A sostegno delle persone colpite dalle patologie genetiche rare, spesso invalidanti, e delle loro famiglie, torna sul territorio svizzero la maratona di eventi (consultabile qui) che ogni anno “contagia” circa 5’000 volontari. Come di prassi, l’edizione di Telethon per la Svizzera Italiana festeggia con un evento ormai tradizionale, che vede protagonisti i Babbo Natale sulle loro Harley-Davidson. Gli omoni in rosso si presenteranno quest’anno con una sfilata serale, venerdì 6 dicembre dalle ore 18, in Via Nassa e anche sabato 7, con il loro ride-in sulla Piazza Rezzonico, dove dalle 11, sarà piacevole ritrovarsi per bere un aperitivo o per gustare il vin brûlé e la polenta preparati da Grott Mobil, un fedelissimo sostenitore di Telethon.
Il weekend dell’Immacolata è per tutti un periodo carico di impegni, con ritmi frenetici, ma a volte basta un messaggio, un complimento virtuale, una condivisione o un post per aiutare la Fondazione nella divulgazione della raccolta fondi.
“Telethon della Svizzera Italiana ha rafforzato la propria presenza anche sui social media per restare al passo con i tempi, per cogliere l’attimo e soprattutto per raggiungere un maggior numero di sostenitori. – Fanno sapere gli organizzatori – La pagina Facebook, attiva dal 2018, ha superato i 350 followers; la pagina Instagram i 700, con 2350 profili seguiti. Grazie ai fondi raccolti la FTAS può continuare a sostenere nella nostra Regione l’essenziale operato del Centro Myosuisse Ticino e dell’Associazione Malattie Genetiche Rare Svizzera Italiana (MGR). La MGR collabora inoltre in modo importante alle attività della Piattaforma malattie rare della Svizzera Italiana, un ente fondato nell’ottobre 2016 e che riunisce tutti gli attori della nostra Regione toccati direttamente dal tema delle malattie rare. Tale ente si inserisce nel “Piano nazionale sulle malattie rare”, adottato dal Consiglio federale nell’ottobre 2014, e ne rappresenta il braccio operativo per la Svizzera Italiana. La FTAS, benché consapevole delle numerose buone cause e richieste di sostegno con cui la popolazione è quasi quotidianamente confrontata, confida comunque nel rinnovato altruismo di tutti, perché il supporto alle persone e alle famiglie confrontate con queste malattie, la ricerca medica e lo sviluppo delle terapie non possono e non devono fermarsi. Come il sorriso, anche la generosità è contagiosa”.