Qual è stato il percorso artistico che l’ha portato dal mondo della radio a quello dell’arte?
«Dopo essermi espresso per decenni in radio solo con i suoni (persino attraverso il mio fantomatico Rumore Misterioso), a un certo punto ho maturato l’esigenza creativa di esprimermi anche attraverso le immagini. Affascinato dalla fotografia digitale, ho subito scoperto la magia della fotomanipolazione artistica. Applicandomi con tutto il mio entusiasmo e la mia fantasia sono diventato un piccolo maestro del fotoritocco digitale, distinguendomi negli “advanced Photoshop picture contest” dei siti Internet specializzati, dove si sfidano i migliori visual artist del mondo. Se in radio ero già noto come disc-jockey, nell’ambiente della computer graphics mi sono profilato come Pix-Jockey (da “pix”, inteso come “pics” = immagini)».
Lei si definisce un pixelatore. Che cosa significa?
«Questa definizione è intrinsecamente connessa al mio nome d’arte e alla mia attività di Pix-Jockey. Col tempo sono passato dai fotomontaggi artistici a delle mie creazioni originali di vera e propria pittura grafica digitale. Per distinguermi dai pittori classici, che utilizzano ancora strumenti e tecniche tradizionali, ho coniato il termine pixelatore, con riferimento ai pixel: gli elementi puntiformi che configurano le immagini sullo schermo elettronico».
La versione completa di questo articolo la potrete trovare all’interno dell’edizione cartacea di Ticino Welcome oppure su Issu a pagina 60
Ticino Welcome 60 – Issu