Promozione turistica: la carta da giocare è l’enogastronomia!Doveva essere una serata dedicata soprattutto a un segmento in chiara fase di sviluppo come l’enogastronomia: magari si sarebbe dovuto parlare di più della crescente varietà della ristorazione o degli sforzi intrapresi negli ultimi anni per mettere in risalto la ricchezza delle eccellenze locali e l’immagine di Lugano come autentico crocevia della cultura culinaria. La presenza di Danny Stauffacher, fondatore e CEO di Sapori Ticino garantiva del resto la possibilità di un’esplorazione profonda e interessante di una realtà locale ormai affermata, con ricadute sempre più significative a livello internazionale e che   nell’immediato futuro ci riserverà altre importanti novità.

Il perimetro del dibattito, invece, si è quasi immediatamente allargato alla dimensione più ampia del concetto di enogastronomia: non soltanto garantire agli ospiti la possibilità di potersi concedere il piacere di pranzi e cene di qualità in tutte le categorie di prezzo – perché per mangiare bene, è stato più volte ribadito, non significa necessariamente doversi permettere un menu stellato – bensì renderli partecipi di una vera e propria esperienza culturale, alla scoperta di valori importanti come la territorialità e la capacità di accoglienza.

Promozione turistica: la carta da giocare è l’enogastronomia!Se è vero che ogni turista trascorre molte ore seduto a tavola e investe nei conti dei ristoranti una parte significativa del proprio budget ecco quindi che la rilevanza del settore nella dinamica di un ecosistema complesso come quello del turismo è chiaramente dimostrata. Per favorirne il buon funzionamento sarebbe poi però indispensabile riuscire a inserire queste attività in un contesto strutturalmente favorevole, senza la pressione sempre più frequente, ad esempio, della concorrenza…interna creata dalle numerose opportunità dello street food.

Il tema non poteva essere evitato e la presenza di Claudio Chiapparino, Direttore Eventi e Congressi Città di Lugano, ha fornito agli altri partecipanti alla tavola rotonda organizzata allo spazio RIVADUE del palazzo Mantegazza, la possibilità di approfondirlo con estrema franchezza e non senza qualche momento di vivace confronto, in particolare proprio sul ruolo dell’amministrazione pubblica nella gestione degli eventi e delle situazioni particolari come Lugano marittima, Lugano Riviera o le ormai imprescindibili “casette” natalizie.

Promozione turistica: la carta da giocare è l’enogastronomia!Le risposte che sono state date hanno certamente contribuito a fare chiarezza sulle modalità e sugli intendimenti dell’autorità – dall’assoluta trasparenza e severità nell’assegnazione di questi ambiti mandati temporanei alla volontà di estendere la zona di fermento della movida cittadina – facendo comunque emergere la consapevolezza delle difficoltà generate per gli esercenti che si ritrovano esclusi da queste iniziative.

Molto interessante, su questo argomento, il punto di vista del Professore dell’USI e della scuola alberghiera di Losanna Michael Gibbert, esperto di marketing, che dopo aver rilevato la frammentarietà di un mercato costituito in realtà da molti piccoli giardini “privati” ha anche sottolineato l’incongruenza di una concorrenzialità progettata e alimentata da chi può utilizzare per le proprie azioni fondi pubblici…che originariamente derivano dai contributi di ogni cittadino.

Un passaggio decisamente fondamentale e delicato di una riflessione che non poteva non alimentare altre considerazioni da parte di chi, come Sergio Pezzatti, imprenditore del ramo enogastronomico, è confrontato direttamente con l’impatto della variabile economica che questa contrapposizione – magari virtuosa negli intenti ma piuttosto scomoda nella realtà – produce nel bilancio di un anno di lavoro portato a compimento con o senza il privilegio di poter accedere a queste proficue integrazioni delle proprie attività.

Promozione turistica: la carta da giocare è l’enogastronomia!Le critiche e le insofferenze dai rispettivi punti di osservazione non sono dunque mancate all’interno di una discussione che si è perciò inevitabilmente estesa alla strategia degli eventi messa in campo dalla città, facendo affiorare l’importanza della condivisione, non sembra attivata ed efficiente – tra i vari attori presenti sulla scena. Rupen Nacaroglu, nel suo doppio ruolo di Presidente di Lugano Region e della Società dei commercianti cittadini, ha evidenziato proprio in questo senso il bisogno di coordinazione e di rispetto delle rispettive esigenze, allo scopo di poter determinare un percorso comune nell’interesse generale della promozione del nostro territorio e delle sue peculiarità.

Tra queste certamente il segmento congressuale, che porta a Lugano visitatori di qualità, che a differenza del turismo di massa – un punto su cui non sarebbe potuto mancare l’accostamento al caso della vicina Como – non accentuano le risapute criticità della regione, a cominciare da quella della mobilità. Della visibilità che Lugano sta costruendo in questo settore beneficiano principalmente le strutture di qualità, in particolare quelle alberghiere: sulla base della sua esperienza internazionale Sara Rosso-Cipolini, CEO e Presidente di Planhotel Group presente a Lugano con l’hotel The View, ha confermato l’apprezzamento generale della clientela che questo genere di appuntamenti riesce a orientare verso la città, assicurando una visibilità molto preziosa in una fascia di mercato assolutamente affine alle caratteristiche della città

Promozione turistica: la carta da giocare è l’enogastronomia!Su un punto, nel corso della serata, tutti i relatori si sono ritrovati d’accordo: Lugano non deve scadere nella qualità delle sue proposte – talvolta, è stato ammesso da parte del rappresentante dell’autorità, è più facile accettare che rifiutare di concedere spazi pubblici agli organizzatori che li richiedono, mentre chi ha mantenuto una visione più critica ha voluto insistere sulla differenza tra eventi, pochi, e manifestazioni, addirittura troppe  – e dovrebbe concentrarsi sulle attività in grado di aumentare l’indotto autentico dei pernottamenti, senza farsi ammaliare dall’effetto effimero del “mordi e fuggi”.

L’enogastronomia è pronta a fare la propria parte, sia per quanto riguarda l’offerta diretta dei servizi di ristorazione sia nell’ambito della promozione della regione con iniziative di più ampio respiro. Indispensabile, tuttavia, sarà intensificare il dialogo e la collaborazione reale tra il pubblico e il privato, evitando forzature di qualunque tipo e gettando invece le basi per sinergie di successo. Una città come Lugano ha senza dubbio i numeri per mantenere e migliorare il proprio posizionamento su uno scacchiere sempre più agguerrito come quello del turismo, ma per riuscirci si dovrà remare tutti nella stessa direzione.

Non si può riuscire a comunicare in modo efficace chi si è e che cosa si è in grado di offrire se prima non si è riusciti a conoscersi a fondo: è forse il pensiero più significativo tra i molti che sono emersi nel corso di una discussione animata ma rispettosa, che si è conclusa con le numerose e stimolanti sollecitazioni di un pubblico decisamente molto coinvolto nella trattazione di un argomento di grande interesse e attualità per l’intera collettività.

I protagonisti