di caldo e siccità hanno messo a dura prova le piante.

Le temperature elevate hanno inoltre provocato disidratazione e stress idrico. Gli acini più esposti al sole sono andati incontro a scottature, mentre la crescita delle piante ha subito un rallentamento, causando una riduzione della resa. Sfide che hanno coinvolto da vicino anche le cantine di Ticino Gourmet, distribuite nelle diverse aree del Cantone: Cantina alla Maggia nel Sopraceneri e, nel Sottoceneri, Tamborini, Cantina Monti, Fumagalli, Vinattieri, Azienda Agricola Bianchi e Tenuta Castello di Morcote.

Le difficoltà dei viticoltori, però, non finiscono qui. A rendere il lavoro ancora più impegnativo è la conformazione del territorio. I vigneti si trovano infatti tra i 220 e i 700 metri di altitudine, spesso su piccoli appezzamenti e pendii ripidi. Per questo motivo, in molte zone la raccolta viene ancora effettuata a mano, rendendo il lavoro particolarmente faticoso nelle annate segnate dal caldo intenso.

Nonostante le difficoltà, i vini prodotti in Ticino continuano a regalare grandi soddisfazioni al palato degli appassionati. Il protagonista indiscusso resta il Merlot, vitigno simbolo del Cantone, introdotto all’inizio del Novecento, ma oggi, al suo fianco, vengono coltivate numerose altre varietà, tra cui Bondola, Pinot Nero, Cabernet Franc, Chardonnay e Sauvignon Bianco. Ed è proprio questa varietà di vitigni, unita al forte legame con il territorio, a rappresentare la vera ricchezza della viticoltura ticinese. Preservarla richiederà soluzioni sempre più mirate per affrontare le nuove condizioni climatiche, senza rinunciare all’identità che rende questi vini così riconoscibili.