Il 12 ottobre, per il terzo anno consecutivo, il Giro di Lombardia arriverà a Como, in più il giorno dopo ci sarà la Granfondo con partenza e arrivo a Cantù. Fu lei all’epoca a battersi per questi traguardi e direi che da allora le soddisfazioni per il territorio non sono mancate…

«Spero di sì. Partiamo con l’esempio della Granfondo, la cui risonanza mi sembra emblematica. La Gazzetta dello Sport, quando organizza corse importanti, per dare più lustro alla manifestazione prepara anche una gara per gli amatori. Il percorso di questa Granfondo di Cantù è degno di un livello agonistico, è valido e sicuro, canoni oggi imprescindibili in un ciclismo di qualità. Si è deciso di muoversi dalla cittadina per non creare caos nel capoluogo che già ospita l’arrivo del Giro di Lombardia. Quindi domenica 13 alle ore 8 si partirà da Cantù con varie griglie per percorrere questi 120 km, in cui è possibile affrontare il muro di Sormano oppure la più agevole strada provinciale (ma sappiamo già che la maggior parte degli atleti sceglierà di fare il muro, che è davvero di richiamo internazionale). Poi la discesa in picchiata fino a Nesso, per poi affrontare l’amato e temuto Ghisallo, in questo modo vengono affrontati tutti i mostri sacri del triangolo Lariano. Se consideriamo poi l’arrivo del Giro di Lombardia a Como e la partenza da Erba della gara delle bici elettriche, si capisce subito che si sta formando nella zona un bel movimento legato al ciclismo. Non possiamo quindi ignorare l’effetto sul turistico. Basti pensare che all’ultima Granfondo erano iscritti 1400 atleti di cui molti stranieri. Questo porta oltre all’indotto diretto – persone che soggiornano e spendono in provincia – anche 122 emittenti collegati da tutto il mondo che portano nelle case di milioni di persone le immagini spettacolari del lago di Como, pensate a cosa costerebbe uno spot del genere, ripreso in ogni angolatura con vari elicotteri e riprodotto in tutto il globo. E poi c’è un altro effetto sicuro, che è la miglior risposta agli automobilisti che si lamentano per la chiusura di qualche ora delle strade: è vero che il traffico è inibito ma molto spesso quelle stesse vie sono soggette prima della gara a riasfaltatura e in generale a miglioramento urbano. E poi, con il ritiro del pacco gara il giorno prima della competizione, si può essere certi che gli atleti, magari seguiti dalle famiglie, siano presenti sul territorio almeno un giorno prima. In più, là dove si ritira il pacco, saranno schierati gli stand di tutte le ditte e gli enti che hanno partecipato. Insomma, certamente una gran bella pubblicità per tutti».

Tutto vero anche per lo stra-famoso Giro di Lombardia?

«Certo, quest’anno si parte da Bergamo e si arriva a Como con un percorso spettacolare, classico, con le salite lungo i muri più belli della Lombardia, con il tratto in Val Fresca, che l’anno scorso non abbiamo potuto fare a causa di una frana, e ovviamente con i mostri sacri, il Ghisallo, il muro di Sormano, Civiglio con i 4 km di salita con 400 metri di dislivello, si capisce subito perché a Como abbia sempre vinto un campione e mai qualcuno per caso: è un tracciato su misura, complesso, tecnico, importante, adatto a portare alla vittoria personaggi di spessore come Cunego, Gilbert Nibali. Non a caso quest’anno il vincitore del Tour ha dichiarato che il suo prossimo obiettivo è trionfare al Giro di Lombardia. Una gara che arriva la settimana dopo i mondiali e quindi riequilibra possibili asperità. Como è pronta, la manifestazione coinvolgerà tutti: vigili urbani, uffici comunali, sicurezza. Quest’anno al molo 5 ci sarà ancorata la nave Orione, ammiraglia della flotta, con un hospitality dove sponsor, giornalisti e autorità potranno incontrarsi, un’ulteriore bella occasione. Non va dimenticato il coinvolgimento del museo del Ghisallo, un museo di alto lignaggio, fra i pochissimi nel suo genere, in un luogo spettacolare».

Per concludere, ci regala quella bella immagine del mondo del ciclismo che ogni tanto racconta e che ha come sfondo proprio il territorio Lariano? 

«Siamo sempre stati fortunati con il meteo per il Giro di Lombardia, soltanto un anno è capitato che fosse piovuto il giorno precedente e quindi, quando intorno alle 12 abbiamo fatto il classico giro per vedere se tutto era pronto per la gara, sulle “rive” del Muro di Sormano ci siamo trovati davanti a uno spettacolo davvero toccante: con il sottofondo del classico profumo di salamella delle griglie di chi segue i suoi beniamini, abbiamo visto tutto il gruppo dei supporter delle varie squadre impegnato nel raccogliere foglie, pulire l’asfalto da ciò che il vento e la pioggia del mattino avevano portato, per rendere il più possibile praticabile e gradevole il percorso per gli atleti. La tipica partecipazione e umanità che dimostrano i tifosi del ciclismo, che applaudono con lo stesso calore Nibali quando taglia per primo il traguardo e l’ultimo che arranca con fatica magari ore dopo».