film-festival-diritti-umani-lugano-2026Dall’11 al 18 ottobre 2026 torna il Film Festival Diritti Umani Lugano, e siamo già alla tredicesima edizione di questa “mostra del cinema” che mette al centro gli esseri umani, soprattutto i più vulnerabili, soprattutto quelli che protagonisti non lo sono mai.
Per otto giorni, non solo proiezioni, ma anche preziosi incontri e momenti di confronto, dedicati ad alcune delle questioni che attraversano la società contemporanea, con un’attenzione particolare alla condizione delle persone, ai conflitti, alle migrazioni e alle trasformazioni ambientali e sociali, che nell’ultimo decennio hanno probabilmente raggiunto il momento di peggior emergenza umanitaria.

Una parte rilevante del programma sarà – come di consueto – destinata alle scuole. Da martedì 13 a venerdì 16 ottobre sono previste infatti otto proiezioni in orario scolastico, alle 9 e alle 13.30. L’iniziativa è rivolta alle studentesse e agli studenti delle scuole professionali, dei licei e degli istituti universitari.

L’obiettivo non è soltanto quello di portare il cinema nelle attività formative, ma di utilizzare i film come punto di partenza per affrontare temi complessi in modo immediato e toccante. Alle proiezioni saranno infatti affiancati incontri con esperti e testimonianze dirette, creando occasioni di discussione tra giovani, autori e persone direttamente coinvolte nelle vicende raccontate.

La programmazione scolastica, che negli anni ha registrato una domanda crescente da parte degli istituti, rappresenta così uno degli assi portanti del festival: il cinema diventa uno strumento per interrogarsi sulla realtà e per mettere in relazione esperienze individuali e questioni di interesse collettivo.

Migrazioni, guerre e memoria attraverso otto storie

Gli otto titoli scelti dai co-direttori Margherita Cascio e Antonio Prata, con la collaborazione della commissione interna dedicata alle scuole, arrivano da differenti aree del mondo. Quattro saranno presentati in anteprima svizzera.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026Tra le opere figura A fox under the pink moon di Mehrdad Oskouei, dedicato alla vicenda di una giovane artista in fuga prima dall’Afghanistan e poi dall’Iran. Lo smartphone diventa nel film uno strumento attraverso il quale raccontare il proprio dramma, mentre l’arte rappresenta una forma di espressione e resistenza.

Il tema dello spostamento e della ricerca di una vita diversa ritorna in Lost land di Akio Fujimoto, che segue il viaggio di due bambini provenienti da un campo profughi Rohingya in Bangladesh e diretti verso la Malesia, dove sperano di ricongiungersi con la famiglia.

Alla memoria delle migliaia di persone morte durante le traversate del Mediterraneo è dedicato Nyumba di Francesco Del Grosso, proposto in anteprima svizzera. Il documentario trasforma la memoria dei migranti dispersi in mare in una riflessione sulla perdita e sulla speranza.

Di una realtà segnata dalla guerra racconta invece One more show di Ahmed Al Danaf e Mai Saad. Al centro ci sono gli artisti della compagnia circense Free Gaza Circus, impegnati a continuare gli spettacoli per i bambini nei campi profughi e nelle strade di un territorio devastato.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026La vicenda di Maysoon Majidi e il tema della libertà

Tra i titoli in anteprima svizzera c’è anche Domani – Il viaggio di Maysoon Majidi, realizzato da Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio.

Il film ricostruisce la storia di Maysoon Majidi, regista, attrice e attivista curda costretta a lasciare l’Iran a causa del proprio impegno politico e civile contro il regime degli ayatollah. Dopo essere arrivata in Italia attraversando il Mediterraneo insieme ad altri 77 migranti, la donna viene accusata di essere una trafficante.

La vicenda individuale diventa così il punto di partenza per affrontare questioni più ampie legate alle migrazioni, alla persecuzione politica e al modo in cui le persone che intraprendono un viaggio verso l’Europa vengono accolte e giudicate.

Il rapporto tra memoria, guerra e impegno pacifista è invece al centro di Imagine peace di Fabian Chiquet, film svizzero dedicato a Edith Ballantyne. Fuggita dai nazisti nel 1938, la centenaria è diventata una figura di riferimento del movimento pacifista internazionale. Di fronte all’intensificarsi dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, continua a sostenere la necessità del dialogo e del disarmo.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026Dalle università americane alla crisi del sistema alimentare

Il programma guarda anche alle forme contemporanee di attivismo. The encampments, di Kei Pritsker e Michael T. Workman, racconta le proteste studentesche nate da un accampamento di solidarietà con Gaza alla Columbia University di New York.

Attraverso filmati e interviste, il documentario segue le storie di chi ha scelto di esporsi pubblicamente per chiedere giustizia, affrontando il rapporto tra mobilitazione studentesca, libertà di espressione e conflitti internazionali.

Chiude il gruppo degli otto titoli Come nutrire il pianeta di Francesco De Augustinis, un’inchiesta di respiro internazionale sul sistema alimentare contemporaneo. La domanda da cui prende avvio è semplice quanto complessa: come garantire cibo per una popolazione mondiale in crescita senza compromettere ulteriormente le risorse e gli equilibri ambientali?

Nel complesso, le otto opere compongono un itinerario attraverso conflitti, migrazioni, diritti, memoria e ambiente, proponendo agli studenti prospettive differenti su fenomeni che spesso vengono affrontati soltanto attraverso numeri e cronaca.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026Un’identità visiva costruita sull’esplosione

La tredicesima edizione del Film Festival Diritti Umani Lugano avrà anche una nuova identità visiva, sviluppata a partire dal progetto DEATH BY GPS dell’artista Salvatore Vitale.

Il progetto comprende video, fotografie e installazioni e analizza il rapporto tra lavoro, algoritmi e automazione nel contesto del post-capitalismo. Al centro della ricerca c’è il Gauteng, regione sudafricana storicamente legata allo sfruttamento delle risorse minerarie e oggi caratterizzata anche dalla presenza di numerosi lavoratori freelance nel settore informatico inseriti nella gig economy.

Vitale mette in relazione le trasformazioni tecnologiche contemporanee con la storia dello sfruttamento nelle miniere. Il filo conduttore è il rapporto tra persone, lavoro e nuove tecnologie, con particolare attenzione alle nuove forme di disuguaglianza che possono emergere dai processi di automazione.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026Per l’immagine del festival sono stati scelti alcuni video al rallentatore nei quali esplodono oggetti elettronici ormai obsoleti. La distruzione degli apparecchi diventa una rappresentazione visiva di un mondo attraversato da rapporti di potere, sfruttamento, disuguaglianze e conflitti.

L’identità grafica del 2026 presenta quindi la scritta “diritti umani” come se fosse stata frantumata dall’esplosione. Il concetto, però, non si ferma alla distruzione: nella versione animata dell’immagine le parole tornano progressivamente integre, frammento dopo frammento. La ricostruzione diventa così la metafora di un lavoro collettivo, quello di ricomporre ciò che è stato diviso e creare nuove possibilità di dialogo.

Anche la scelta cromatica segue questa impostazione. L’arancione utilizzato per l’identità visiva è ispirato al Safety Orange previsto dalla norma ISO 12402 per la visibilità dei giubbotti di salvataggio. Un riferimento che si lega anche ai film dedicati alle migrazioni attraverso il Mediterraneo.

Il festival comincia prima di ottobre

Il percorso del festival non si limiterà alla settimana dall’11 al 18 ottobre. Nelle settimane precedenti sono infatti previsti diversi appuntamenti realizzati attraverso collaborazioni con realtà culturali e formative del territorio.

Il primo appuntamento indicato è per il 12 settembre 2026 al Parco Ciani di Lugano, dove il FFDUL sarà presente con uno stand nell’ambito di Mondo al Parco, manifestazione dedicata da anni ai temi della solidarietà, dell’integrazione e della cooperazione internazionale allo sviluppo.

film-festival-diritti-umani-lugano-2026Il 15 settembre alle 13.50, a Muralto, il festival parteciperà inoltre all’iniziativa Educare alla cittadinanza. L’eredità di Paulo Freire in dialogo con la ricerca contemporanea, organizzata da SUPSI – Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) in occasione della Giornata Internazionale della Democrazia.

Nel corso dell’incontro sarà proiettato The Librarians, già presentato al festival, seguito da una tavola rotonda. L’appuntamento si terrà al Palazzo dei Congressi di Muralto con il sostegno del Comune.

Il 17 settembre alle 21, nell’ambito di Babel festival di letteratura e traduzione, il Circolo del Cinema di Bellinzona proporrà invece A fox under the pink moon di Mehrdad Oskouei per la rassegna CineBabel. Il film farà poi parte anche della programmazione scolastica del FFDUL.

Meta description: Film Festival Diritti Umani Lugano 2026: otto film per le scuole, incontri e appuntamenti dedicati a migrazioni, guerre, ambiente e dirittiOltrefestival tra musica, cinema e luoghi del territorio

Il 2 ottobre, dalle 18, prenderà il via anche l’OLTREFESTIVAL alle Cantine Riva Morcote di via Besso a Lugano. La serata unirà musica, enogastronomia e conversazioni sul festival, prima di proseguire con una proiezione cinematografica e una presentazione storica dei luoghi.

È previsto anche un secondo momento musicale alle Cantine, mentre in tarda serata sarà possibile proseguire la serata nel salotto musicale allestito al Cerchio 91, sempre all’interno dello stesso complesso. Gli altri appuntamenti dell’OLTREFESTIVAL saranno annunciati in occasione della conferenza stampa.

Il 10 ottobre alle 18, al cinema Iride, la collaborazione con il FIT Festival internazionale del teatro e della scena contemporanea porterà invece A Fidai Film di Kamal Aljafari.

L’opera prende le mosse dal saccheggio degli archivi palestinesi avvenuto durante l’attacco di Beirut del 1982 e costruisce una riflessione sulla memoria e sulla resistenza attraverso un linguaggio cinematografico sperimentale. Aljafari interroga gli archivi coloniali e il modo in cui possono essere utilizzati per costruire una narrazione sull’identità e sulle possibilità future.

Una rete di collaborazioni oltre i confini

La tredicesima edizione del festival conferma anche la dimensione nazionale e internazionale della manifestazione. Il FFDUL è diretto da Antonio Prata e Margherita Cascio, con Roberto Pomari alla presidenza, ed è promosso dalla Fondazione Diritti Umani di Lugano, presieduta da Bruno Bergomi.

Il festival mantiene una rete di collaborazioni con associazioni e organizzazioni non governative locali e internazionali. Dal 2015 è inoltre attivo il network nazionale dei Film Festival e Forum sui Diritti Umani, costituito insieme al FIFDH di Ginevra e all’Human Rights Film Festival Zurich. A livello transfrontaliero prosegue anche la collaborazione con il Festival dei Diritti Umani di Milano.

Il progetto è sostenuto dalla Confederazione, attraverso il DFAE, dal Cantone Ticino tramite il DECS, dalla Città di Lugano e da LuganoRegion, oltre che da fondazioni e soggetti privati.

Un festival senza scopo di lucro

Il Film Festival Diritti Umani Lugano è organizzato come evento culturale senza scopo di lucro. La sua realizzazione deve confrontarsi con costi crescenti e con la necessità di mantenere una programmazione articolata, in particolare quella rivolta agli istituti scolastici.

Per sostenere il progetto è possibile contribuire attraverso la pagina dedicata.

Tutte le informazioni sul programma e sulle attività del Film Festival Diritti Umani Lugano sono disponibili sul sito ufficiale: Film Festival Diritti Umani Lugano

Il calendario degli appuntamenti, dunque, comincia già a settembre e prosegue fino alla settimana centrale di ottobre. Al centro resta il cinema, ma la struttura della manifestazione punta soprattutto sul confronto: tra generazioni, esperienze, culture e differenti interpretazioni delle questioni che segnano il presente.