Nel suo blog (www.nutriterapia.ch) lei parla di alimentazione mindful. Di che cosa si tratta?
«Sempre più spesso abbiamo poco tempo per prenderci cura della nostra salute e della nostra alimentazione. Mangiamo quello che ci capita senza pensare all’impatto che determinati cibi possono avere sulla salute e sul nostro benessere. Compriamo cibi in scatola, precotti e surgelati da scaldare a casa in micro-onde, spuntini e merendine carichi di grassi idrogenati e zuccheri raffinati. Inoltre, il problema non è solo ciò che mangiamo ma anche come e perché mangiamo. Spesso scambiamo emozioni come noia, tristezza o solitudine per fame fisica, dandoci il cibo sbagliato. Il mio approccio alla terapia nutrizionale facilita una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini alimentari. Usando strumenti di coaching e tecniche cognitivo-comportamentali basate sull’acquisizione di una maggiore consapevolezza (come la mindfulness-based eating awareness), aiuto i miei pazienti a individuare pensieri o comportamenti limitanti o ‘auto-sabotanti’ che ostacolano il raggiungimento di un benessere psico-fisico ottimale. Insieme, cerchiamo di creare delle abitudini alimentari e uno stile di vita che siano salutari, piacevoli e possano essere sostenuti nel tempo».
Quali sono i principali elementi di cui occorre tenere conto per impostare una corretta alimentazione?
«È un fatto sicuramente riconosciuto il potere preventivo di una dieta ricca di verdura, frutta, alimenti integrali, legumi, antiossidanti naturali (come il cioccolato), grassi ‘buoni’ e proteine leggere e di qualità. Inoltre, è importante ridurre il consumo di prodotti eccessivamente trasformati quali zuccheri e cibi raffinati, oli idrogenati, prodotti di origine animale provenienti da allevamenti intensivi, alimenti colmi di pesticidi, additivi e trasportati per migliaia di chilometri prima di raggiungere la nostra tavola. Il noto scrittore Americano, Michael Pollan riassume in modo leggermente provocativo il suo credo in ambito nutrizionale con sei parole: “Eat food. Not too much. Mostly plants” (Mangiate cibo. Non troppo. Soprattutto vegetali). Forse un po’ semplicistico, ma credo sia un ottimo punto di partenza per una buona dieta».
Diffuse abitudini alimentari danno spesso luogo ad allergie e intolleranze…
«Le parole “allergia” e “intolleranza” indicano entrambe una reazione indesiderata del corpo quando entra in contatto con una determinata sostanza. La differenza fondamentale tra loro consiste nel fatto che l’allergia è una reazione mediata dal sistema immunitario (da immunoglobuline della classe IgE, ossia speciali anticorpi che a contatto con le sostanze allergizzanti, scatenano reazioni allergiche). L’intolleranza, invece, è una reazione dell’organismo spesso legata alla carenza di un enzima capace di digerire un determinato alimento. Per esempio per persone intolleranti al lattosio sono carenti di enzima lattasi e hanno quindi un’incapacità di digerire il latte e i suoi derivati. Allergie e intolleranze alimentari nascono da diversi sistemi del corpo e presentano dei sintomi diversi. Nelle prime entra in gioco il sistema immunitario, nelle intolleranze invece il sistema digerente».
Perché negli ultimi anni il fenomeno delle allergie e delle intolleranze ha registrato un forte aumento?
«Se agli inizi del 1900 questo tipo di disturbo toccava meno dell’1% degli svizzeri, oggi è un fenomeno che coinvolge più di un quarto della popolazione. Sicuramente oggi disponiamo di maggiori conoscenze a riguardo. La ricerca ha fatto grandi passi avanti, e siamo più consapevoli dei meccanismi fisiologici implicati in questi disturbi. Entrano in gioco anche fattori inerenti allo stile di vita. Ambienti più sterili, meno batteri, più inquinamento, e l’introduzione di alimenti nuovi provenienti da altri continenti che a volte il nostro corpo non è in grado di riconoscere».
Qual è stato il percorso che l’ha portata ad occuparsi di nutrizione e sistemi alimentari sostenibili?
«Mi sono avvicinata all’alimentazione naturale oltre dieci anni fa, dopo essermi resa conto che ciò che mangiavo influenzava profondamente il mio stato di salute e il mio benessere generale. Dopo aver conseguito una laurea in Psicologia (Bachelor BA), ho frequentato la London School of Economics (MSc e PhD) e ho avuto modo di lavorare in diverse organizzazioni internazionali e nell’ambito della consulenza politica. Dopo la nascita dei miei figli, ho iniziato un percorso parallelo che rispecchiava maggiormente le mie passioni. Residente in quell’epoca a Londra, ho conseguito il Diploma in Natural Nutrition (DNN) e il Practitioners’ Diploma in Natural Nutrition (PDNN); poi, nel 2007, ho frequentato un corso sull’eco-sostenibilità all’università di Cambridge. Nel 2010, ho iniziato a lavorare come nutrizionista, a Londra, seguendo corsi di aggiornamento e formazione continua presso il College of Naturopathic Medicine (CNM) ed il noto Institute of Optimum Nutrition (ION). In seguito, mi sono formata come istruttrice del protocollo MB-EAT (Mindfulness-Based Eating Awareness Training o MB-EAT) sulla consapevolezza alimentare (mindful eating) e ho anche conseguito anche il diploma di Health Coach (Coach della Salute) presso l’Institute for Integrative Nutrition (New York). In Ticino, ho superato l’esame cantonale per ottenere il libero esercizio e l’affiliazione professionale alla Fondazione Svizzera per le medicine complementari (ASCA). Attualmente, faccio avanti e indietro da Zurigo per un Master of Advanced Studies in Nutrizione e Salute presso l’ETH».