Alla base del progetto c’è il concetto di “turismo per tutti”, sviluppato attraverso iniziative comuni come la Borsa Internazionale del Turismo Accessibile e il progetto Mèsenté, nato nel 2019 dalla cooperazione tra le Montagne Biellesi, le Valli di Lanzo e le Valli del Canavese.
L’obiettivo è elevare gli standard dell’accoglienza, promuovere l’accessibilità e creare nuove opportunità di sviluppo per le aree montane. In questa direzione si inseriscono anche bandi europei e collaborazioni internazionali, tra cui la sinergia avviata tra Italia e Svizzera nell’aprile 2026, con particolare attenzione alla Via Francigena nel tratto compreso tra Ivrea e Bollengo. Il Canavese, il Biellese e la Svizzera sono inoltre collegati da una rete di valli, passi alpini e collegamenti ferroviari, sul versante del Canton Vallese e sul versante del Passo del Sempione.
Parallelamente, i piccoli comuni stanno costruendo una rete territoriale finalizzata a contrastare lo spopolamento e a proporre un’offerta turistica di qualità, inclusiva e sostenibile. Fondamentale anche la formazione degli operatori, attraverso corsi dedicati all’accoglienza accessibile e alla gestione di servizi turistici innovativi.
Il progetto coinvolge inoltre il turismo lento e la mobilità sostenibile, con percorsi di trekking, cammini spirituali, ciclovie e collegamenti tra scuole, parchi naturali e poli culturali. Una visione che integra outdoor, innovazione e sviluppo delle Smart Land.
Grazie al sostegno di fondi regionali ed europei, l’asse Canavese-Biellese si candida così a diventare un laboratorio internazionale per il turismo accessibile.
Un patrimonio da scoprire
Tra le eccellenze del territorio spicca Ivrea, città industriale del XX secolo e patrimonio UNESCO, simbolo della visione innovativa della Olivetti. Qui è possibile intraprendere un percorso immersivo tra architettura moderna, industria e innovazione sociale, visitando edifici iconici come la celebre Talponia.
Nel cuore del Canavese, a Caravino, si trova il Castello e Parco di Masino, storica dimora dei conti di Valperga oggi gestita dal FAI. Il complesso, di origini medievali e successivamente trasformato in residenza barocca, custodisce sale affrescate, arredi storici, collezioni d’arte e una preziosa biblioteca. Il grande parco storico, con terrazze panoramiche, viali alberati e uno dei labirinti di siepi più grandi d’Italia, rappresenta una delle mete più suggestive del Piemonte.
Sul confine tra Biellese e Canavese si estende il Lago di Viverone, bacino di origine glaciale che offre itinerari naturalistici, attività sportive come vela, canoa e kayak, oltre a un’importante offerta enogastronomica legata ai vini del territorio, tra cui Erbaluce e Nebbiolo. Il lago permette la pesca del persico, del lucioperca e delle carpe e sono disponibili aree di pesca sportiva.
Il Ricetto di Candelo è una struttura fortificata tardo-medievale realizzata dalla comunità contadina locale, su un fondo in origine proprietà dei nobili Vialardi di Villanova e poi riscattato dai Candelesi. All’epoca il ricetto doveva fornire protezione stabile alle cose più preziose della comunità, ossia i prodotti della terra, in primo luogo le granaglie e il vino. Solo in casi estremi di pericolo, e per breve tempo, anche la popolazione vi si rifugiava. Il segreto delle splendide condizioni di conservazione del monumento, consiste nell’uso totalmente contadino che se n’è fatto fino a tempi molto recenti. È stato oggetto di approfonditi studi anche da parte di università straniere ed è fra i meglio conservati in Europa e dal 2002 il ricetto fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia.
Tra le testimonianze storiche dell’enologia locale si distingue anche la Cantina Cella Grande, antica struttura vitivinicola di origine benedettina risalente al XII secolo, oggi visitabile per eventi culturali e percorsi turistici.
Natura, spiritualità e outdoor
Nel Biellese, l’Oasi Zegna rappresenta uno dei principali esempi di valorizzazione ambientale. Estesa su circa mille ettari, offre sentieri per trekking, nordic walking, ciclismo e attività all’aria aperta, immersi tra boschi, pascoli e panorami alpini. Nato negli anni ’30 grazie alla visione lungimirante dell’imprenditore Ermenegildo Zegna, questo territorio rappresenta oggi un modello di mecenatismo ambientale unico in Italia, patrocinato dal FAI. La spina dorsale del parco è la Strada Panoramica Zegna, che collega Trivero (Valdilana) alla Valle Cervo, regalando splendidi affacci sospesi tra la Pianura Padana e la catena montuosa del Monte Rosa.
Casa Zegna, parte di Fondazione Zegna, è archivio storico e polo di aggregazione culturale. All’interno del Lanificio Zegna, in una palazzina anni ’30 che fu la casa di famiglia, è stato creato un nuovo concept “archivistico” museale. From sheep to shop, dalla pecora al negozio. La mostra di Casa Zegna è un invito a ripercorrere questo emozionante viaggio nel Made in Italy.
Altro luogo simbolo è il Santuario di Oropa, il più importante santuario mariano delle Alpi dedicato alla Madonna Nera. Situato a 1.200 metri di altitudine, il complesso comprende la Basilica Antica, la Basilica Superiore, il Sacro Monte riconosciuto dall’UNESCO, musei, archivi storici e strutture ricettive. Da qui partono numerosi itinerari escursionistici che permettono di vivere il territorio tra spiritualità, cultura e natura.
Canavese e Biellese confermano così la propria vocazione a un turismo moderno, responsabile e inclusivo, capace di coniugare identità locale, innovazione e sostenibilità.



