STRP
L’assemblea generale 2017 della STRP è stata una occasione per riflettere sull’attualità della comunicazione ai nostri giorni e dell’importanza della formazione per una cultura della buona comunicazione. Il tutto discusso in una realtà universitaria importante per il nostro territorio: la Franklin University Switzerland di Sorengo.
Sono passati quasi 50 anni da quel 1969 in cui pochi studenti e pochi professori diedero inizio al Franklin College: ne è stata fatta di strada negli anni arrivando al 1986 nel campus attuale di Sorengo, a cui se ne è aggiunto un secondo nel 2006, e ottenendo nel 2014 il doppio accreditamento svizzero e americano del pieno riconoscimento di istituto universitario.
Traguardi raggiunti grazie a un lungo e importante lavoro di squadra che ha sviluppato una piattaforma di educazione e sensibilizzazione con una corretta comunicazione fra professionisti, istituzioni e imprese del territorio. L’odierna FUS, che offre corsi di laurea in lingua inglese, dando a studenti di tutto il mondo, svizzeri inclusi, l’opportunità di studiare in un ambiente altamente internazionale in un luogo unico come il Ticino, è ispirata al modello di educazione umanistica americano. L’università offre così corsi in svariate materie, tra cui relazioni internazionali, economia, letteratura, management, storia dell’arte, comunicazione, storia globale e studi sull’ambiente. Un modello che mette l’accento sull’importanza di un’educazione a largo respiro, integrata in un mondo complesso e multiculturale, ragione per cui ha sempre investito nei viaggi accademici, con visite in diverse parti del mondo come parte integrante del curriculum.
Il forte legame con il territorio locale, testimoniato dal continuo consolidamento dei rapporti con USI e SUPSI, oltre a lanciare nuovi percorsi formativi e lavorativi collaborando con aziende ticinesi, è dimostrato ancora una volta anche dal nuovo brand della Franklin, un logo dinamico, versatile, moderno che utilizza due font scelti non a caso: l’Euclid Flex, ideato dallo svizzero Emmanuel Rey e il Franklin Gothic, in onore di Benjamin Franklin, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America. Il tutto completato da due colori precisi, il rosso della bandiera svizzera e il blu di quella statunitense. Già il logo precedente sottolineava il profondo rapporto tra i due Paesi, anche se in modo più tradizionale: uno stemma tipico delle università statunitensi in cui si inseriva il Ponte dei Salti della Valle Verzasca, come unione tra il ‘vecchio ed il nuovo mondo’. Un esempio vincente di quanto la grafica sia un aspetto importante per trasmettere una idea studiata e ponderata. Ma non sempre in una comunicazione immediata, c’è dietro una valida discussione. Oggi siamo continuamente bersagliati da una comunicazione veloce che tende a utilizzare sempre meno un linguaggio classico. Pensiamo solo agli emoji, un linguaggio universale ormai utilizzato non solo nei messaggi sugli smartphone. Un team di ricercatori dell’università del Michigan e di Pechino hanno studiato 427 milioni di sms attraverso 4 milioni di smartphone in 212 paesi. Gli utilizzatori maggiori sono i Francesi con un messaggio su 5 contenente un emoji, seguiti a distanza dagli Americani con 1 messaggio illustrato su 10! Un aspetto positivo c’è: la faccina che ride con le lacrime agli occhi è l’emoji più popolare del pianeta!
Tutto ciò durerà? Comunicheremo sempre di più attraverso simboli o torneremo alle vecchie e care parole? L’importante è partire sempre dal serio lavoro quotidiano che ciascun professionista porta nel proprio settore, nelle istituzioni pubbliche e private e in tutti i contesti in cui opera.
Didascalia Immagine:
Saluto del Prof. Greg Warden, Presidente della Franklin University Switzerland, in occasione dell’Assemblea generale 2017 STRP, insieme alla Presidente dell’associazione Marta Lenzi Repetto e ai numerosi soci presenti.