Perdoni la mia curiosità, ma cosa l’ha indotta ad accettare questo nuovo impegno presso la Fondazione Academy HC Lugano?
«Mi considero un sognatore, idealista, amante dello sport dell’hockey ed attento alle esigenze dei nostri giovani. Condivido questa visione con i colleghi di Consiglio, Fabio Gaggini, Emilio Martinenghi, Luca Pedrotti e Lara Pozzoli ».
Per lei dunque l’hockey è una malattia da cui è impossibile guarire…
«Credo proprio di sì. Ho scoperto I’hockey nel 1977, ma non ho potuto praticarlo perché a 14 anni era troppo tardi per imparare a pattinare. Sono cresciuto nell’ammirazione di Alfio Molina e da allora sono stato sempre un appassionato tifoso della nazionale: primo mondiale nel 1987 a Vienna, poi una lunga interruzione per ragioni di lavoro, e infine una lunga serie di trasferte: oltre a Berna, Stoccolma, Helsinki, Minsk, Mosca, Praga, Parigi, Riga … oltre alle Olimpiadi di Torino. Un clima fantastico, sia perché bianconeri o biancoblu diventiamo tutti biancorossi, sia perché fra i tifosi delle varie nazioni regna un clima di festa. In anni recenti (2018-2020) sono stato poi membro del Comitato delle HC Ladies Lugano: è stata un’esperienza importante che mi ha aiutato a conoscere e comprendere i meccanismi che regolano il funzionamento di una squadra sportiva e le aspettative dell’ambiente che la circonda».
Veniamo alla fondazione Academy. Qual è la sua finalità?
«La Fondazione sostiene l’Associazione HC Lugano nella promozione e nella formazione del proprio Settore Giovanile. In sostanza si occupa della raccolta di fondi che vengono elargiti direttamente al Settore Giovanile. La Fondazione ha versato complessivamente CHF 625’000. Ma, vorrei sottolinearlo con forza, il nostro intervento non può in alcun modo limitarsi soltanto ad integrarne il bilancio: si tratta invece di sostenere progetti di sviluppo e miglioramento, quali sono stati quelli sostenuti negli ultimi tempi dalla nostra Fondazione e senza la quale non sarebbe stato possibile realizzarli: dal Ghiaccio estivo, per ovviare ad una interruzione di 4 mesi degli allenamenti, allo Skills coach, per migliore sotto la guida di uno specialista il pattinaggio in tutti i suoi dettagli, il tiro e la conduzione del disco. La lista dei progetti da sostenere è lunga: dal Coach pro off-ice al tutor liceo per un coordinamento e aiuto nello studio».
Perché la crescita del Settore giovanile è così importante per l’HC Lugano?
«Il Settore Giovanile si occupa di circa 400 fra ragazzi e ragazze, professionalmente allenati da 24 allenatori, di cui 9 professionisti e 15 volontari. Inoltre il settore può contare sui più di 130 volontari che svolgono ruoli diversi (tavolo giuria, accompagnatori, casetta gialla, regia, arbitri). Il compito del Settore Giovanile è sostenere ragazzi nella loro formazione di atleti completi, e nel contempo supportarli al fine di terminare la loro formazione scolastica e professionale. Il Settore Giovanile trasmette quindi alle giovani leve dei valori sportivi importanti ed educativi nel rispetto dello sviluppo personale del ragazzo. Viene insegnato ai giovani a mettersi in gioco ma soprattutto divertirsi e formare lo spirito di gruppo aggregativo, lottando tutti insieme per un unico obiettivo, con il sogno di riuscire un giorno ad entrare in prima squadra. Il supporto dato a diversi livelli a questi ragazzi è molto importante se si considera che sono confrontati quotidianamente con diverse ore di allenamento a temperature fredde, con ore di trasferte intervallate da giornate di studio e ore di recupero. In questo contesto, l’impegno sportivo non deve diventare un obbligo che poi genera stress e frustrazione, ma mantenere la sua dimensione di occasione di crescita, divertimento, benessere fisico e mentale».
Qual è dunque il modello di Academy che avete in mente di realizzare?
«Vogliamo sostenere dei progetti a vantaggio dei giovani che, a vari livelli e in ambiti diversi, compongono il complessivo movimento hockeystico ticinese, senza che per forza a beneficiarne sia solo la prima squadra dell’HC Lugano. È vero infatti che il Settore Giovanile, anche col sostegno della Fondazione Academy HC Lugano, ha formato molti giocatori che hanno poi trovato sbocco nella nostra attuale prima squadra, fra cui Luca Fazzini, Giovanni Morini, Marco Zanetti, Thibault Fatton nostro terzo portiere e già portiere della Nazionale Under 20 oppure il nostro Head Coach, Luca Gianinazzi. Ma bisogna ricordare anche che ha altresì formato giocatori che hanno trovato il loro sbocco in altre squadre, come Alessio Bertaggia, ora a Ginevra, Dario Simion ed Elia Riva, ora a Zugo, o Elvis Merzlikins che come è noto milita addirittura in NHL. Ciò che è importante sottolineare è che dal Settore Giovanile sono anche uscite molte persone che hanno trovato poi il successo in vari altri ambiti professionali. E questo è il vero senso e la missione di un Settore giovanile. Lo sport di gruppo può essere molto educativo per un giovane, soprattutto se ben combinato con gli studi. I sacrifici che i ragazzi devono affrontare per conciliare sport e studi li portano a sviluppare resilienza e competitività, due caratteristiche importanti nella formazione di un giovane».
Lungo quali linee e con quali partners la Fondazione Academy si muoverà dunque nei prossimi mesi?
«Abbiamo ben chiaro quale è l’obbiettivo che ci siamo prefisso, e cioè contribuire a formare una gioventù sana e motivata. Per raggiungere questo scopo è necessario, insieme ai colleghi di Consiglio, batterci con tutto il nostro peso alla ricerca di sostenitori e benefattori ricorrenti che diano la solidità necessaria a sostenere il Settore Giovanile per molti anni a venire. Questo significa elaborare progetti credibili che possano suscitare l’interesse di partners e sponsor consapevoli del valore formativo e sociale delle nostre iniziative. Ma ci rivolgeremo anche ai Comuni e ad enti e istituzioni pubbliche al fine di coinvolgerli in progetti che proprio per il loro contenuto abbiano un forte impatto sulle comunità e sul territorio ticinese. I giovani sono la nostra maggiore ricchezza e noi vogliamo aiutarli a crescere perché siano degli autentici sportivi, magari anche dei campioni dell’hockey, ma soprattutto capaci di costruire con lealtà, coraggio e tenacia il loro futuro e quello del Ticino».