Ci racconti come è avvenuto e quali sono state le sensazioni che hai provato la prima volta che sei salito su una moto?

«La prima volta avevo 3/4 anni e mi è subito piaciuto, era una motocross Yamaha PW 50, nel prato davanti a casa nostra…andavo come un matto! Poi ho avuto l’occasione di fare qualche gara su più di 40 piste di Moto Cross, Go Kart e moto Velocità. Mi sono sempre divertito e piano piano quella della gara nel fine settimana è diventata un’abitudine che ha coinvolto tutta la famiglia. Prima il papà che si è sempre occupato della preparazione della moto, poi anche la mamma che cura tutta l’organizzazione delle trasferte.  Però gioco anche a Hockey nelle squadre giovanili dell’HCL dove papà ha sempre giocato ed è stato un campione di questo sport».

Quali pensieri ti passano per la testa quando stai correndo a tutta velocità? Non hai paura?

«Non ho paura, cerco di guidare al meglio che posso…fare bene le curve e piegarmi stando attento a non inclinarmi troppo, scegliere le traiettorie e i punti di frenata, accelerare presto, sorpassare sempre chi ho davanti: se è troppo veloce, lo seguo e imparo… Quando vado in moto cerco di essere il più concentrato possibile, ma in ogni caso penso sempre a divertirmi! Mi piace andare veloce e non penso alla paura di cadere. Però c’è la mia mamma che ha paura ogni volta che possa farmi male e mi ripetere sempre di non correre troppo».

Certamente rispetto ai tuoi compagni di scuola hai una passione e un’organizzazione del tempo molto diversa. Che rapporto hai con i tuoi amici e con i “colleghi” che incontri in pista?

«A scuola mi piace andare perché i miei compagni mi chiedono come sono andate le gare e cosa ho fatto in pista. Non mi piace troppo studiare, a parte la matematica che è la mia materia preferita. In moto vado “solo” nel weekend e perciò in settimana ho un rapporto normale con i miei compagni. Gioco anche a hockey e faccio una oretta di inglese, ma anche i miei amici fanno sport…e mi vedo molto volentieri con loro. In pista mi trovo molto bene e sto bene con i miei amici internazionali (francesi, svizzero tedeschi, un peruviano, un ceco, italiani…). Ormai ci incontriamo spesso sulle piste e quando siamo insieme ci piace ridere e scherzare».

Come ti stai preparando ad affrontare il Campionato CNV 2022 e quali obiettivi vorresti raggiungere?

«Quest’anno grazie a molte brave persone che mi vogliono bene e che ci stanno aiutando economicamente (sponsor che ringrazio) mi sto preparando molto bene, ogni weekend possibile siamo in pista e mi sono allenato molto e sembra che sia migliorato ma…aspettiamo la prima gara! Essendo uno dei più giovani (ho 9 anni quasi 10), e la categoria è 9-14 anni, la concorrenza e il livello sono molto alti, sarei molto ma molto contento di entrare ni primi 5, sognando magari un podio, ma…rimaniamo con i piedi per terra. Le gare che preferisco sono quelle di MiniGp e corro con una moto che si chiama Ohvale 160 cc (è una moto che usano anche tutti i piloti Motogp-Superbike per allenarsi, perfino Valentino Rossi con la sua Accademy è passato attraverso una Ohvale). Nella stagione 2021 ho partecipato al campionato CNV Italiano sezione Nord. Nella prima gara sono arrivato ultimo e doppiato, poi piano piano sono arrivato a qualificarmi per le Finali Nazionali a Ortona dove ho fatto un grande risultato personale raggiungendo il quinto posto tra i migliori 22 in Italia del Campionato CNV. E sono stato premiato come “Rookie of the year 2021”. Quest’anno sono iscritto al CNV 2022 completo e dopo che avrò compiuto i 10 anni potrò fare qualche Wild Card nel campionato CIV italiano quando le gare non sono in concomitanza con quelle del CNV. Le mie piste preferite sono Cremona, Crevoladossola, Pomposa, Ortona, e Autodromo Varano (molto veloce per me!)».

Che cosa ti dice il tuo team quando stai per scattare per una gara?

«Il mio team è composto da mia mamma Betta (che mi dice vai piano e fai attenzione) e mio papà Waldo che mi dice “Tato, dai tanto gas, ma soprattutto divertiti!”) e Tiziano Lovato, della Lovato`s Bike, che è sempre con noi che ci aiuta molto con la sua esperienza. La nostra mentalità è quella di divertirci sempre perché il mio papà e la mia mamma mi ripetono che stiamo vivendo un sogno e non dobbiamo svegliarci e continuare a sognare. Il nostro è un team “fatto in casa” perché fino ad ora c’è la mamma che organizza trasferte, indumenti, mangiare e mio papà fa da meccanico, team manager, responsabile sponsor, autista, psicologo, motivatore, istruttore di guida ecc.».

Da ultimo, che cosa vorresti fare da grande?

«Nella mia famiglia tutto gira un po` intorno all’hockey su ghiaccio, ma sono sicuro che il pilota di moto… è il mio sogno. Vorrei diventare un pilota e trasformare le gare in moto nella mia professione. I miei idoli sono Márquez e Quartararo, ma più di tutti mi piace naturalmente Valentino Rossi!».