Viaggiando attraverso il Mendrisiotto, il turista coglie subito una peculiarità del paesaggio e cioè la rilevante estensione dei vigneti…
«In effetti sono oltre 360 gli ettari di superficie vitata, con una presenza del 40% circa dei vitigni ticinesi. Queste cifre ci dicono che, grazie alla sua posizione privilegiata, il Mendrisiotto gode di condizioni climatiche e di un rapporto ideale tra pioggia e sole, che favoriscono la produzione di uva da vino. E proprio i vigneti offrono la possibilità di percorrere tre diversi itinerari a tema, mentre è possibile organizzare delle degustazioni nelle cantine che si trovano un po’ ovunque all’interno della regione. Lungo i tre percorsi, appositi pannelli illustrano come la viticoltura abbia gradualmente occupato un posto sempre più importante nell’economia della regione. Un aspetto che si evidenzia tra l’altro nelle antiche cantine di Mendrisio e Salorino, a Castel San Pietro, o nella presenza dell’Azienda Agraria di Mezzana, sede anche dell’Istituto Agrario cantonale. Il primo itinerario è sul Monte San Giorgio, il secondo da Mendrisio a Castel San Pietro-Mezzana-Mendrisio, il terzo sulla collina del Penz. Sona stati tutti realizzati nel 2006 per il centenario del Merlot».
Per accogliere gli appassionati turisti enogastronomici è aperta una vera e propria Casa del Vino Ticino. Di che cosa si tratta?
«A Morbio Inferiore, la Casa del Vino Ticino è un piccolo gioiello all’interno del vecchio mulino del Ghitello, ai piedi di un parco naturale di straordinaria bellezza, dove vivere l’emozione di scoprire un territorio attraverso i suoi vini. La Casa del Vino rende omaggio alle tante persone che del vino ne hanno fatto passione e ragione di vita. L’esperienza della Casa del Vino è da consigliare a chi è appassionato di vini, ma anche a chi abbia un po’ di curiosità e ami la convivialità che si accompagna all’enogastronomia. L’offerta de La Casa del Vino è una “fotografia” della versatilità del mondo vinicolo ticinese: oltre al Merlot, vitigno principe del territorio, troviamo le sue versioni vinificate il bianco, gli assemblaggi e qualche etichetta biologica».
Per promuovere il turismo enogastronomico è stata istituita anche la Mangialonga. Come funziona?
«La “Mangialonga”, la prima a livello ticinese del suo genere, è una manifestazione enogastronomica molto attesa, ma anche quella maggiormente legata al territorio, ai suoi prodotti ed ai suoi protagonisti. Lungo un percorso che varia ogni anno, della lunghezza circa 10 km, è possibile scoprire produttori già affermati e giovani promesse che portano molto entusiasmo. In corrispondenza delle diverse soste sono presenti musicisti, brevi spettacoli e animazioni per adulti e bambini. Un aspetto sempre molto curato è quello ecologico: è stato abolito infatti il monouso, e lungo il percorso vengono installate fontane per il rifornimento d’acqua evitando la distribuzione di bottigliette in contenitori di plastica».
La scoperta del Mendrisiotto passa anche per i sapori tipici locali….
«L’uva in Ticino è regina: è paesaggio umano e naturale, lavoro, vita comunitaria, folclore, turismo, identità, simbologia. E i vigneti, i grotti, i vini sono parte integrante e viva della realtà del Mendrisiotto. La Sagra del Borgo è il tradizionale appuntamento che contraddistingue l’autunno. Purtroppo, nel corso degli ultimi due anni la manifestazione è stata sospesa a causa della pandemia ma il Comitato sta già lavorando alla prossima edizione che dovrà segnare il ritorno alla normalità. La manifestazione presenta il meglio della produzione enologica e numerose occasioni d’intrattenimento ed è apprezzata anche da gente che arriva da ogni parte del Ticino e da altri Cantoni. Altro tema apprezzabile nella regione è quello dei prodotti caseari con particolare attenzione allo Zincarlin e ai formaggini della Valle di Muggio. E poi ancora la castagna, una volta alimento principale, oggi presente in una Sagra della Castagna che si svolge ogni anno a rotazione in un paese della valle di Muggio.
A sostenere e valorizzare l’enogastronomia del Mendrisiotto è poi tutta una rete di locali che accanto alla buona tavola promuovono l’accoglienza…
«Sono numerosi e conosciuti i locali dove ristoratori appassionati propongono le eccellenze del territorio, prodotti a km zero, ma anche ricerca culinaria. E poi non dimentichiamo i grotti che offrono una cucina genuina che affonda le proprie radici nel passato agricolo della regione mantenendo ancora vivo il senso delle antiche consuetudini. In estate vi si ricerca la frescura, in inverno il calore del camino. Ogni stagione ha le sue specialità gastronomiche che vanno gustate insieme ad un buon bicchiere di merlot».