Lugano, Malpensa, Sorrento, La Versiliana: sono queste le tappe di un percorso artistico che conferma il rilievo ormai assunto dall’attività “esterna” della galleria. A Lugano, fino a settembre, prosegue la mostra delle opere di Rinaldo Bigi, una selezione di lavori, soprattutto dipinti e qualche piccola scultura da interni, già esposti con grande successo a Pietrasanta. Le opere presentate, magnifiche testimonianze della padronanza nell’utilizzo delle tecniche più diverse, trascinano il visitatore fin dentro le profondità del mondo onirico ed ironico che da sempre il maestro Rinaldo Bigi racconta attraverso i personaggi, gli oggetti, le storie e gli ambienti fantastici. Le sue carte e le tele eseguite ad olio e a pastelli sono concepite come un teatro di forme e colori e figure in gioco di apparizioni fantastiche. Bigi può oggi dirsi partecipe, con una propria identificabile voce, del filone maggiore della tradizione moderna dei pittori/scultori e, meno rappresentata, degli scultori/pittori.
Fino a settembre prosegue anche allo Spazio Malpensa, presso la Soglia Magica e le Sale Vip, una mostra di circa 80 opere di Alessandro Busci, pittore e architetto, che vive e lavora a Milano. L’artista indaga le potenzialità dello scambio fra le tradizioni iconografiche occidentali e orientali e la sua produzione si distingue per la forte valenza del segno, pittorico e calligrafico, realizzato su supporti non convenzionali come acciaio, rame e alluminio lavorati con acidi e smalti o sulla più tradizionale carta. Ha iniziato a esporre nel 1996 alla 36° edizione del Premio Suzzara e sue personali sono state allestite a Milano, Roma, Brescia, Torino, Londra, Bordeaux, Madrid, Milano, Bilbao, San Francisco e Napoli. Di grande interesse i cicli di opere di grande formato che raccontano gli spazi della città contemporanea e quelle dedicate agli spazi aeroportuali (Airports).
Di grande rilievo è poi l’avvio di una stretta collaborazione, con la Fondazione Sorrento che vedrà, tra maggio e novembre succedersi due importanti mostre, con opere distribuite nella sede della fondazione, a Villa Fiorentino di Sorrento, e nel cuore stesso della cittadina.
I coniugi Antonino Fiorentino e Lucia Cuomo, agli inizi degli Anni Trenta del secolo scorso, decisero di costruire una villa per la loro abitazione, ove potessero ricevere anche alcuni clienti della propria attività commerciale – fazzoletti con ricami particolari – ormai nota nel mondo e per la quale ricevevano la visita di clientela di grande prestigio. Avendo acquistato l’area di circa 10.000 mq. in pieno centro storico, si indirizzarono verso un tipo di edificio che avevano scelto sfogliando delle riviste americane. Ne affidarono l’incarico all’ing. Almerico Gargiulo e nel 1935-36 la costruzione era ultimata. La villa – che poteva godere di un’area antistante predisposta a giardino (con molte piante di rose) e la parte retrostante (con l’abitazione colonica inserita nelle mura antiche) rimasta ad agrumeto – fu arredata con grande gusto e con ricchezza di mobili di alto antiquariato.
Si comincia con una mostra di opere di Matteo Pugliese che esporrà fino a giugno le sue opere a Villa Fiorentino, ma proporrà anche sei opere monumentali nel centro cittadino. Con l’arrivo delle opere di Matteo Pugliese, la Fondazione Sorrento continua il percorso iniziato con le mostre di Aligi Sassu, Mimmo Paladino, Salvador Dalì, Arnaldo Pomodoro, Mario Sironi e Pablo Picasso. Tra le opere esposte la serie Extra Moenia, figure che stanno cercando una dolorosa rinascita attraverso una lotta con una parete che li imprigiona. Accanto, l’esercito dei Guardiani: armi e armature, ispirate dalle culture più diverse, diventano la metafora di un successo di sicurezza interiore. In questi moderni totem tutto è sopraffatto a favore di una corporeità solida e rassicurante. Lo spettacolo continua con la serie Sott’acqua, rappresentato da figure femminili che galleggiano nello spazio in un’esagerazione di leggerezza e libertà. Infine, la serie degli Scarabei, simboli sacri che mantengono i ricordi e lo spirito della vita lontana che è la nostra infanzia.
La mostra-evento dell’estate sorrentina, anticipata da una pre-esposizione in una sala di Villa Fiorentino, è quindi rappresentata dalla grande mostra, fino agli inizi di novembre, dedicata al maestro del Novecento, Marc Chagall. Le sue opere sono poesie su tela: i colori vivaci, i soggetti onirici e surreali, il tratto semplice e genuino lascia nello spettatore una sensazione di pace e serenità spingendolo a un’immediata empatia con l’autore. Ma la vita di Chagall è complessa, fatta di luci e ombre, di momenti di gioia sconfinata alternati a momenti di immenso dolore. L’allontanamento dalla patria, l’olocausto ma soprattutto la perdita dell’amata moglie Bella, soggetto di alcune delle sue opere più celebri.
La grande estate di Imago Art Gallery prosegue alla Versiliana dove approda la mostra dedicata a Salvador Dalì Figure, simboli e fobie che si rincorrono in tutta la sua sterminata produzione artistica che ha applicato, nel corso della sua vita, a tutti gli ambiti della arti figurative. Di grande interesse il ciclo che Salvador Dali, conosciuto soprattutto per i suoi dipinti surrealisti, specialmente quello con gli orologi molli, ha creato per illustrare il libro di Lewis Carroll a collezione di illustrazioni per Alice nel Paese delle Meraviglie è considerata una delle opere più ricercate di Dali.
A completare il panorama delle attività estive della galleria, da segnalare la partecipazione al Salone delle auto storiche di Lucerna con uno stand dove sono state presentate opere di Enrico Ghinato dedicate al mondo delle auto, ma anche un nuovo ciclo di “vetrine” sulle strade delle capitali del mondo.