Prima di arrivare a oggi, a Milano-Cortina 2026, diciamo che la fiaccola olimpica tra mito, tradizione, modernità La torcia moderna sortisce a Berlino (1936) e con lei le staffette di tedofori che rappresentano comunione e passaggio di continuità tra passato e presente attraverso la gestione sportiva dei rapporti. Ogni edizione ha avuto percorsi unici e la fiamma ha viaggiato in aereo, in nave, sott’acqua e persino nello spazio (Sochi, 2014).
Non è la prima volta che la Regina delle Dolomiti è protagonista della più prestigiosa competizione degli sport invernali, ne fu già la sede nel 1956, anno della prima manifestazione olimpica ripresa in diretta dalla Televisione: l’inaugurazione proclamata dall’allora Presidente della Repubblica Italiana G.Gronchi (che liberò centinaia di colombe in segno ben augurante di pace tra i popoli- mostrò il giuramento olimpico pronunciato per la prima volta da una Donna, segnando così anche una svolta di genere nel cerimoniale (la sciatrice G.C.Milazzo).
La fiaccola in vista dei giochi invernali Milano Cortina 2026 è in Italia, un viaggio di circa 12.000 Km, iniziato il 26 novembre 2025 con 60 tappe in città principali e oltre 300 comuni, toccando tutte le 110 province, includendo siti iconici e luoghi di rinascita (Amatrice), simboli culturali del paese (Colosseo, Canal Grande, Isole Borromee) e siti UNESCO. A Napoli a Natale, a Bari per Capodanno e un ritorno a Cortina il 26 gennaio 2026 per il 70° anniversario dei giochi.
Design torinese e manifattura bresciana: innovazione e legame tra artigianalità e eccellenza italiana
L’evoluzione della fiaccola ha subito negli anni cambiamenti continui di design comportando l’uso di materiali e tecnologie moderne.
Una macchina organizzativa imponente supportata da studi e contributi scientifici dell’ Università degli Studi di Milano (Prof. R. Chiarini, E. Pala e E. Scarpellini) e tecnologia industriale lombarda che ha reso possibile il funzionamento del bruciatore alimentato a BIO-GPL a qualunque condizione atmosferica e che ha passato test di validazione funzionale seguendo le differenti variazioni climatiche come il vento fino a 130 Km/h.
Oggi la promozione dello sport nel mondo va di pari passo con quella del Made in Italy: progettata per i giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 da CRA-Carlo Ratti Associati e prodotta da Cavagna Group, con il supporto di ENI (premier partner dei giochi), la torcia rappresenta l’essenzialità mettendo la fiamma al centro del progetto, ove il design riduce al minimo i materiali per esaltarne la presenza.
La peculiarità è che la fiamma delle torce olimpiche deve rimanere visibile, avere toni cromatici caldi e non deve mai spegnersi. Oltre alla torcia di colore ottanio cangiante c’è quella dedicata ai giochi paralimpici in bronzo.
L’involucro esterno compatto avvolge il sistema di combustione, rivelandolo attraverso due aperture verticali. Il bruciatore genera una fiamma naturale ed è progettato come ogni altro componente della torcia per essere riutilizzabile decine di volte e essere completamente riciclabile.
La superficie presenta diverse finiture, l’ultima delle quali è un rivestimento PVD il cui colore è dato dalla sublimazione di ossido di titanio, resistente al calore e capace di riflettere le frequenze della luce dell’ambiente circostante, diventandone parte integrale.
Il colore della torcia evoca la connessione tra uomo e natura, riflette le sfumature del cielo e della terra, che mutano a ogni ora rivelando i paesaggi dell’Italia attraversati.
Una fiaccola splendida visivamente, leggera e maneggevole, fatta con materiali tutti riciclati e riciclabili, quali alluminio per la struttura esterna, ottone e alluminio per il sistema di combustione interno.



