Filippo Vanini, come nasce la passione per il calcio e quali sono state le principali tappe della tua carriera sportiva?

«Provengo da una famiglia dove il calcio è sempre stato di casa. Mio nonno, Vittorio Vanini, è stato nel corso degli anni ’50 Presidente del Lugano, storica e gloriosa società calcistica tuttora militante nel principale campionato nazionale. La passione è passata poi attraverso mio padre che me l’ha trasmessa fin da piccolo, al punto che nel 1994, quando avevo solo 9 anni, ho cominciato a giocare nel Porza, per passare poi dopo quattro anni come allievo al Rapid Lugano che, mi piace ricordarlo, nel periodo del suo massimo splendore quando raggiunse la serie B, aveva avuto come cannoniere Geo Mantegazza che tutti ricordano essere stato un ottimo giocatore. Al Rapid Lugano sono restato come giocatore per ben 22 anni e questo spiega il mio profondo attaccamento ai colori di quella maglia. In questo periodo, con la fascia di capitano dal 2008, abbiamo ottenuto tra l’altro due promozioni e vinto la Coppa Ticino».

Successivamente sei passato dal ruolo di giocatore a quello di allenatore…

«Infatti.  Dopo il 2020, un po’ per ragioni anagrafiche, un po’ per accresciuti impegni professionali, complice poi anche la sospensione imposta dalla pandemia, ho interrotto la mia attività agonistica e iniziato ad allenare (nel frattempo avevo preso l’apposito patentino) nel Comano, dove sono rimasto fino al mese di giugno del 2024 quando del tutto inaspettata mi è arrivata la proposta del Presidente del Rapid Lugano che mi chiedeva se volessi prendere da subito in mano la squadra in veste di allenatore. E così è stato, dando inizio a questa nuova straordinaria avventura».

Filippo Vanini, “mister” della squadra del RapidCi racconti come hai vissuto l’ultima esaltante stagione e quali sono stati i tuoi meriti in veste di allenatore?

«Nessuno avrebbe scommesso che nel giro di pochi mesi, con una squadra del tutto rinnovata e da ricostruire, saremmo riusciti a vincere il Campionato di Terza Lega dopo un avvincente testa a testa con il Chiasso, grande favorito, che tuttavia, avendo vinto lo spareggio, sarà nostro avversario anche per quest’anno. E se è vero che dal valore degli avversari si misura la portata del nostro successo, devo dire che non ci hanno mai permesso di rilassarci, di staccare la spina e calare la tensione. Tutti pensavano che prima o poi mollassimo il colpo e invece, giornata dopo giornata, siamo restati in testa fino alla fine».

In che modo riesci a far convivere la sua passione per lo sport con l’attività in campo finanziario?

«Non è facile, ma credo che tutto dipenda dal fatto che per carattere sono portato ad essere estremamente metodico, programmando ogni giorno con rigore e precisione tutte le attività da compiere, tempi, luoghi e quant’altro risulta necessario fare sia in ambito sportivo che nel mio lavoro in campo finanziario. In ambedue le situazioni il mio ruolo è in un certo senso quello di essere un direttore d’orchestra che deve ascoltare le esigenze dei giocatori o dei clienti, trovare il modo di soddisfarle e soprattutto armonizzarle in base ad un preciso piano strategico. Il mio approccio deve essere dunque al tempo stesso persuasivo e decisionale affinché il lavoro possa essere portato avanti in base all’organizzazione che ci siamo dati e agli obbiettivi condivisi che si intendono raggiungere».

Filippo Vanini, “mister” della squadra del RapidQual è stato il tuo percorso professionale prima di assumere un ruolo nel gruppo Crédit Agricole per Indosuez (Switzerland)?

«Dopo 15 anni di esperienza maturata presso il Credit Suisse ho avviato da pochi mesi un nuovo percorso presso il gruppo Crédit Agricole, con un ruolo di consulenza a clienti privati, società e aziende per tutte le problematiche inerenti al Wealth Management e non solo».

Dopo una vittoria prestigiosa c’è sempre la difficoltà di confermare i successi anche l’anno successivo. Che cosa ti senti di promettere per la prossima stagione?

«Sono pienamente consapevole delle difficoltà che ci attendono, ma non a caso abbiamo programmato la crescita della società e della squadra su più annualità e il primo obbiettivo che vogliamo raggiungere è il consolidamento della categoria per poi cercare, in un futuro assai prossimo, un ulteriore passaggio di categoria. In questo progetto siamo confortati dal supporto che il Rapid Lugano ha sempre avuto da parte dei suoi sostenitori, confermandosi squadra dalle radici autenticamente popolari, sempre nel cuore dei luganesi per la sua lunga e gloriosa storia, le sue tradizioni, la sua indomita voglia di vincere».

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