L’arte ai tempi della pandemia c’è e vuole farsi sentire. E lo fa perché chi ha fatto della produzione artistica un lavoro sta dimostrando in questi mesi generosità e altruismo straordinari: l’arte, nonostante tutte le limitazioni imposte, deve essere comunque diffusa, deve tornare ad incontrare il suo pubblico. Ciò che non si è mai fermata è la creatività, la passione per l’arte come ragione di vita.

Proprio partendo da questo assunto IMAGO Art Gallery ha deciso per i prossimi mesi di mettere in campo tutte le sue grandi risorse, offrendo uno spaccato della sua attività particolarmente ricco e stimolante.

La galleria ha infatti deciso di presentare una collettiva dei numerosi artisti che negli anni sono stati esposti e le cui opere fanno parte della sua prestigiosa collezione. Questa rassegna corale, aperta il 22 ottobre si svilupperà nell’arco di più mesi e vedrà alternarsi nomi “storici” della galleria luganese con artisti giovani ma già affermati. L’elenco degli artisti previsti è molto lungo, da Manzù a Melotti, da Bonalumi, Pomodoro, e poi Serena Maisto, Ghinato, Malossi, Bigi, Pugliese, Busci e tanti altri, in un ordine che non vuole essere alfabetico e non vuole neppure stabilire gerarchie. La collettiva porta infatti il titolo “Dialogues – Dialoghi d’arte”, quasi a voler testimoniare, in un raffinato gioco di rimandi e citazioni, di come gli artisti siano sempre in relazione tra loro e come le loro opere non possano vivere senza entrare in un continuo contatto con il proprio pubblico. Una ragione di esistere valida in ogni tempo, un’indicazione ancora più preziosa in tempi difficili ma pieni di voglia di rilancio come quelli attuali.

Questa filosofia portata avanti da IMAGO Art Gallery viene ulteriormente confermata dalla partecipazione alla realizzazione di importanti iniziative di respiro internazionale: dopo essere stata presentata in varie città italiane ed europee, vola in Cina la grande mostra dedicata a Marc Chagall. IMAGO Art Gallery ha contribuito al suo successo prestando svariati dipinti del maestro russo-francese (Lëzna, 7 luglio 1887 – Saint-Paul-de-Vence, 28 marzo 1985), e ha attivamente partecipato all’organizzazione dell’evento, lavorando per un anno, anche in remoto a causa delle limitazioni ai viaggi in Cina.  La mostra è stata inaugurata il 9 ottobre alla presenza del Presidente cinese Xi Jimping e dopo la capitale toccherà altre importanti città del Paese. Anche in questo caso si può parlare di una grande significato simbolico, se si considera che il Paese dove per primo è scoppiata la pandemia e ora uno dei primi ad accogliere nuovamente grandi esposizioni di carattere internazionale