Al F1 GP del Giappone, Charles Leclerc ha completato il podio con una prova energica, distanziando la Mercedes di George Russell, arrivato quarto, a sua volta seguito dalla McLaren di Lando Norris, quinto, e dalla Ferrari di Lewis Hamilton, che ha concluso sesto.
La gara di Hamilton è stata regolare, ma la sua Ferrari ha evidenziato difficoltà soprattutto in frenata e sui rettilinei, cioè nei tratti dove il nuovo regolamento FIA 2026 richiede equilibrio e una gestione attenta delle componenti ibride.
Infatti da questa stagione le monoposto generano meno carico aerodinamico e quindi meno aderenza, mentre l’ERS – il sistema che recupera energia in frenata – ormai è strategico per gestire le manovre al limite.
In breve: i piloti non possono più contare su frenate aggressive e grip elevato.
Occorrono fluidità in entrata di curva, controllo della temperatura delle gomme e una gestione precisa della potenza elettrica.
A Suzuka, tracciato con tornanti e cambi di direzione, queste caratteristiche hanno condizionato la gara.
Una pista, quella giapponese, che un tempo premiava il carico aerodinamico oggi invece valorizza le strategie dei piloti ed il lavoro degli ingegneri.
Mercedes è la squadra che finora si è mostrata capace di meglio adeguarsi a queste novità.
Kimi Antonelli ha condotto una gara in cui ha saputo amministrare le sue doti agonistiche, specie dopo che l’ingresso della safety car causata dall’incidente di Oliver Bearman, in seguito portato in ospedale per accertamenti, ha moderato il ritmo.
Alla ripartenza, il diciannovenne bolognese non solo ha recuperato la pole position, ma ha saputo difenderla sino al termine.
Il weekend invece è stato complicato per Red Bull e Audi (ex Sauber): Max Verstappen ha chiuso ottavo, lontano dalle prestazioni cui ci aveva abituato negli anni scorsi.
Il team austro‑tedesco di Hinwil (ZH) e che utilizza una power unit sviluppata con Audi, invece non è ancora riuscito a imporsi.
Classifica piloti dopo Suzuka
- Antonelli (Mercedes) – 52
- Russell (Mercedes) – 47
- Leclerc (Ferrari) – 42
- Hamilton (Ferrari) – 38
- Piastri (McLaren) – 35
- Norris (McLaren) – 30
Costruttori
- Mercedes – 135
- Ferrari – 90
- McLaren – 46
Prossima gara
Nel weekend del 3 maggio il mondiale farà sosta negli USA, sul circuito di Miami, che si sviluppa attorno all’Hard Rock Stadium.
Lunghi rettilinei, temperature elevate e asfalto abrasivo: queste le variabili di gara che metteranno alla prova la gestione degli pneumatici e la componente elettrica dei motori.
Per Ferrari, Red Bull, Audi e McLaren la tappa americana risulterà decisiva per capire se il loro distacco da Mercedes è strutturale, oppure sarà possibile di recupero nel corso del campionato.
Per le immagini:
Foto 1: courtesy Mercedes-AMG F1/ Photo by Clive Mason / Getty Images
Foto 2: courtesy Mercedes-AMG F1/ Photo by Sam Bloxham/Lat Images
Foto 3: courtesy Mercedes-AMG F1/ Photo by Simon Galloway/LAT Images
Antonelli vince. Mercedes si conferma. Le Ferrari tornano protagoniste



