Il 2025 si chiude con un segno positivo per il turismo nel Luganese, che consolida il proprio ruolo di area trainante per l’industria turistica cantonale. I dati sui pernottamenti alberghieri confermano una dinamica favorevole: nel corso dell’anno sono stati registrati 998’234 pernottamenti, con un incremento del 2,5% rispetto al 2024, quando il totale si era fermato a 973’545.
Una crescita che, pur senza strappi improvvisi, segnala una progressione costante e una buona capacità di attrazione della destinazione, sia sul mercato interno sia su quello internazionale. Il turismo nel Luganese continua infatti a poggiare su una base nazionale solida: quasi la metà dei pernottamenti complessivi, pari al 47%, proviene dalla Svizzera a nord delle Alpi. Un dato che conferma il legame storico con la clientela svizzera e la centralità del mercato domestico nelle strategie di sviluppo della regione.
Accanto alla stabilità del mercato interno, il 2025 mette in luce una performance particolarmente brillante sul fronte internazionale. A distinguersi in modo netto sono gli Stati Uniti, che si affermano come il mercato con la crescita più marcata. Con 80’114 pernottamenti e un aumento di circa il 12% rispetto all’anno precedente, gli USA si posizionano al terzo posto tra i mercati di provenienza, subito dopo Svizzera e Germania. Un risultato che appare ancora più significativo se si considera che il 75% di tutti i pernottamenti statunitensi registrati in Ticino si concentra proprio nel Luganese.
La progressione del mercato americano è il frutto di un lavoro di posizionamento avviato da tempo, attraverso attività di promozione e vendita mirate che negli anni hanno rafforzato la visibilità della destinazione oltre oceano. Un segnale incoraggiante per un turismo nel Luganese che guarda sempre più a un equilibrio tra bacini di prossimità e mercati a lungo raggio.
Tra le altre dinamiche rilevanti spicca il Brasile, individuato dal 2024 come mercato opportunità. Nel 2025 questo bacino ha fatto segnare una crescita di circa l’11%, raggiungendo 9’924 pernottamenti. Un incremento che, pur su volumi più contenuti rispetto ai mercati tradizionali, indica margini di sviluppo interessanti nel medio periodo. Anche la Germania conferma il proprio peso strategico, con 87’604 pernottamenti e un aumento dell’8% su base annua, rafforzando il suo ruolo di secondo mercato per importanza.
Nel complesso, la fotografia del 2025 restituisce l’immagine di un turismo nel Luganese fondato su un mix bilanciato di mercati a corto e lungo raggio. I principali Paesi di provenienza per numero di pernottamenti restano, in ordine, Svizzera, Germania, Stati Uniti, Italia e Paesi del Golfo. Una composizione che riflette scelte mirate sul piano commerciale e promozionale, orientate a diversificare i flussi e a ridurre la dipendenza da singoli mercati.
Sul piano strategico, il lavoro di coordinamento e valorizzazione dell’offerta territoriale continua a essere affidato a Lugano Region, che punta a rafforzare il posizionamento della destinazione come riferimento per la Svizzera e per i suoi mercati chiave. L’azione si concentra su quattro segmenti ritenuti centrali: Sport e Natura, Arte e Cultura, Enogastronomia e MICE, con l’obiettivo di incrementare l’affluenza in modo coerente con l’identità del territorio.
Accanto alla promozione, un’attenzione particolare viene riservata alla sostenibilità e alla collaborazione con istituzioni e operatori locali. Dall’informazione e assistenza ai visitatori, prima e durante il soggiorno, fino alla gestione e animazione della rete dei sentieri escursionistici e delle infrastrutture per la mobilità dolce, l’approccio mira a garantire qualità dell’esperienza e continuità nel tempo.
I numeri del 2025, letti nel loro insieme, delineano quindi un quadro di moderato ottimismo. Il turismo nel Luganese non solo cresce, ma lo fa in modo strutturato, rafforzando i mercati tradizionali e aprendo nuove prospettive internazionali, in un equilibrio che appare sempre più centrale per la competitività futura della destinazione.
Il turismo ticinese chiude il 2025 con numeri solidi e prospettive di crescita



